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Il 28,9% dei rapporti di lavoro sotto il salario minimo di 9 euro l'ora

Il 28,9% dei rapporti di lavoro sotto il salario minimo di 9 euro l’ora

Significa che 4,3 milioni di posizioni sono sotto la soglia che il M5S vorrebbe imporre per legge.

01 Luglio 2019 16.13

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Quasi un contratto su tre non arriva alla soglia ipotetica di nove euro l’ora di salario minimo. Secondo i dati presentati dal vicedirettore dell’Inps, Ferdinando Montaldi, nel corso di un’audizione alla Camera sulle risoluzioni in materia di retribuzione minima oraria, il 28,9% dei rapporti di lavoro si colloca al di sotto del livello, per un totale di 4,3 milioni. I dati, aggiornati al 2017, mostrano che per i soli dipendenti di aziende private non agricole l’incidenza scende al 25,9%. La massa salariale totale dei lavoratori sotto soglia è pari al 2,8% dei monte salari dei lavoratori privati.

SALARI PIÙ BASSI NELLE AZIENDE PIÙ PICCOLE

Nelle aziende private non agricole i rapporti di lavoro sotto la soglia dei 9 euro sono più frequenti nelle realtà di piccole dimensioni (fino a 9 addetti) dove riguardano il 38% dei rapporti di lavoro rispetto ad una media generale del 26%. Nelle aziende tra 10 e 15 dipendenti la quota è del 31%, da 16 a 49 euro è del 26% e al di sopra o pari a 50 dipendenti è del 18%. I settori con il maggior numero di rapporti di lavoro al di sotto di 9 euro orari sono noleggio, agenzie di viaggi e servizi alle imprese (con 688 mila rapporti di lavoro sotto soglio per 1.736 milioni di euro di retribuzioni lorde), l’attività manifatturiera (con 672 mila rapporti di lavoro e 1.508 milioni di euro di retribuzioni) e i servizi di alloggio e ristorazione (con 571 mila rapporti di lavoro e 1.059 milioni di euro di retribuzioni). Seguono poi i lavoratori domestici (482 mila rapporti di lavoro e 1.912 milioni di euro di retribuzioni) e operai agricoli (414 mila rapporti e 312 milioni di retribuzioni.

IL SALARIO MINIMO A 9 EURO? COSTEREBBE 17,5 MILIARDI DI EURO

L’introduzione di un salario minimo legale di 9 euro comporterebbe costi di 17,5 miliardi di euro per le imprese, secondo le stime del consiglio nazionale dell’Ordine di consulenti del lavoro, in un’audizione alla Camera. La cifra considera costi indiretti per 4 milioni di lavoratori pari a 5,5 miliardi di euro (includendo 1 milione di operatori agricoli, colf e badanti, non considerati nella stima dell’Istat di 4,3 miliardi di euro di costi) e costi indiretti di 12 miliardi per l’adeguamento dei livelli di inquadramento dei lavoratori sopra la soglia.

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