Russia, affluenza e risultati delle elezioni

Redazione
18/03/2018

Un autentico plebiscito. Al termine dello scrutinio Vladimir Putin si è assicurato i voti del 76,6% degli elettori, confermandosi presidente...

Russia, affluenza e risultati delle elezioni

Un autentico plebiscito. Al termine dello scrutinio Vladimir Putin si è assicurato i voti del 76,6% degli elettori, confermandosi presidente per la quarta volta. Al secondo posto Pavel Grudinin con il 11,82% dei voti, quindi Vladimir Zhirinovsky, con il 5,68%. L'affluenza è invece arrivata al 67,4,9%. Alle elezioni del 2012 era stata al 65,2%: l'obiettivo per lo zar era richiamare alle urne almeno la stessa percentuale di elettori. Il vice presidente della Commissione elettorale, Nikolai Bulaev, ha sottolineato che «56 milioni di russi» hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe.

«IL SUCCESSO È IL NOSTRO DESTINO». «Grazie a tutti i nostri sostenitori per questo risultato: ora è importante essere uniti e includere nella nostra squadra anche chi ha votato altri candidati. Il successo è il nostro destino. Lavoreremo tutti duramente per il futuro della grande Russia», ha detto Putin parlando alla folla davanti al Maneggio, nel cuore di Mosca a pochi passi dal Cremlino. «Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Sergei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto», ha detto Putin sottolineando che pensare che la Russia sia colpevole «è una sciocchezza» e intervenendo così per la prima volta sul caso Skripal. «Ritenere che potessimo fare una cosa del genere prima delle elezioni e dei Campionati del mondo è davvero sciocco», ha aggiunto il presidente appena rieletto.

SECONDO IL COMUNISTA GRUDININ. Al secondo posto, come previsto, il candidato del partito comunista Pavel Grudinin con l'11,82%. Seguono il nazionalista Vladimir Zhirinovsky con il 5,68%, Ksenia Sobchak con il 2,5%, Grigory Yavlinski con l'1,6%, Boris Titov con l'1,1%, Sergei Baburin con l'1% e Maxim Suraikin con lo 0,8%. Il portavoce della campagna elettorale di Putin, Andrei Kondrashov, ha ringraziato il premier britannico Theresa May per aver aumentato l'affluenza alle urne. «L'affluenza risulta più alta del previsto dell'8-10% e per questo dobbiamo ringraziare la Gran Bretagna perché ancora una volta non ha capito la mentalità della Russia: ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi è senz'altro Putin», ha detto Kondrashov a Interfax, allundendo al caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa.

[mupvideo idp=”5753012166001″ vid=””]

L'effetto-Skripal, ad ogni modo, si è senz'altro visto nel voto dei russi residenti all'estero, con file lunghissime davanti alle missioni diplomatiche (comprese Milano e Roma, dove sono addirittura finite le schede elettorali). In Ucraina, invece, i russi non hanno potuto votare poiché le forze di sicurezza hanno piantonato consolati e ambasciata. Il ministero degli Esteri l'ha definita una mossa «illegale» e la Commissione Elettorale ha promesso di lamentarsi ufficialmente con l'Onu e altre organizzazioni internazionali.

L'ANNIVERSARIO DELL'ANNESSIONE DELLA CRIMEA. Kiev è particolarmente furiosa con il Cremlino poiché ha organizzato le elezioni proprio nel giorno del quarto anniversario dell'annessione della Crimea, che per la prima volta dal contestato referendum del 2014 ha potuto votare alle presidenziali. E qui – stando agli scrutini preliminari – Putin è risultato vittorioso con percentuali nordcoreane superiori al 90%. La domanda, a questo punto, sorge spontanea. Tutto regolare? La Commissione Elettorale Centrale guidata da Ella Pamfilova sostiene ovviamente di sì. Come pure l'associazione indipendente Golos, che da anni monitora le elezioni in Russia. Il suo co-presidente, Grigory Melkoniants, ha confermato che le segnalazioni dei brogli sono «in diminuzione» rispetto a passato. Non la pensa così però Grudinin, il primo degli sconfitto, che ha liquidato le elezioni come «le più sporche nel territorio dell'ex Unione Sovietica: purtroppo ha avuto ragione Alexei Navalny». Ovvero il convitato di pietra di questa tornata elettorale.

SCONTRO SOBCHACK-NAVALNY. Mentre era in diretta su YouTube, il blogger e oppositore, che ha disseminato in giro per la Russia i suoi osservatori, ha ricevuto una visita a sorpresa di Ksenia Sobchak, la 'Paris Hilton' russa autonominatasi candidata dell'opposizione, che ha da poco fondato un nuovo partito con il noto ex deputato indipendente Dmitri Gudkov. «Alexei», lo ha esortato, «cooperiamo dopo le elezioni, facciamolo per i nostri sostenitori». L'avesse mai fatto. Navalny ha risposto in modo rabbioso: «Se pensi che io possa credere alle tue menzogne sull'unire l'opposizione, la risposta è no: tu sei parte dell'operazione che mi ha escluso dalle elezioni, sei disonesta e ipocrita». La gustosissima zuffa è andata avanti per mezz'ora. Putin intanto veleggiava sereno verso il quarto mandato: il risultato, tolto il neo dell'affluenza, promette di essere il più consistente mai raggiunto da un presidente nella storia moderna della Russia.