Roma, Raffaele Marra arrestato per corruzione

Roma, Raffaele Marra arrestato per corruzione

16 Dicembre 2016 07.27
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Terremoto al Comune di Roma, dopo che all'alba del 16 dicembre i carabinieri del Ros hanno arrestato con l'accusa di corruzione Raffaele Marra, fedelissimo della sindaca Virginia Raggi e capo del personale del Campidoglio. La vicenda che ha portato all'arresto è legata all'inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013. All'epoca Marra era, sotto la Giunta Alemanno, a capo del dipartimento Politiche abitative capitolino. In manette, assieme al braccio destro di Raggi, è finito anche il costruttore Sergio Scarpellini. Sarebbe stato proprio quest'ultimo a mettere a disposizione di Marra e della moglie il denaro per l’acquisto della casa Enasarco.

DUE ASSEGNI PER 350 MILA EURO. Una casa di oltre 150 metri quadrati che, secondo l'accusa, sarebbe stata pagata con due assegni per un totale di 350 mila euro provenienti da un conto di Scarpellini. Marra è tuttora residente in questo appartamento, dove i carabinieri si sono presentati per formalizzare l'arresto. Per il gip sussiste «un concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte delittuose» da parte di Marra «in considerazione del ruolo in concreto attualmente rivestito nel Comune di Roma e dell'indubbia fiducia di cui gode da parte del sindaco Virginia Raggi».

RAGGI: «LO SOSTITUIREMO SUBITO». La sindaca, in conferenza stampa, ha di fatto scaricato il suo braccio destro, spiegando di essere intenzionata a procedere alla sua immediata sostituzione e chiedendo scusa ai cittadini romani. «Lo sostituiremo subito», ha detto, «abbiamo piena fiducia nella magistratura». «Probabilmente», ha aggiunto, «abbiamo sbagliato, Marra era già un dirigente e ci siamo fidati, mi dispiace per i cittadini romani e per il M5s». E ancora: "Mi dispiace per per Beppe Grillo, che aveva evidenziato qualche perplessità. Faremo tutto quelle che è nelle nostre possibilità per fare luce collaborando con la magistratura a partire dalle nomine». Ma, ha concluso, «voglio esser chiara l'amministrazione va avanti. Il dottor Marra non è un esponente politico e il mio braccio destro sono i cittadini romani. È per loro che ogni giorno lavoriamo senza sosta. Andiamo avanti con serenità».

TAVERNA: «LE SCUSE NON BASTANO». «No, non basta!», risponde la senatrice M5s Paola Taverna arrivando all'hotel Forum per parlare con Beppe Grillo a chi le domanda se sia sufficiente per il sindaco di Roma chiedere scusa e dire che Marra è solo uno dei 23 mila dipendenti del Comune. Taverna è arrivata da Grillo insieme al senatore Nicola Morra. «I fatti parlano oggettivamente. Io sono molto fiera di stare dalla parte giusta», ha dichiarato la deputata.

GRILLO A RAGGI: «TE L'AVEVO DETTO ORA RIMEDIA». «Su Marra te lo avevo detto, ora rimedia». Questo a quanto si apprende quello che Grillo avrebbe detto alla sindaca Raggi nel corso di una telefonata nella quale i due hanno affrontato il caso.

INCHIESTA PARTITA DALLA BANDA DELLA MAGLIANA. L'inchiesta prende le mosse dall'inchiesta nei confronti di un gruppo criminale capeggiato da Manlio Vitale, pregiudicato e considerato dagli inquirenti un ex appartenente alla Banda della Magliana. Il retroscena è riportato nell'ordinanza di custodia cautelare. Il gip Maria Paola Tomaselli spiega che l'ex compagna di Vitale aveva riferito all'autorità giudiziaria di aver accompagnato più volte l'ex partner nei pressi del Senato per ricevere «consistenti somme di danaro» dalla persona incontrata. Le indagini, orientate ad accertare un'eventuale attività di estorsione da parte di Vitale, noto come "Er Gnappa", hanno portato a Sergio Scarpellini come presunta vittima. Dalle intercettazioni telefoniche eseguite sia nei confronti dell'imprenditore sia della segretaria, i pm si sono imbattuti nei rapporti tra Scarpellini e Marra.

UN ALTRO COLPO PER LA SINDACA. Si tratta di un altro colpo durissimo per la Giunta Raggi, già alle prese con il caso nomine in Campidoglio che vede sempre Marra tra i protagonisti. Il fedelissimo della sindaca, già vice capo di gabinetto, è stato spesso al centro di polemiche, anche all'interno dello stesso Movimento 5 stelle, ma è sempre stato difeso a spada tratta dalla sindaca. L'ex membro del mini direttorio Roberta Lombardi, riferendosi a lui, aveva parlato in passato di «virus che ha infettato il Movimento». Il suo ruolo è sotto il faro dell'Anac in particolare per vicenda relativa alla nomina di suo fratello, Renato Marra, alla guida della direzione turismo.

LOMBARDI: «SI PRENDA POSIZIONE». «La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vanagloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto? Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta». Così la stessa Lombardi su Fb dove prende in prestito un aforisma di Martin Luther King per chiedere una presa di posizione del M5s sul caso Marra.

CONDIVISO DA RUOCCO, TAVERNA E MORRA. Parole, quelle della deputata romana, che su Facebook sono rilanciate, tra gli altri, da Carla Ruocco, Paola Taverna, Nicola Morra e altri parlamentari. Tutti, da sempre molto critici rispetto alla permanenza di Marra al Campidoglio. In particolare per la Ruocco rispondendo in merito alle scuse della Raggi ha detto: «Se bastano le scuse? Non credo proprio». «È sempre più evidente che non basta dire di essere onesti, puri e al di fuori di ogni schema, ma bisogna dimostrarlo», sostiene il sindaco di Parma ed ex esponente del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti. «Per giudicare, ovviamente, bisognerà capire bene i contorni della vicenda», ha aggiunto, «detto questo vedo che pian piano quello che abbiamo sempre detto, anche nella nostra situazione, sta venendo al pettine. Il tutto nel disinteresse più completo di quelli che una volta erano il direttorio»

Perquisizioni sono nuovamente andate in scena Campidoglio, ad appena 48 ore dalla visita delle Fiamme Gialle agli uffici del Comune capitolino per esaminare tutti i documenti sulle assunzioni e le nomine effettuate dalla sindaca. La Giunta Raggi, dunque, dopo appena sei mesi trascorsi tra una grana e l'altra, sembra vivere ora il suo momento più complicato, in considerazione anche dell'impegno speso personalmente da Raggi per il suo braccio destro. Al punto da minacciare, secondo alcuni, un passo indietro, lo scorso novembre, nel caso in cui lo stesso Marra fosse stato fatto fuori dal Movimento dopo l'inchiesta dell'Espresso che svelava contratti milionari sottoscritti dall'ex finanziere a favore di Fabrizio Amore, imprenditore indagato in una delle inchieste su Mafia Capitale.

FLASH MOB A METÀ. Spiazzato dall'arresto anche il Movimento 5 stelle, i cui parlamentari hanno rinunciato al flash mob organizzato a Siena a sostegno dei risparmiatori per la vicenda Mps.

Prima le tardive dimissioni della Muraro, poi le perquisizioni in Campidoglio, oggi l'arresto di Marra: quando dissi che…

Geplaatst door Matteo Orfini op donderdag 15 december 2016

«Adesso ci riuniamo tutti quanti e tireremo fuori una linea senza problemi», ha detto Roberto Fico, «è giusto che la magistratura faccia il s uo corso. Non c'è ombra di dubbio che è una cosa grave, gravissima». Mentre il capogruppo del Movimento Paolo Ferrara a margine del Consiglio metropolitano., ha ostentato cautela: «Aspettiamo il lavoro della magistratura. Il problema non c'è, Marra non è un politico, è un esponente tecnico, lo sostituiremo come è giusto che sia».

ORFINI: «GRILLO POLITICAMENTE RESPONSABILE». Dal Pd, invece, non si è fatta attendere la levata di scudi contro la Giunta capitolina. «Prima le tardive dimissioni della Muraro, poi le perquisizioni in Campidoglio, oggi l'arresto di Marra», ha scritto Matteo Orfini su Facebook, «quando dissi che stavano riciclando il peggio, quando raccontai i legami pericolosi di questa gente, Grillo, Di Battista e Di Maio mi insultarono. Oggi non chiederanno scusa. Perché sono politicamente corresponsabili».

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