Ruud, uomo di Kadyrov

Redazione
19/01/2011

di Giancarlo Castelli «Siamo davvero felici di aver firmato il contratto con Ruud Gullit, importante e leggendario calciatore e allenatore...

Ruud, uomo di Kadyrov

di Giancarlo Castelli

«Siamo davvero felici di aver firmato il contratto con Ruud Gullit, importante e leggendario calciatore e allenatore olandese»: parola di Ramzan Kadyrov, presidente della repubblica di Cecenia. Proprio il controverso Kadyrov, l’uomo dal pugno di ferro contro gli oppositori di regime e fedelissimo di “zar” Putin, ha voluto dare l’annuncio in prima persona dell’assunzione dell’ex-asso di Milan e Chelsea come commissario tecnico del club della capitale, il Terek Groznij. Del resto, Kadyrov, tra i suoi diversi impegni e incarichi, è anche il presidente della squadra di calcio cecena che lo scorso anno si è piazzata all’undicesimo posto nella Premier League, la serie A russa.
Obiettivo per il prossimo anno: entrare nei primi cinque posti della classifica per partecipare (almeno) all’Europa League. La scelta verso il forte centrocampista dai lunghi dreadlocks (negli anni ’80, ora i capelli sono corti e presenta pure una pancetta pronunciata) ha scatenato good vibrations: «L’idea di affidare la squadra a Gullit ha immediatamente suscitato in tutti un’impressione positiva», ha sottolineato con un largo sorriso uno dei vice-presidenti del Terek, Khajdar Alkhanov.
CONTRATTO RINNOVABILE. Gullit avrà un contratto di 18 mesi che potrà prolungarsi secondo il piazzamento in campionato nella stagione 2011-2012. L’entità economica dell’accordo, finora, non è stata resa nota. La scelta di affidare le sorti della squadra all’asso olandese, secondo l’agenzia russa Interfax, ha il sapore, però, di una scommessa: se l’ex-pupillo di Arrigo Sacchi, per la sua carriera nel rettangolo verde, viene descritto come «calciatore leggendario» (anche per la sua vittoria del Pallone d’oro nel 1987 e di due Coppe dei Campioni con il Milan), i toni cambiano quando si parla della sua attività di allenatore. Dopo due brevi esperienze di trainer in campo nel Chelsea e nel Feyenoord, Gullit ha occupato la panchina del Newcastle, dei Los Angeles Galaxy, oltre allo stesso Chelsea e ha fatto l’assistente della nazionale olandese. Ma senza raggiungere particolari successi.
OPERAZIONE POPULISTA. Dal 2008 era disoccupato e quando il vulcanico Kadyrov si è fatto sotto non si è fatto sfuggire l’occasione. Il presidente ceceno ha un gran bisogno di restaurare la propria immagine. Durante gli anni della guerra in Cecenia, la sua fama di duro gli procurò diversi nemici.
Chi lo ha criticato ha fatto una brutta fine: come la giornalista Anna Politkovskaja, autrice di appassionate inchieste sulle violenze degli eserciti regolari, uccisa a Mosca da sicari ancora sconosciuti e Natalja Estemirova, attivista per i diritti umani a Groznij, barbaramente freddata a colpi di pistola nel 2009. Ora sembra passato un secolo. Da qualche mese, la tensione si è spostata nelle vicine repubbliche caucasiche di Inguscetia e Daghestan, in Cecenia è piovuta una pioggia di rubli dal Cremlino per la ricostruzione e il fedelissimo di Putin (talmente fedele che si fa chiamare semplicemente Imam perché, secondo lui, «il presidente è uno solo») gioca la carta della normalizzazione e del rilancio. E come fiore all’occhiello, non a caso, ha scelto proprio quel Gullit, un passato glorioso da calciatore ma anche campione dei diritti umani nel mondo.