L'Italia è ferma su occupazione e salari

L’Italia è ferma su occupazione e salari

09 Gennaio 2019 15.02
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L'Italia ha un grave problema di scarsa crescita dei salari, un problema che potrebbe vanificare gli sforzi del governo per spingere la crescita e raggiungere quell'1% indispensabile per centrare gli obiettivi concordati con la Commissione europea ed evitare così la procedura d'infrazione. In un grafico pubblicato oggi su Twitter dall'Ocse – l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – si vede come l'Italia è tra i Paesi maggiormente in difficoltà. Nel quarto quadrimestre del 2017 la crescita su base annua era in terreno negativo, con un calo superiore all'1%. In territorio negativo anche la Spagna (ma meno di noi), mentre sono cresciuti i salari in Germania, Regno Unito e Francia.

«Un periodo prolungato di stagnazione salariale – avverte l'Ocse – può ridurre significativamente gli stili di vita e i consumi, mettendo a rischio la domanda aggregata e la crescita». Il problema non è solo dell'Italia, ma anche per gli altri Paesi dell'Ocse dal momento che, nota l'organizzazione, a fine 2017 la crescita dei salari è mediamente dello 0,4% inferiore a quella di fine 2008, con livelli di disoccupazione (sempre a livello aggregato) comparabili.

L'ITALIA FERMA ANCHE SUL FRONTE DELLA DISOCCUPAZIONE

L'Ocse ha pubblicato la tabella in contemporanea con i dati Istat sull'occupazione di novembre 2018 che sottolineano una difficoltà per l'Italia anche sul fronte dell'occupazione. Il tasso di disoccupazione scende al 10,5%, secondo i dati provvisori dell'Istat, in calo di 0,1 punti percentuali da ottobre e di 0,5 punti da novembre 2017. «Torna a calare – osserva l'istituto di statistica – dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione (-0,9%, pari a -25 mila unità). Il calo si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni». I disoccupati sono 2 milioni 735 mila. Il calo della disoccupazione è compensato dall'aumento del tasso di inattività, al 34,3% (+0,1 punti percentuali). L'Istat stima il numero degli occupati sostanzialmente stabile rispetto a ottobre, con un tasso di occupazione fermo al 58,6% nei dati provvisori. Su base annua, l'occupazione cresce di 99 mila unità (+0,4%), l'incremento minore da maggio 2015.

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