I documenti che provano la campagna di influenza della Russia in Africa

Un leak rivelato dal Guardian mette nero su bianco la strategia di espansione militare ed economica di Mosca in 13 Stati chiave del continente. Il ruolo dello "chef di Putin".

11 Giugno 2019 17.57
Like me!

La Russia guarda anche all’Africa, nella sua strategia internazionale, con un progetto di espansione apparentemente concertato ai massimi livelli e focalizzato su 13 Paesi: inclusi la Libia, il Sudan, ma anche il Sudafrica e il Sud Sudan. Almeno stando a quanto scrive il britannico Guardian, riprendendo in esclusiva un’inchiesta realizzata dal Dossier Center: centro d’informazione con sede a Londra legato alla lobby anti-Cremlino finanziata dall’oligarca in disgrazia Mikhail Khodorkovski, esule in occidente dopo essere stato oppositore di Vladimir Putin, incarcerato e condannato in patria per reati finanziari e infine graziato.

IL RUOLO CHIAVE DI PRIGOZHIN

Stando a questa ricostruzione, per la prima volta corroborata da documenti riservati piratati, un ruolo chiave sarebbe affidato ancora una volta a Yevgeny Prigozhin, ricchissimo uomo d’affari di San Pietroburgo soprannominato lo “chef” di Putin e indagato nel Russiagate per la cosiddetta “fabbrica di troll” che ha influenzato la campagna elettorale del 2016.

CONTRASTARE USA, FRANCIA E REGNO UNITO

Mosca starebbe in sostanza consolidando le relazioni con alcuni vecchi leader, lavorando per crearne di nuovi, ampliando i rapporti economici e militari, rafforzando una rete di agenti sotto copertura nel continente. Fra gli obiettivi, quello di contrastare l’influenza degli Usa (da anni ormai in fase di disimpegno in Africa) e delle ex potenze coloniali europee (Regno Unito e Francia in primis), nonché di prevenire insurrezioni sostenute dall’occidente. Quanto alla presenza militare, si cita non solo quella dei peacekeeper schierati nella Repubblica Centrafricana, ma anche di forze private della società di sicurezza Wagner, già attive in Ucraina, Siria e Venezuela.

A prendere per buoni i parametri del dossier, i legami più forti sono individuati nell’ordine con Repubblica Centrafricana, Madagascar, Sudan, Libia, Zimbabwe e Sudafrica. Ma anche con Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Ciad, Zambia. E non senza segnali d’attivismo in Uganda, Guinea Equatoriale e Mali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 1

  1. @lettera43: specificherei che Chef nel contesto vuol dire capo, e non chef in senso gastronomico come lo interpreteremmo in italiano. Sennò risulta fuorviante riportare la denominazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *