Romania, Corte conferma referendum pro Basescu

Redazione
21/08/2012

La Corte costituzionale romena ha confermatoil 21 agosto la non validità del referendum del 29 luglio sulla destituzione del presidente...

Romania, Corte conferma referendum pro Basescu

La Corte costituzionale romena ha confermatoil 21 agosto la non validità del referendum del 29 luglio sulla destituzione del presidente conservatore Traian Basescu.
Basescu quindi resta in carica come capo dello Stato.
Lo hanno riferito i media a Bucarest.
SEI VOTI FAVORAVOLI SU NOVE. Dei nove giudici costituzionali, sei hanno votato per confermare la non validità del referendum, gli altri tre hanno espresso parere contrario.
La consultazione popolare del 29 luglio sulla destituzione del presidente Basescu non aveva raggiunto il quorum minimo di affluenza del 50% più uno degli aventi diritto, ed era stata dichiarata quindi nulla.
Il governo aveva chiesto il parere della Corte costituzionale, contestando la validità delle liste elettorali.
Oltre l’87% dei votanti (alle urne si era recato il 46%) si era espresso per la destituzione del capo dello stato.
CONTESTATE LISTE ELETTORALI. A sollecitare il pronunciamento dell’Alta Corte è stata la maggioranza di governo di centro-sinistra, guidata dal premier Victor Ponta e dal presidente ad interim Crin Antonescu, che aveva promosso il referendum e contesta ora la validità delle liste elettorali.
Il 20 agosto il premier Ponta aveva consegnato alla Corte documenti con nuove cifre in base alle quali dalle liste andrebbero stralciati migliaia di elettori deceduti e almeno tre milioni di romeni residenti all’estero.
Cosa questa che avrebbe fatto raggiungere al referendum il quorum richiesto.
NORME ANTICOSTITUZIONALI. La procedura di impeachment del presidente è stata avviata dalla maggioranza di governo di centro-sinistra sulla base di accuse di presunte azioni anticostituzionali rivolte a Basescu.
Il Capo dello Stato avrebbe avocato a sé poteri e prerogative non sue e per aver impoverito la popolazione con le pesanti misure anticrisi imposte al Paese da Fmi e Ue. Basescu, su iniziativa del governo, era stato sospeso dalle sue funzioni con un voto del parlamento il 6 luglio.
DIFFICILE COABITAZIONE. Basescu, il cui secondo mandato scadrà nel 2014, deve quindi  affrontare una difficile coabitazione con la maggioranza di governo.
Un dissidio istituzionale che ha già destato allarme e preoccupazione in Europa e negli Usa, visto che la Romania è fa parte sia dell’Ue sia della Nato.