Rsa: su 600 strutture controllate dei Nas il 17% presentava irregolarità

Redazione
15/04/2020

Continuano le indagini sulle residenze per anziani in Lombardia e nel resto d'Italia. Denunciate 61 persone, 157 quelle sanzionate. Sospese o chiuse 15 attività ricettive. Al Pio Albergo Trivulzio si cerca di fare chiarezza su almeno 143 decessi avvenuti da marzo a oggi.

Rsa: su 600 strutture controllate dei Nas il 17% presentava irregolarità

Non solo Pio Albergo Trivulzio e strutture lombarde. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, su oltre 600 Rsa, centri di riabilitazione e lungodegenza e case di riposo controllati dai carabinieri del Nas, il 17% presentava irregolarità relative alla gestione delle procedure e degli spazi riservati a possibili casi di positività al Covid-19 o alla formazione di operatori e la dotazione di dispositivi protettivi.

Nelle 104 strutture non in regola, 61 persone sono state denunciate e 157 sanzionate. A causa delle gravi carenze sono state sospese o chiuse 15 attività ricettive, mentre i pazienti sono stati trasferiti in altri centri.

Tra gli interventi più significativi, quelli nelle strutture di Taranto, Campobasso, Perugia, Reggio Calabria, Napoli, Roma, Cosenza, Udine e Torino. Complessivamente, dall’inizio dell’anno i Nas hanno eseguito controlli in 918 centri, di cui 183 sono risultate irregolari, circa il 20%.

AL PAT SI INDAGA SU ALMENO 143 DECESSI AVVENUTI DA MARZO A OGGI

Alla Baggina, come chiamano i milanesi il Pio Albergo Trivulzio, gli inquirenti indagano anche sulle “direttive” ricevute dalle Rsa e inviate da Regione Lombardia, per la gestione di ospiti anziani e pazienti. Tra i documenti attenzionati alcune cartelle cliniche, per far luce su almeno 143 morti tra marzo e oggi.

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Intanto, la strage silenziosa negli istituti per anziani continua a non risparmiare nemmeno le altre province lombarde e indagini e blitz si moltiplicano. Solo nei primi giorni di aprile i carabinieri del Nas di Brescia hanno effettuato una quindicina di ispezioni nelle case di riposo bergamasche, mentre il Nas di Milano il 14 aprile è entrato in quelle milanesi, ma anche delle province di Como, Varese e Monza. Nel frattempo, anche la Procura di Sondrio ha aperto un’indagine per epidemia colposa sulle morti nelle Rsa e indagano anche le Procure di Como, Lecco e Lodi. E un fascicolo conoscitivo è stato aperto anche a Cremona con un pool che si occuperà non solo degli aspetti sanitari ma anche quelli economici. C’è da dire, poi, che il dramma non riguarda solo la Lombardia, con inchieste in corso anche in altre regioni, come in Abruzzo, a Sulmona (l’Aquila), sui contagi in una casa di riposo

INDAGATI I VERTICI DELLE RESIDENZE NEL MIRINO

A Milano, mentre i pm del pool guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano stanno iscrivendo nel registro degli indagati tutti i vertici delle residenze nel mirino, almeno una dozzina (come quelle dei quartieri Lambrate, Affori e Corvetto), i finanziari del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno portato via dal Pat un «ingente mole» di atti, anche informatici, dopo aver notificato un’informazione di garanzia al dg Giuseppe Calicchio, iscritto per epidemia colposa e omicidio colposo plurimo, assieme all’ente che risponde per la legge sulla responsabilità amministrativa. Oltre che sul sequestro dei referti (si dovranno accertare eventuali omissioni e correlazioni tra le morti e i contagi nella struttura), le attività degli investigatori si sono concentrate sulla gestione organizzativa interna del Trivulzio e di riflesso, dunque, anche sulle direttive date dall’amministrazione regionale al Pat, così come ad altre Rsa, in questa fase di emergenza. E, in particolare, su quei «nuovi arrivi» di pazienti al Trivulzio (una ventina), quando era già scoppiata l’epidemia, anche se ufficialmente la struttura non avrebbe ricoverato malati Covid (una delibera regionale dell’8 marzo diede la possibilità alle Rsa di accoglierli).

Un’ambulanza esce dal Pio Albergo Trivulzio (Ansa).

IL PAT CENTRO DI “SMISTAMENTO” DI MALATI A BASSA INTENSITÀ

E proprio i “rapporti” tra Trivulzio e Regione saranno approfonditi: il Pat ha fatto da centro di ‘smistamento’ verso altre strutture dei malati di coronavirus ‘a bassa intensità’, che venivano dimessi da ospedali in difficoltà. Una “commistione” che potrebbe aver creato dei focolai, anche se la Regione diede l’indicazione di usare reparti separati rispetto alle residenze per gli anziani. Sequestrata anche la documentazione sui tamponi (pochissimi quelli effettuati nelle Rsa su anziani e operatori) e poi le disposizioni interne sull’uso delle mascherine, perché alcuni infermieri, affiancati da Cisl e Cgil, hanno denunciato anche di essere stati «minacciati» quando le usavano tra fine febbraio e gli inizi di marzo. Agli atti, coi vari sequestri di pc e materiale informatico, anche a carico di Calicchio, finiranno carteggi ed email su disposizioni interne e regionali, mentre il dg, difeso dal legale Vinicio Nardo, ha rivendicato, anche di fronte agli ispettori del ministero della Salute, di aver seguito protocolli e delibere. Ora gli investigatori dovranno analizzare tutto il materiale, anche con verifiche incrociate sulle carte, mentre tra i vertici delle Rsa indagati figurano anche quelli del Don Gnocchi (che respinge le accuse), dove si conta un numero di morti simile a quello del Trivulzio. Le perquisizioni, che andranno avanti nei prossimi giorni, e martedì hanno riguardato anche la Sacra Famiglia di Cesano Boscone e una casa di riposo di Settimo Milanese.