Russia, cresce la dipendenza da alcol: è la prima volta in 10 anni

Fabrizio Grasso
16/01/2024

Nel 2022 registrati 54,2 mila casi, circa mille in più di 12 mesi prima. Nel 2010 tuttavia erano il triplo. Secondo gli esperti, sarebbe colpa dello stress dovuto alla pandemia e dell’aumento di scontri geopolitici, su tutti la guerra in Ucraina.

Russia, cresce la dipendenza da alcol: è la prima volta in 10 anni

La dipendenza da alcol in Russia è in aumento per la prima volta da un decennio. Lo afferma il quotidiano economico Kommersant, citando i dati dell’agenzia di stampa Rosstat. Stando agli ultimi resoconti, presenti nel rapporto Assistenza sanitaria in Russia 2023 rilasciato a dicembre, nel 2022 si sono registrate 54,2 mila diagnosi da disturbo legate al consumo eccessivo di alcolici, in rialzo rispetto alle 53,3 mila di 12 mesi prima. Si tratta di una lieve inversione di tendenza rispetto al decennio 2010-2021, quando erano scese dalle preoccupanti 153,9 mila grazie a un massiccio intervento governativo. Diverse le possibili cause, che gli esperti attribuiscono allo stress per la pandemia e alla guerra in Ucraina. «Il Covid ha interrotto la decrescita nel consumo di alcol», ha spiegato in una nota il ministero della Sanità di Mosca. «Gli sconvolgimenti sociali ed economici, uniti alla crescita degli scontri geopolitici e alle sanzioni hanno rallentato i progressi».

In Russia sono state operate diverse restrizioni al consumo di alcol

Nonostante il lieve rialzo delle diagnosi nel 2022, il consumo di alcol in Russia è sensibilmente diminuito rispetto al decennio precedente. Tatyana Klimenko, direttrice del Centro nazionale di ricerca in narcologia, ha sottolineato l’importanza dell’intervento governativo per frenare la tendenza. Mosca infatti ha imposto varie restrizioni alla vendita dei superalcolici legate all’orario e al luogo dei negozi oltre che all’età degli acquirenti. «Tali misure, unite a informazione sistematica per spingere i cittadini verso uno stile di vita sano hanno dimezzato il consumo pro capite». Di conseguenza, i dati hanno mostrato un calo nella mortalità pari al 53 per cento, scendendo da 15 a 7 casi per 100 mila abitanti fra il 2010 e il 2021.

Cresce la dipendenza da alcolici in Russia per la prima volta in 10 anni. Sarebbe colpa dello stress da pandemia e della guerra in Ucraina.
Bottiglie di superalcolici in un supermercato di Mosca (Getty Images).

Il lavoro del governo non rappresenta tuttavia l’unico fattore che ha contribuito alla decrescita. Fondamentale è stato, come ha spiegato lo psichiatra Ruslan Isaev, «il cambiamento su scala globale della natura stessa delle dipendenze». Soprattutto fra i giovani, l’alcolismo avrebbe lasciato posto ad altre patologie come la ludopatia e la cosiddetta nomofobia, ossia una paura che sorge fra chi utilizza instancabilmente lo smartphone tanto da temere qualora ne rimanesse privo. In aumento infine il numero di psicosi da alcol, ossia stati di allucinazione e delirio indotti dall’eccessivo consumo di bevande alcoliche. «Il loro numero è in costante e drammatica crescita», ha spiegato Vladimir Mendelevich, capo del dipartimento di psichiatria all’Università di medicina di Kazan. «Sempre più uomini e donne si rivolgono in modo anonimo a istituzioni non statali per chiedere aiuto a combattere le dipendenze».

L’abuso di alcolici non risparmia nemmeno le truppe in Ucraina

La dipendenza ha fatto capolino anche fra i soldati che combattono in Ucraina. Già ad aprile 2023, il ministero della Difesa britannico aveva riportato un «numero estremamente alto» di vittime per alcolismo con incidenti e crimini al fronte. Dal febbraio 2022, data di inizio dell’invasione, almeno 200 mila soldati di Mosca avrebbero perso infatti la vita per cause non legate al combattimento tra cui soprattutto l’alcol, oltre a ipotermia a incidenti stradali. Tuttavia, come aveva spiegato l’intelligence di Londra, il consumo di vodka e altre bevande alcoliche in Russia è «tacitamente accettato come parte integrante della vita militare».