Stefano Grazioli

Russia, lo sport fa voti

Russia, lo sport fa voti

10 Dicembre 2011 15.30
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Prima di essere eletto aveva detto che sarebbe stato «il più bel deputato della Duma», aggiungendo un po’ modestamente che «tutti gli altri saranno sopra i 60 anni».
Ora Marat Safin, ex campione di tennis e volto conosciuto non solo in Russia, ce l’ha davvero fatta ed è entrato nel nuovo parlamento. A fargli compagnia c’è quello che – senza voler infierire – è destinato a essere probabilmente il deputato meno bello, e cioè Nikolai Valuev, il noto pugile naturalmente inserito nelle liste del partito del potere, Russia unita, guidato dal presidente Dmitrij Medvedev e supportato dal primo ministro Vladimir Putin.
Anche l’ex campione dei pesi massimi ha fatto il salto nel ring della politica e fa l’ingresso con i suoi 2,13 metri e gli oltre 150 chili di peso nella sesta Duma della nuova Russia. E non è escluso che avrà bisogno di un seggio speciale.
DALLO SPORT ALLA DUMA. La storia del bello e della bestia è quasi parallela, anche se provengono da due mondi, sportivamente parlando, totalmente diversi.
Il tennis e la boxe, non eccessivamente popolari in un Paese che ha i suoi idoli soprattutto negli sport invernali, dall’hockey su ghiaccio al pattinaggio artistico, sono però stati portati alla ribalta negli ultimi anni proprio dai due nuovi parlamentari. E come spesso accade alla fine della carriera sportiva è arrivata la politica a cooptarli per una nuova avventura.
Entrambi nati e cresciuti ai tempi dell’Unione sovietica (Safin è del 1980, Valuev del 1973) da piccoli hanno fatto come tutti i bambini di allora i pionieri con il fazzoletto rosso al collo, per poi immergersi tra racchette e guantoni e fare carriera tra titoli e danari nella fase postsovietica e putiniana, in giro per la Russia e nel mondo.

Marat, tennista ribelle al servizio di Russia unita

Il bel Marat, figlio di una campionessa di tennis e di un padre che gestiva il club di Mosca dove si allenava, oltre ad Anna Kournikova, anche sua sorella Dinara (numero uno del ranking nel 2009), ha vinto due grandi slam (Us Open nel 2000 e Australian nel 2005) e ha concluso la sua altalenante carriera nel 2009, dopo aver spaccato sul campo nel corso dei 12 anni da professionista probabilmente qualche centinaio di racchette.
Un caratterino irrequieto che gli ha dato qualche problema nel circuito Atp, ma che nella veste di deputato ora gli può tornare utile per dare la sveglia ai suoi colleghi di Russia unita appiattiti sull’immobilismo e con poca voglia di agire per gli interessi del Paese.
VALUEV, RITIRO DOPO IL MATCH CON HAYE. Valuev da parte sua, non avrebbe teoricamente problema a far sentire la sua voce e la sua presenza dovrebbe da sola indurre i colleghi più scettici a prenderlo sul serio.
Passato prima dal basket poi al lancio del disco e infine al pugilato, la montagna di muscoli a cui piace ora pescare e fare la comparsa in qualche film, è diventato per la prima volta campione dei massimi in versione Wba nel 2005, lo stesso anno della finale vinta da Safin su Lleyton Hewitt a Melbourne, e come Safin si è ritirato nel 2009, dopo la sconfitta contro l’inglese David Haye.

La strategia di Putin: arruolare sportivi per conquistare voti

Come la strana coppia sia finita oggi alla corte dello zar Vladimir Putin è presto detto. È una strategia che il potere usa da sempre, quella di arruolare personaggi famosi, nello sport ma non solo, per accaparrarsi qualche voto in più.
Safin e Valuev non sono infatti certo i primi eroi dello sport che cambiano attività una volta andati in pensione. Uno su tutti, Vyacheslav Fetisov, considerato uno dei più grandi giocatori di hockey su ghiaccio della storia (due volte campione olimpico, sette volte mondiale, diverse volte campione nazionale con il Cska Mosca, vincitore anche nella Nhl americana con i Detroit Red Wings) che tra il 2002 e il 2008 ha ricoperto la carica di ministro dello Sport.
PER IL PREMIER ANCHE LA BELLA KABAEVA. Accanto a lui sono passati personaggi come il gigante Alexander Karelin (tre volte campione olimpico, nove mondiale, per 12 europeo di lotta greco romana nella categoria dei supermassimi) e Alina Kabaeva (ginnasta campionessa olimpica nel 2004 e nota sia per i suoi successi sia per una presunta relazione proprio con Putin).
DAGLI USA ALL’UCRAINA: SPORTIVI ALLA RIBALTA. Si tratta di storie che si ripetono anche in altri Paesi, dagli Stati Uniti dove qualche settimana fa il «figlio del vento» Carl Lewis ha provato a correre per un seggio da senatore in New Jersey (ma si è ritirato prima del voto), all’Ucraina dove il collega di Valuev Vitaly Klitschko è diventato leader di un partito e vuole candidarsi ancora a sindaco di Kiev.
Ogni tanto, a qualcuno riesce di avere successo nella politica come nello sport. Pete Sampras è convinto che Safin in Russia possa far bene: «Marat è intelligente, la gente lo ama. Se va avanti così tra 20 anni può diventare presidente in Russia». Putin permettendo, ovviamente.

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