«Sakineh libera», è giallo

Redazione
09/12/2010

Quattro anni di carcere. I primi tre trascorsi in cella, nel silenzio dei media iraniani e internazionali. Il rischio di...

Quattro anni di carcere. I primi tre trascorsi in cella, nel silenzio dei media iraniani e internazionali. Il rischio di essere prima lapidata, poi impiccata. Quindi l’arresto del figlio e del suo legale. L’incubo di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l’iraniana condannata a morte per adulterio e complicità nell’omicidio del marito, potrebbe essere finito dopo quattro lunghi anni (leggi la vicenda). La notizia filtrata nel pomeriggio del 9 dicembre e che ha provocato un’ondata di gioia in tutto il mondo: Sakineh, il figlio e l’avvocato sarebbero stati liberati e sarebbero ora a casa. Ma nel giro di qualche ora sono cresciuti di nuovo i dubbi e la sua liberazione si è tinta di giallo.
Gli attivisti del Comitato internazionale contro la lapidazione hanno pubblicato sul web due foto di Sakineh Mohammadi Ashtiani. Nella prima, la donna è ritratta insieme al figlio Sajjad Qaderzadeh in quello che, secondo gli attivisti, è il giardino della loro abitazione. Sakineh ha un lungo abito nero e il capo coperto da un velo colorato. In una seconda immagine pubblicata sui social network, la donna è ritratta in primo piano. Ma è difficile identificare con certezza il luogo dello scatto.

L’intervista tv moltiplica i dubbi

Secondo Mina Ahadi, presidente del Comitato internazionale contro la lapidazione, «il rilascio è anzitutto il frutto delle pressioni internazionali su Teheran e della campagna mediatica a favore di Sakineh». Decisivo sarebbe stato anche l’intervento del presidente del Brasile Inacio Lula da Silva. Il rilascio non sarebbe comunque avvenuto su semplice cauzione, «poiché né Sakineh né suo figlio o l’avvocato avrebbero i soldi per pagarla».
Alcuni blog iraniani hanno poi annunciato che la stessa Sakineh potrebbe comparire in un’intervista televisiva. E infatti la televisione iraniana in inglese PressTv ha confermato che venerdì 10 dicembre trasmetterà un programma su Sakineh Mohammadi-Ashtiani. La televisione ha mostrato uno spezzone in cui si vede una donna, presentata come Sakineh, ma appesantita rispetto a come appare nelle immagini mostrate in precedenza, che afferma: «Abbiamo pianificato l’omicidio di mio marito». Particolari che aggiungono un tono di giallo alla notizia della liberazione.
 

La pena commutata in impiccagione

La drammatica vicenda di Sakineh era iniziata quattro anni fa, quando l’allora 38enne Sakineh fu accusata di adulterio, messa in prigione a Tabriz e condannata a 99 frustate. Ma subito dopo viene accusata di avere una relazione con l’assassino di suo marito e per questo di nuovo messa sotto processo per adulterio e per complicità nell’omicidio. Una sentenza della Corte suprema iraniana nel 2007 condannò Sakineh alla lapidazione, ma la sua esecuzione fu rinviata in seguito alla presentazione di un ricorso.La vicenda arrivò all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale ed è stata proprio la straordinaria mobilitazione internazionale, dall’inizio della scorsa primavera, a spingere le autorità di Teheran a parlare di una sospensione della sentenza.
Lo scorso luglio la pena era stata commutata da lapidazione in impiccagione. Il 12 agosto fu trasmesso dalla prigione iraniana Tabriz un programma televisivo di Stato con la confessione di Ashtiani per adulterio e per il coinvolgimento nell’omicidio del marito. Ma il suo avvocato sostenne che la donna era stata torturata per due giorni prima del colloquio.
Il figlio e l’avvocato della donna, Sajjad Qaderzadeh e Javid Hutan Kian, erano stati arrestati il 10 ottobre dagli agenti dell’intelligence iraniana, mentre stavano rilasciando un’intervista a due giornalisti tedeschi.