«Il capo delle spie di Assad ricevuto dai servizi italiani a Roma»

Redazione
28/03/2018

Il capo dei servizi segreti siriani Ali Mamlouk si è recato a gennaio a Roma, dove ha incontrato il direttore...

«Il capo delle spie di Assad ricevuto dai servizi italiani a Roma»

Il capo dei servizi segreti siriani Ali Mamlouk si è recato a gennaio a Roma, dove ha incontrato il direttore dell'Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) Alberto Manenti. Lo scrive Le Monde, precisando che la visita «su invito dell'Aise» e rivelata a febbraio dal quotidiano libanese Al-Akhbar – è stata confermata al giornale francese «da tre fonti molto informate sugli affari siriani». Sempre Al-Akhbar sosteneva che nell'incontro fosse presente anche il ministro degli Interni Marco Minniti, ma il quotidiano transalpino non ha confermato la notizia.

«VIOLATI ACCORDI UE CONTRO IL REGIME». Le Monde definisce l'iniziativa «una violazione degli atti legislativi dell'Ue contro il regime». Mamlouk sarebbe arrivato a Roma «con un jet privato messo a disposizione dalle autorità italiane». Ricostruendo la vicenda – di cui si era già occupato anche il quotidiano La Verità in un servizio del 17 marzo – Le Monde definisce Mamlouk, 72 anni, generale, «ambasciatore-ombra del regime di Assad», che in questi anni si è recato «in modo discreto in Giordania, Egitto, Russia, Iraq e Arabia Saudita».

In una recente intervista, il capo del Servizio Informazioni Federale tedesco Bruno Kahl ha sottolineato la necessità di contatti con il regime per ottenere informazioni sullo Stato islamico e al Qaeda. Nel novembre 2017, un alto ufficiale dell'intelligence Usa si sarebbe recato a Damasco per parlare con Mamlouk della situazione nel Paese.

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Dietro la facciata delle questioni di sicurezza, «l'obiettivo di queste missioni è chiaramente politico: rompere l'isolamento del regime, avviare la normalizzazione, con lo scopo di trasformare le sue vittorie militari in vittoria diplomatica». Per quel che riguarda le controparti occidentali sembra sempre più evidente che, avendo ormai dato per certa la sopravvivenza di Assad alla guerra civile, tutti stiano cercando di riaprire un minimo di dialogo con il vincitore del conflitto.

«L'ITALIA PONTE PER L'EUROPA». Nell'incontro con Manenti i temi delle migrazioni e della sicurezza sarebbero stati «pretesti» utilizzati «all'unico scopo di approfondire poco a poco le relazioni della Siria con Roma in un quadro più generale. E per i siriani, l'Italia è un ponte verso il resto d'Europa». Le Monde aggiunge che la visita di Mamlouk, «che figura in terza posizione della lista nera Ue dietro il presidente Bashar al Assad e suo fratello Maher, indigna le organizzazioni di difesa dei diritti umani». Interpellata dal quotidiano francese, la responsabile della diplomazia europea Federica Mogherini ha risposto di «non essere stata messa al corrente dei contatti».