Russia: chi è Boris Nadezhdin, il pacifista che prova a sfidare Putin alle Presidenziali

Francesca Carli
26/01/2024

Leader del partito di destra Iniziativa civica, critica apertamente la guerra in Ucraina ed è vicino ai parenti dei soldati al fronte. Nonostante il dubbio che sia sostenuto dal Cremlino, migliaia di cittadini stanno raccogliendo le firme necessarie per ammetterlo alla corsa. Un modo per esprimere dissenso nei confronti dello zar. Il personaggio.

Russia: chi è Boris Nadezhdin, il pacifista che prova a sfidare Putin alle Presidenziali

Salvo cataclismi, Vladimir Putin sarà riconfermato per un quinto mandato alle Presidenziali russe del prossimo marzo. Di candidati alternativi, e soprattutto temibili, non se ne vedono. L’unica opposizione ammessa in parlamento è quella sistemica e fondamentalmente serve più per salvare le apparenze democratiche che altro. I veri oppositori del presidente sono o in carcere, come Alexey Navalny, sepolti come Boris Nemtsov, ex vice primo ministro freddato nel 2015 con un colpo di pistola a Mosca dopo aver criticato l’annessione della Crimea, o in esilio  (ma dopo anni di detenzione, di cui nove in Siberia) come l’oligarca ora di casa a Londra Mikhail Khodorkovsky, fondatore dell’organizzazione Open Russia classificata da Mosca come “agente straniero”.

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Vladimir Putin (Getty Images).

Nadezdhin è un candidato di facciata o la reale alternativa a Putin?

Il Cremlino, scriveva Meduza qualche mese fa, arriva addirittura a scegliere gli sfidanti dello zar, alla stregua di un casting. Tra i requisiti fondamentali c’è l’età: non devono avere meno di 50 anni per non fare apparire un pensionato il 71enne Putin. Se questa fosse l’unica condizione, con i suoi 60 anni il leader di Iniziativa civica Boris Nadezhdin non avrebbe problemi. Ma c’è un ma. Nadezhdin è un convinto pacifista. Gli sarà permesso correre contro Putin? Se lo chiedono le migliaia di russi che negli ultimi giorni, come riportato dal Moscow Times, stanno facendo lunghe code per raccogliere le firme necessarie a presentare la sua candidatura. A Nadezhdin, visto che rappresenta un partito che non siede in parlamento, ne bastano 100 mila (invece delle 300 mila previste). Nonostante il tetto sia stato raggiunto martedì 23 gennaio – al 26 gennaio sono quasi 200 mila – il suo staff continua la raccolta per evitare possibili incidenti con la Commissione elettorale centrale (per la cronaca Putin ne ha presentate 300 mila ma ne ha raccolte oltre 2,5 milioni). E i numeri sono destinati a crescere viste le code nei comitati elettorali non solo a Mosca ma anche a San Pietroburgo, Saratov, Krasnodar, Ekaterinburg, Voronezh e Ufa. Nella repubblica dell’Estremo Oriente di Sakha (Yakuzia), le persone hanno sfidato temperature scese fino a -34 gradi per lasciare la propria firma. E questo nonostante non sia ancora chiaro se Nadezhdin sia o meno un candidato di facciata sostenuto dal Cremlino o da Russia Unita, il partito di Putin, come la maggior parte degli “sparring partner” in corsa.

Russia: chi è Boris Nadezhdin, il pacifista che prova a sfidare Putin alle Presidenziali
Russi in fila davanti al quartier generale della campagna di Boris Nadezhdin a Mosca (Getty Images).

Dagli inizi a Mosca fino all’ingresso nella Duma con il SPS di Nemtsov: la carriera politica di Nadezdhin

Nadezhdin, fondatore del partito di centrodestra Iniziativa Civica, nel suo manifesto elettorale si definisce «un oppositore» alle politiche putiniane. Chiede apertamente di mettere fine alla guerra contro l’Ucraina e alla mobilitazione. È contro la limitazione del diritto di aborto e la messa al bando del movimento LGBTQ+. «Una totale assurdità», ha tuonato. Roba da «Medioevo». Nonostante i dubbi sull’autenticità della sua candidatura, per migliaia di russi sostenerlo è l’unico modo per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Cremlino. Sul suo sito web, Nadezhdin si descrive «fisico, imprenditore, avvocato e politico». Ma soprattutto qualcuno che vuole far uscire la Russia «dall’autoritarismo e dalla militarizzazione». Dopo aver cominciato la carriera politica negli Anni 90 come deputato della regione di Mosca, nel 1999 entrò alla Duma con i liberali del Partito Unione delle forze di destra (SPS) fondato quello stesso anno da Anatolij Čubajs, Egor Gajdar e da Nemtsov del quale Nadezhdin fu consigliere. Successivamente lavorò come assistente di Sergei Kiriyenko, attualmente capo dell’amministrazione presidenziale e quindi mente della macchina del Cremlino. Dopo essere stato, nel 2012, osservatore elettorale per conto della campagna elettorale di Putin e in stretti rapporti con Sergei  Mironov ora deputato leader del partito Russia giusta, nel 2020 Nadezhdin si oppose agli emendamenti con cui Putin si assicurò di rimanere al potere fino al 2036.

Russia: chi è Boris Nadezhdin, il pacifista che prova a sfidare Putin alle Presidenziali
Boris Nadezhdin ha già raccolto oltre 100 mila firme (Getty Images).

L’appoggio delle famiglie dei soldati al fronte, di Khodorkovsky e del gruppo di Navalny

Da tempo porta avanti la sua campagna contro la guerra e la “normalizzazione” della violenza e nell’ultimo mese è stato tra i pochissimi politici ad aver incontrato le madri e le mogli dei soldati russi al fronte. Stando a quanto riferito dal suo staff, ha anche incassato il sostegno dei familiari dei mobilitati nella regione di Voronezh, al confine con l’Ucraina. Diventando, ha spiegato l’analista politico Ilya Grashenkov al Moscow Times, un punto di riferimento per tutti coloro che chiedono uno spazio politico sicuro per esprimere le proprie idee. Spazio che in Russia non esiste. Per questo «la raccolta delle firme per Nadezhdin si è trasformata in una dimostrazione di disobbedienza civile», ha sottolineato il politologo. Ma ad appoggiare questo (presunto) outsider, non ci sono solo cittadini comuni. Nadezhdin ha convinto anche l’oppositore Maxim Katz, riparato in Israele da dove sta tentando di unire le voci dissidenti in una coalizione con l’intenzione di rimuovere lo zar, Khodorkovsky e gli alleati di Alexei Navalny. Anche il candidato presidenziale Vladislav Davankov del partito Nuova Gente lunedì scorso ha firmato per il suo potenziale avversario. Una mossa che secondo alcuni osservatori non è che una tattica per attirare gli elettori liberali in caso la Commissione elettorale respingesse la candidatura di Nadezhdin. Cosa che potrebbe accadere, come fatto trapelare dal quotidiano indipendente Vyorstka secondo cui la Cec probabilmente rifiuterà la sua registrazione a causa delle posizioni contro la guerra e dell’opposizione aperta al presidente. Nadezhdin «all’inizio era un candidato concordato con il Cremlino», ha scritto Vyorstka citando fonti dell’Amministrazione presidenziale, ma ha perso questo sostegno nel momento in cui ha preso di mira Putin in persona. Cosa farà allora il governo? Secondo Grashenkov sta valutando cosa convenga di più: permettere a Nadezhdin di candidarsi alle elezioni dimostrando che le istanze pacifiste non hanno presa sugli elettori, oppure tagliare la testa al toro ed eliminarlo dalla corsa.