Russiagate, Trump attacca l’Fbi. McCabe: vuole bloccare le indagini

Redazione
17/03/2018

L'inchiesta sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale americana del 2016, e sui presunti contatti tra Mosca e l'entourage di...

Russiagate, Trump attacca l’Fbi. McCabe: vuole bloccare le indagini

L'inchiesta sulle interferenze della Russia nella campagna elettorale americana del 2016, e sui presunti contatti tra Mosca e l'entourage di Trump, sta scatenando una battaglia senza esclusione di colpi ai più alti livelli dell'amministrazione Usa. Il 17 marzo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad attaccare l'Fbi via twitter. «La commissione di intelligence della camera ha concluso che non c'è stata collusione fra la Russia e la campagna di Trump. Molti stanno scoprendo ora quante fughe di notizie, quante bugie e corruzione c'erano ai piu' alti livelli dell'Fbi e del Dipartimento di Giustizia», ha scritto Trump, aggiungendo – in un successivo tweet – che l'ex capo del Federal Bureau of Investigation, James Comey, ne era al corrente: «Comey sapeva tutto e anche di più!».

Immediata è arrivata la risposta di Comey, sempre via Twitter: '«Singnor Presidente, gli americani ascolteranno molto presto la mia storia. E potranno giudicare da soli chi è onesto e chi no», ha scritto l'ex direttore dell'agenzia.

Lo scambio di battute tra il Presidente e Comey arriva poche ore dopo un'intervista rilasciata al Daily Beast dall'avvocato personale di Trump, John Dowd, nella quale il legale chiede che «il vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, segua il brillante e coraggioso esempio di Jeff Sessions e metta fine alle indagini sulla collusione con la Russia, fabbricate dall'ex capo di Andrew McCabe, ovvero James Comey, sulla base di un dossier falso».
Parole pesanti dalle quali la Casa Bianca ha subito preso le distanze sottolienando che si tratta di una presa di posizione personale, ma la tensione resta alta dopo il licenziamento dell'ex numero due dell'Fbi, Andrew McCabe, da parte del ministro della giustizia, Session.

L'accusa a McCabe è quella di aver fornito notizie ai media e di aver «mancato di sincerità» in più occasioni, anche sotto giuramento. L'annuncio è arrivato 48 ore prima dell'atteso pensionamento di McCabe, che avrebbe dovuto lasciare domenica così da maturare i requisiti necessari per ottenere la pensione pubblica.

L'ex vicedirettore si è difeso dalle accuse di Trump sostenendo che il suo licenziamento rientra nella guerra del presidente all'Fbi e al procuratore speciale per il Russiagate Robert Mueller. «Sono stato licenziato per indebolire le indagini sulle interferenze russe sul voto e per screditarmi come possibile test nell'inchiesta».

MCCABE HA CONSERVATO MEMO SU TRUMP . McCabe, come Comey, avvrebbe conservato dei memo sul presidente, simili a quelli conservati dall'ex direttore dell'Fbi, James Comey: si tratterebbe di appunti scritti dallo stesso McCabe su contatti e interazioni avute con Trump. Non è chiaro se i documenti di McCabe siano stati consegnati al procuratore speciale per il Russiagate o se Mueller li abbia richiesti.

LE ACCUSE DI TRUMP A MCCABE. Il presidente ha accusato McCabe di essere schierato con Hillary Clinton perché sua moglie, Jill McCabe, aveva corso come democratica per il posto in senato della Virginia e ha accettato 500.000 dollari in donazioni per la sua campagna dall'organizzazione politica di Terry McAuliffe, amico di vecchia data di Bill e Hillary Clinton. A questo si aggiunge il fatto che McCabe è stato coinvolto nelle indagini sul Russiagate e sull'emailgate di Hillary Clinton, contro la quale l'Fbi non ha mai lanciato accuse.

Eppure, dopo il licenziamento di James Comey dalla guida dell'Fbi, McCabe era stato sentito dal presidente per prendere il posto di direttore dell'Agenzia. Si è trattato però di una schiarita momentanea: il fatto che McCabe abbia contraddetto pubblicamente la Casa Bianca su Comey non ha aiutato i rapporti fra i due.

BRENNAN A TRUMP: TORNERAI NELLA SPAZZATURA DELLA STORIA. Sulla vicenda è intervenuto anche l'ex direttore della Cia, John Brennan, attaccando Trump per il licenziamento di McCabe. «Quando la tua disonestà, la tua condotta morale e la tua corruzione politica saranno pienamente note, assumerai il tuo giusto posto come demagogo caduto in disgrazia nella spazzatura della storia. Puoi usare Andy McCabe come capro espiatorio ma non distruggerai l'America, l'America trionfera», ha twittato Brennan.

Intanto le indagini di Mueller sul Russiagate proseguono e una nuova svolta è arrivata dal quartier generale di Facebook: il social ha eliminato dalla sua piattaforma la socetà Cambridge Analytica, che ha gestito la campagna social di Trump ed è accusata di aver conservato e usato illegalmente i dati di più di 50 milioni di americani. Cambridge Analytica è sotto indagine sia negli Usa, nell'ambito dell'inchiesta sul Russigate, che in Gran Bretagna, dove ha lavorato per la campagna del Si al referendum sulla Brexit.