Rossi, con la Ducati è «Valentissimissimo»

Redazione
20/08/2012

Una volta era il Dottore. Ora è diventato «Valentissimissimo». La via crucis di Valentino Rossi con la Ducati è ormai...

Rossi, con la Ducati è «Valentissimissimo»

Una volta era il Dottore. Ora è diventato «Valentissimissimo». La via crucis di Valentino Rossi con la Ducati è ormai alla fine. Ma per arrivare alla meta mancano ancora sette tappe. Le più difficili per il nove volte campione del mondo. E come se i problemi con la moto non bastassero ci si sono messi pure i tifosi, stufi delle prestazioni deludenti del pilota.
Il divorzio dalla Rossa di Borgo Panigale del pesarese è recente. Ma prima di salire in sella alla Yamaha, Rossi deve rispettare il contratto con la Ducati e, nonostante qualche dichiarazione al veleno, arrivare in fondo alla stagione 2012 con l’odiata Desmosedici. In pratica nei box l’aria che si respira è da divorziati in casa tra tecnici e pilota. E finito l’amore è rimasta solo la tolleranza.
ORA LOBIETTIVO È NON CADERE. Lo si è visto a Indianapolis. La seconda gara americana di MotoGp è andata meglio della prima. A Laguna Seca Rossi finì con una caduta poco prima della bandiera a scacchi. Domenica 19 agosto è arrivato in fondo, evitando di fare danni alla Ducati che lui considera ingestibile.
«Ho preferito finire la gara», ha detto il Dottore a fine Gran premio. E il suo settimo posto – un minuto dalla Honda di Dani Pedrosa e alle spalle delle sole Crt – è in linea con i risultati della stagione (il miglior risultato è il secondo posto a Le Mans in Francia, ma ci sono stati anche il 13esimo posto in Olanda, il decimo in Qatar e il quinto al Mugello).

A Rossi manca la motivazione per lottare contro i rivali

In fondo Rossi non si sta giocando il Mondiale (nella classifica iridata è ottavo con 91 punti, a 134 lunghezze dal futuro compagno di scuderia Jorge Lorenzo) e con il fresco addio alla Ducati è ipotizzabile che pure nei prossimi appuntamenti di MotoGp, il Dottore preferisca non spingere. Anche per evitare cadute come quella del Cavatappi. Arrivare in Yamaha con qualche acciacco non sarebbe un bel biglietto da visita da offrire ai giapponesi che l’hanno ingaggiato dopo due stagioni disastrose.
Il problema, ora, per Rossi è la mancanza di motivazione. Almeno finché sarà costretto a guidare la Desmosedici.
A BRNO PUNTA A FARE RISULTATO. Domenica 26 ad attendere Rossi c’è Brno, che lui ha definito «pista amica» dove nel 2011 era arrivato sesto (ma in carriera tra MotoGp, 500 e 250 ha vinto sei volte). Per il Dottore quella fu una «gara discreta». Visto il mai nato feeling con la Ducati c’è da credergli. Insomma, è una questione di punti di vista.
SUL WEB I TIFOSI LO PRENDONO DI MIRA. Intanto, però, i tifosi hanno iniziato a prenderlo di mira. E sul web girano fotomontaggi di Rossi in sella a una Ducati stradale e poi quel «Valentissimissimo», appellativo che prima dell’arrivo a Borgo Panigale nessuno si sarebbe mai sognato di affibiargli.
Ora il Dottore ha ancora sette gare per riconquistare i tifosi, per poi poter riprendere l’inseguimento al decimo Mondiale in sella alla Yamaha. Sempre che Rossi si ricordi come si faccia a stare davanti a tutti. L’ultima volta fu il 10 ottobre 2010 in Malesia. Un’era geologia fa per la MotoGp.