La Russia addestrerebbe delfini, beluga e foche contro gli incursori nemici

Fabrizio Grasso
23/06/2023

L’intelligence britannica ha pubblicato foto satellitari di recinti nel porto di Sebastopoli. Progetto simile anche nell'Artico.

La Russia addestrerebbe delfini, beluga e foche contro gli incursori nemici

Delfini nel porto di Sebastopoli, beluga e foche nell’Artico. Secondo l’intelligence britannica, la Russia utilizza mammiferi addestrati per difendersi dalle incursioni nemiche. Gli 007 di Londra hanno pubblicato sul profilo Twitter del ministero della Difesa una serie di immagini satellitari in cui si possono osservare numerosi recinti attorno alla base navale di Sebastopoli. «Mosca vi fa ricorso per differenti missioni», hanno scritto i britannici. «Quelli di stanza a Sebastopoli probabilmente servono per contrastare i sommozzatori nemici». Come riporta il Moscow Times, già dagli Anni 60 l’Unione Sovietica utilizzava la base per l’addestramento militare degli animali.

Secondo gli 007 britannici la Russia usa i delfini per difendere il porto di Sebastopoli. E nell’Artico ha schierato beluga e foche.
Un esemplare di delfino tursiope, la specie usata a Sebastopoli (Getty Images).

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La Russia ha raddoppiato i recinti a Sebastopoli nell’arco di tre mesi

Fra aprile e giugno, la Russia ha intensificato la costruzione di recinti galleggianti per mammiferi nel porto,. Gli 007 ritengono che ospitino principalmente delfini tursiopi, una specie nota per l’elevata capacità cognitiva e la curiosità nei confronti degli esseri umani. Le immagini satellitari mostrano quattro strati di reti e barriere nel porto sul Mar Nero assieme a una serie di fortificazioni. Difficile, come ha sottolineato anche il Moscow Times, stabilire con certezza quali compiti Mosca abbia affidato ai mammiferi marini, ma è probabile che siano stati addestrati ad attaccare i sommozzatori nemici. Già nel 2012 la Marina russa era stata accusata di sviluppare un programma per insegnare ai delfini a colpire con coltelli e pistole posizionati sul capo.

Quanto all’Artico, la Russia farebbe affidamento secondo i britannici su beluga e foche, più adatti al clima rigido della zona. Proprio a fine maggio, a largo delle coste svedesi era riapparso il beluga Hvaldimir, già avvistato in Norvegia nel 2019 e sospettato di essere una “spia” di Mosca per via di un’imbracatura per telecamera sul suo corpo. Secondo le autorità scandinave l’esemplare di età compresa fra 13 e 14 anni sarebbe scappato da un recinto e addestrato dalla Marina russa. Dal canto suo, il Cremlino non ha mai fornito una risposta ufficiale, alimentando così le speculazioni.

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