Russia, le ritorsioni di Mosca dopo l'espulsione dei diplomatici

Russia, le ritorsioni di Mosca dopo l’espulsione dei diplomatici

29 Marzo 2018 17.22
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Le annunciate ritorsioni della Russia dopo l'espulsione dei diplomatici di Mosca in seguito al caso Skripal iniziano a prendere forma. Saranno almeno 150 i diplomatici americani e di altri Paesi occidentali che dovranno lasciare la Russia. Il consolato Usa a San Pietroburgo, ha annunciato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, è stato chiuso in risposta alla misura americana di porre i sigilli all'omologo edificio russo di Seattle.

INFORMATO L'AMBASCIATORE USA. A stretto giro, Mosca ha annunciato l'espulsione di 60 diplomatici Usa. «In questi minuti l'ambasciatore Usa John Huntsman è stato invitato al nostro Ministero, dove il mio vice Sergei Riabkov gli sta esponendo il contenuto delle misure di risposta nei riguardi degli Usa», ha dichiarato Lavrov. «Esse includono l'espulsione dei diplomatici e la decisione di revocare l'assenso per il funzionamento del consolato generale Usa di San Pietroburgo». I 60 americani cacciati dovranno lasciare la Russia entro il 5 aprile.

ESPULSI DUE DIPLOMATICI ITALIANI. L'Incaricato d'Affari dell'Ambasciata d'Italia presso la Federazione Russa è stato convocato presso il Ministero degli Affari Esteri russo. In tale occasione, il Direttore del Primo Dipartimento Europeo ha consegnato all'Incaricato d'Affari una Nota verbale con la quale Mosca formalizza la decisione di espellere due funzionari dell'Ambasciata italiana. Lo rende noto la Farnesina, specificando che ai funzionari espulsi è stata concessa una settimana di tempo per lasciare il territorio della Federazione Russa.

ANNUNCIATE ESPULSIONI IN EGUAL MISURA. Lavrov ha infatti annunciato che Mosca espellerà dalla Russia diplomatici stranieri esattamente nel numero di quelli russi cacciati dai diversi Paesi per il caso Skripal. «Anche nei riguardi degli altri Paesi», ha detto Lavrov, «tutto sarà speculare per quel che riguarda il numero delle persone che se ne andranno dalla Russia dalle missioni diplomatiche». L'Italia nei giorni scorsi aveva appunto espulso due funzionari dell'ambasciata.

«La Russia non vuole solo reagire alle misure degli Usa e della Gran Bretagna ma anche stabilire la verità nel caso degli Skripal», ha annunciato Lavrov mentre l'ambasciatore Huntsman, era a colloquio con il suo vice, Serghei Ryabkov, per avere tutti i dettagli del caso. Già, gli Skripal. Dati per spacciati, più di là che di qua, o al limite ridotti allo stato di vegetali per il resto della loro vita, non solo non sono morti ma Yulia, figlia 33enne dell'ex doppiogiochista del Gru, è improvvisamente migliorata, tanto da essere stata dichiarata «fuori pericolo» da Christine Blanshard, direttore sanitario del Salisbury District Hospital, dove i due sono ricoverati. Serghei Skripal resta invece «in condizioni critiche», seppure anche lui «stabile».

«YULIA SKRIPAL RIPRENDE CONOSCENZA». Ma non è finita qui. Yulia, infatti, non solo sta meglio ma – sostiene la Bbc – «è cosciente e parla». E questo potrebbe portare a una svolta clamorosa nelle indagini. Ecco perché la Russia va in pressing. Lavrov, ancora una volta, ha per esempio strigliato la Gran Bretagna per aver negato a Mosca l'accesso consolare alla giovane Skripal, che pure è cittadina russa (il padre invece ha anche la cittadinanza britannica). Inoltre, sempre Lavrov ha annunciato che la Russia convocherà una sessione straordinaria del Consiglio Esecutivo dell'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) il prossimo 4 aprile così da avere «una conversazione normale e stabilire la verità».

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