La lite su Roma allarga la crepa di governo tra Lega e M5s

Nuova bordata a Raggi da parte di Salvini. Che annuncia un programma di governo contro il «disastro dell'amministrazione capitolina». Ma sui rifiuti i pentastellati fanno muro. E i ministri si schierano.

17 Aprile 2019 18.04
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Ormai è sotto gli occhi di tutti: Matteo Salvini non risparmia bordate quotidiane alla gestione della Capitale di Virginia Raggi e ancora una volta ne ha lanciata un'altra, parlando di una «Roma stupenda, che non merita la situazione in cui versa».

«Ai romani sono tenuto a garantire più poliziotti, sgomberi di palazzi occupati, faccio tutto il possibile per la sicurezza. Ma è una città pulita, organizzata, che funziona, con strade senza buche? Non mi sembra. Spero che tutti facciano il loro», ha detto Salvini dopo avere incassato dalla consueta classifica del Time il riconoscimento di essere uno dei 100 leader più influenti al mondo, con Steve Bannon, l'ex stratega della Casa Bianca, che ne ha tracciato il profilo: «Salvini è ora uno dei politici di cui si parla in Europa ed entro la fine di maggio, dopo le elezioni europee, potrebbe essere anche il più potente».

AL VARO UN PROGRAMMA DI GOVERNO PER LA CAPITALE

Il leader leghista ha riunito al Viminale i rappresentanti territoriali del partito, tra cui il consigliere capitolino Maurizio Politi e il coordinatore regionale Francesco Zicchieri, per fare il punto sulle azioni da mettere in campo a Roma. «Nel giro di qualche settimana» – ha spiegato Politi – «presenteremo un programma organico di governo in antitesi al disastro del sindaco Raggi. Sui rifiuti l'idea è puntare sulla termovalorizzazione nel breve periodo consentendo a Roma di uscire dall'emergenza. Tra i temi toccati la libertà di scelta educativa per le famiglie, il coinvolgimento dei privati nella gestione del verde pubblico e un nuovo assetto per i trasporti».

IL M5S INSORGE CONTRO L'IPOTESI TERMOVALORIZZATORI

Immediata la replica del capogruppo del Movimento 5 stelle in Campidoglio Giuliano Pacetti contro l'ipotesi termovalorizzatori, tema che vede da sempre contrari i pentastellati. «Oltre a inquinare la città e minare la salute dei cittadini con una soluzione medioevale» – ha affermato – «pensano di costruirli in un giorno? Ci vorrebbero anni signori, anni! Credo che il nostro piano per estendere la raccolta differenziata, basato sul riciclo e sul riutilizzo dei materiali, sia non solo all'avanguardia e in linea con le direttive europee, ma anche più veloce e sicuramente non scellerato come il vostro».

BOTTA E RISPOSTA A DISTANZA TRA I MINISTRI GIALLOVERDI

A difesa della sindaca sono scesi i rappresentanti del M5s e a supporto del vicepremier gli esponenti leghisti. La ministra pentastellata della Salute Giulia Grillo non ha dubbi e difende l'operato della collega di partito: «L'impegno che ha messo la sindaca Raggi per Roma è importante. Si sta facendo tutto il possibile ma sulla questione rifiuti c'è una difficoltà oggettiva, complicata da qualcuno che casualmente ogni due-tre mesi va a incendiare gli impianti. Salvini» – ha concluso – «questo dovrebbe pensarlo». Ma dall'altra parte, a dare ancora più eco alle parole di Salvini ci pensa il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio: «È sotto gli occhi di tutti la situazione di Roma». Insomma, Salvini non «è solamente contro la Raggi», ha spiegato, ma «contro tutti quei sindaci che dopo esser stati eletti avevano promesso che avrebbero almeno sistemato l'ordinaria amministrazione: oggi come oggi l'ordinaria amministrazione non è stata sistemata. Sono i romani che lo dicono, non è Salvini o Centinaio».

BONGIORNO SI CHIAMA FUORI DALLA CORSA A SINDACO

Le parole di Centinaio non sono piaciute al'assessore capitolino allo Sviluppo economico Carlo Cafarotti: «Pregherei il ministro di concentrarsi sul suo lavoro, come si conviene al ruolo che ricopre. Piuttosto che accodarsi alla colorita rappresentazione del suo 'capitano', che ormai ha intrapreso una crociata comunicativa contro l'Amministrazione capitolina, Centinaio dovrebbe mantenere fede agli annunci roboanti in materia di locazioni brevi in ambito turistico, un ginepraio normato da legge statale». Intanto il ministro della Pa, Giulia Bongiorno, ha escluso categoricamente la sua candidatura alla poltrona di sindaco di Roma: «Io so le cose che so fare e le cose che non so fare: sicuramente non sono in grado di fare il sindaco di Roma, non rientra nei miei progetti e lo escludo in modo categorico. Non c'è nessuna possibilità che io mi lanci in questo tipo di impresa».

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