Sabrina resta in carcere

Redazione
18/10/2010

Convalidato il fermo di Sabrina Misseri. L’ha deciso il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto, Martino Rosati....

Sabrina resta in carcere

Convalidato il fermo di Sabrina Misseri. L’ha deciso il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto, Martino Rosati. La ragazza, secondo il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, avrebbe avuto un ruolo attivo assieme al padre Michele nell’uccisione della cugina Sarah Scazzi. Sabrina si continua a proclamare «innocente» e reputa il padre un «vigliacco» per l’accusa infamante che le ha addossato. Intanto la mamma della ragazza, Cosima Serrano, convinta dell’innocenza della figlia, è stata ascoltata in Procura come “persona informata dei fatti”.
Il 18 ottobre, il Gip di Taranto si è riservato di decidere entro 48 ore se emettere ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Sabrina o se liberarla. I difensori della ragazza, infatti, hanno chiesto nel corso dell’udienza l’immediata scarcerazione. Alla luce anche delle valutazioni del pm e delle dichiarazioni di innocenza della giovane, il Gip deciderà se accogliere la richiesta dell’accusa del carcere per Sabrina o quella della difesa per la scarcerazione.

La teste chiave e quei dieci minuti

Ruolo chiave nel decreto di fermo di Sabrina lo ha giocato un’altra donna, che è entrata così da protagonista nella macabra vicenda: la testimonianza di Mariangela Spagnoletti è stata determinante per spingere le indagini anche su Sabrina Misseri.
Per gli inquirenti il racconto di Mariangela, «preciso e senza contraddizioni», ha smontato le dichiarazioni di Sabrina. A cominciare dal racconto di quella strana ed eccessiva agitazione di Sabrina che era convinta che Sarah fosse stata rapita quando aveva solo pochi minuti di ritardo rispetto all’appuntamento che le tre amiche avevano quel maledetto 26 agosto. E poi quella decina di minuti passati ad aspettare che Michele, Sabrina e Cosima Misseri, la zia della giovane vittima,  raggiungessero la casa di Mariangela per mettersi insieme alla ricerca della 15enne scomparsa. Minuti probabilmente utilizzati per portare il cadavere di Sarah dal garage dove è avvenuto l’omicidio fino al pozzo dove è stato ritrovato 42 giorni dopo.
Accorgendosi di essere alle strette, Sabrina ha iniziato un pesante pressing telefonico, che le intercettazioni hanno rivelato, sull’amica per chiederle di cambiare versione. Sms sul cellulare e messaggi fatti recapitare tramite amici comuni: «Perché stai dicendo bugie?», «devi andare in televisione a dire che non c’entro niente». Mariangela, però, non ha mai cambiato versione: «Se Sabrina è colpevole, deve pagare, se invece è innocente sarò la prima a portarle la mia solidarietà e a riabbracciarla».

Il medico legale: forse una donna, l’assassino di Sarah

Pe la Procura di Taranto tutto quadra. E nel decreto di fermo per Sabrina, Mariangela diventa così la più preziosa testimone dell’accusa. Esattamente il contrario di quel che avrebbe voluto Sabrina, cioè usarla per sostenere il suo alibi.
La ragazza, in carcere, continua a dichiararsi innocente e chiede al padre di ripetere le accuse guardandola negli occhi. Gli sviluppi sul delitto di Avetrana, che sta tenendo l’Italia attaccata alla tv e ha generato un macabro turismo dell’orrore, iniziano a gettare ombre sull’entità del coinvolgimento di “zio Michè”. Stando alle confessioni del padre, che il legale di Sabrina reputa «non affidabile», la figlia avrebbe portato nel garage di forza la cugina e l’avrebbe tenuta mentre lui la strangolava. Il movente non è ancora chiaro, ma gli inquirenti sono convinti che la soluzione del delitto sia nell’ambito familiare.
Un’altra sorpresa nel caso è arrivata il 17 ottobre dal medico legale, il professor Luigi Strada: «La forza utilizzata per strangolare Sarah Scazzi è compatibile anche con quella di una donna» purché non particolarmente esile. «Ho forti dubbi ancora che il mio assistito sia stato il vero colpevole di questa situazione. Oggi è più credibile, io credo che ci sia qualcosa di altro» ha dichiarato il legale di Michele Misseri Daniele Galoppa. 

«Andremo via»

Intanto la famiglia Scazzi è chiusa nel suo dolore. Il padre di Sarah, Giacomo, ha fatto sapere: «Una volta che sarà costruito il monumento per Sarah, verrò a prendere mia moglie e la porterò via da Avetrana. Verrà con me e mio figlio su in Lombardia. Starà a Legnano o da qualche altra parte. Ma questa casa la chiuderemo, ci verremo solo per portare i fiori a Sarah». Sui parenti respionsabili della morte della figlia, Scazzi dice di non voler serbare rancori ma chiede che «paghino fino in fondo, se hanno colpa».