Roma, 35 mila in festa per la vittoria di Zeman

Redazione
19/08/2012

Domenica all’insegna del calcio per molti tifosi italiani. Il 19 agosto sono scese in campo la Roma contro l’Aris Salonicco...

Roma, 35 mila in festa per la vittoria di Zeman

Domenica all’insegna del calcio per molti tifosi italiani. Il
19 agosto sono scese in campo la Roma contro l’Aris Salonicco
e il Milan contro la Juventus.

La Roma mette k.o. l’Aris e in 35 mila festeggiano il ritorno
di Zeman

Una vittoria, tanti applausi, un messaggio chiaro: Daniele De
Rossi non si tocca. Davanti a 35 mila spettatori, accorsi allo
stadio Olimpico nonostante un caldo soffocante, la Roma di Zdenek
Zeman ha superato per 3-0 l’Aris Salonicco e ha chiuso
imbattuta il suo ciclo di amichevoli estive prima di cominciare a
fare sul serio con l’esordio interno in campionato contro il
Catania atteso per il 26 agosto.
IL RITORNO DI ZEMAN. Per il tecnico boemo, che
tornava a sedere sulla panchina dell’Olimpico a distanza di
13 anni dall’ultima volta (16 maggio 1999, 3-1 al Cagliari),
un bagno di folla speciale, suggellato da un successo firmato
dalle reti di Osvaldo nel primo tempo (destro secco dal limite
dell’area), Bradley (deviazione di testa) e Destro nella
ripresa (su papera del portiere).
DE ROSSI NON SI TOCCA. Per i tifosi giallorossi,
invece, l’occasione per ribadire alla dirigenza di Trigoria
l’incedibilità di Daniele De Rossi, nel mirino del
Manchester City di Roberto Mancini. Il giocatore è stato infatti
accolto da una vera e propria ovazione al momento
dell’ingresso in campo prima del fischio d’inizio della
gara coi greci. E in Curva Sud, cuore della tifoseria romanista,
è stato poi esposto uno striscione con sopra scritto «De Rossi
non si tocca!». Messaggio subito recepito dalla società che, al
momento della presentazione di ‘Capitan futuro’ (assieme
agli ultimi acquisti Balzaretti, Piris e Destro), ha fatto
scandire dallo speaker ufficiale una frase con cui ha blindato il
giocatore: «Lo hanno cercato in molti ma ha scelto di vestire la
maglia giallorossa e lo farà per sempre». Per buona pace di
Mancini.
UNA ROMA CHE ATTACCA. Il reparto offensivo di
Zeman è apparso invece completo, con Totti tirato a lucido dalla
preparazione atletica del boemo (e salutato con una standing
ovation al momento della sostituzione con Bojan), Osvaldo già
affamato di reti, e il poker di giovani talenti formato da Bojan,
Lamela, Destro e Lopez in grado di garantire freschezza e gol a
raffica. In pieno stile Zemanlandia.

La Juve batte il Milan al Trofeo Berlusconi

Non c’era ma è stato lui il vero grande protagonista della
serata di San Siro: l’assente Antonio Cassano che sembra
ormai avviato a lasciare la casacca rossonera per approdare
sull’altra sponda del Naviglio, direzione Inter. Questa la
notizia che ha scombussolato il Trofeo dedicato a Luigi
Berlusconi, una partita secca tra Milan e Juventus. Hanno vinto i
bianconeri per tre reti a due in una specie di amichevole di
lusso dove tutti possono trovare spazio (possibili undici cambi
su undici).
CASSANO ADDIO? Sfida che è passata quasi in
secondo piano rispetto alla ‘bomba’ scoppiata poco prima
del fischio di inizio quando ha preso corpo la possibilità reale
di un trasferimento di Cassano all’Inter, poi ammessa da
Galliani a fine partita. Pazzini potrebbe essere la pedina da
muovere verso Milanello. Non si tratterebbe di voci senza
fondamento perché Fantantonio – pure convocato da Allegri – non
si fa vedere a San Siro. Il fantasista pare sia a Genova. La sua
assenza sarebbe il sugello coerente con le scoppiettanti
dichiarazioni fatte dallo stesso Cassano durante l’Europeo
quando espresse forte disappunto verso le scelte della società
riguardo alle cessioni eccellenti di Thiago Silva e
Ibrahimovic.
IL MILAN PENSA AL CALCIOMERCATO. Il 18 agosto
Allegri – in conferenza stampa – aveva escluso la possibilità di
offrire ‘rassicurazioni’ di qualsiasi natura al
giocatore, ricordando quanto Cassano in termini di gratitudine
dovesse al Milan, la società che l’ha curato e assistito in
un momento molto delicato per la carriera del giocatore. Parole
che hanno assunto un significato ancora più chiaro. E così
prima della partita si è parla molto di mercato nello
spogliatoio del Milan.
C’era Berlusconi ad assistere alla partita che non ha
l’epilogo sperato per i rossoneri: per i milanesi doppietta
di Robinho (un gol su rigore), per i campioni d’Italia reti
di Marchisio, Vidal e Matri.