Il Russiagate di Salvini spiegato in un minuto

Redazione

Il Russiagate di Salvini spiegato in un minuto

Le cose da sapere in sintesi sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi al Carroccio e dei contatti tra leghisti ed emissari del Cremlino.

11 Luglio 2019 19.11
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Il Russiagate “all’italiana” che ha travolto la Lega di Matteo Salvini nasce da un’inchiesta de l’Espresso del febbraio 2019 e da un audio pubblicato il 10 luglio sul sito americano BuzzFeed. Al centro della vicenda, sulla quale da mesi indaga la procura di Milano, il sospetto che il Carroccio abbia trattato con non meglio precisati emissari del Cremlino (così sostiene il sito Usa) per ottenere finanziamenti illeciti in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019. Sul tavolo una “grande alleanza” con la Russia per un’Europa nazionalista e una politica italiana filo-Mosca.

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Il Cremlino dal canto suo avrebbe guadagnato dal successo di un partito sovranista nell’Ue. E da un’Unione indebolita. BuzzFeed ha pubblicato l’audio e le trascrizioni del meeting che si tenne il 18 ottobre 2018 tra tre italiani e tre russi all’Hotel Metropol di Mosca. L’unico nome reso noto è quello di Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, attualmente l’unico indagato. «Pur non avendo un ruolo ufficiale nella Lega», scrive l’Espresso, «Savoini è sempre stato presente durante le visite ufficiali di Salvini a Mosca. Ha sancito l’alleanza tra la Lega e il partito di Putin, Russia Unita. E ha condotto la trattativa per il finanziamento russo».

COME SAREBBE AVVENUTO IL FINANZIAMENTO

Nelle trascrizioni della riunione, i sei cercherebbero un canale per far arrivare 65 milioni di dollari alla Lega. Non si sa, però, se l’intesa sia andata in porto o meno. Il finanziamento, secondo il piano dei partecipanti, sarebbe dovuto arrivare da una percentuale del 4% su una grossa fornitura di carburante di una grande compagnia russa all’Eni. La cifra è presente solo nelle trascrizioni e non nell’audio reso pubblico. L’Eni ha smentito di aver avuto un ruolo nella vicenda. Salvini ha negato qualsiasi coinvolgimento suo o del partito, lasciando intendere che Savoini ha agito di sua iniziativa. La legge italiana vieta ai partiti di ricevere donazioni dall’estero, per questo le opposizioni (in particolare il Pd) hanno chiesto la formazione di una commissione parlamentare di inchiesta.

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