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Dai cuochi alle tute blu: quale può essere l'impatto del salario minimo

Dai cuochi alle tute blu: quale può essere l’impatto del salario minimo

La misura avrebbe effetto sul 21% dei lavoratori dipendenti, circa 2,9 milioni di persone. Ma c'è chi teme un boom del lavoro in nero.

10 Giugno 2019 21.46

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Giardinieri, autisti, cameriere ai piani, ma anche cuochi, pizzaioli, guardie notturne e centralinisti: sono solo alcune delle qualifiche professionali che hanno al momento minimi contrattuali orari inferiori a nove euro lordi, il limite indicato nel provvedimento all’esame del Senato per un’equa retribuzione.

IMPATTO PER IL 21% DEI LAVORATORI

L’introduzione del salario minimo, anche con riferimento al contratto, avrebbe un impatto positivo per il 21% dei lavoratori dipendenti che avrebbero vantaggi in termini di retribuzione. Si tratta complessivamente, secondo gli ultimi calcoli forniti dall’Istat, di 2,9 milioni di lavoratori. La retribuzione oraria lorda è calcolata per ogni figura professionale come rapporto tra la retribuzione annua in vigore a gennaio 2019 – comprensiva degli altri istituti contrattuali retribuiti come Tfr e tredicesima, le festività cadenti la domenica, indennità e scatti di anzianità – e il corrispondente orario lordo, incluse le ore di ferie, festività, e altre riduzioni retribuite. In pratica in quasi tutti i principali contratti (ad esclusione di quello del credito) ci sono livelli contrattuali con retribuzioni orarie inferiori a 9 euro.

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IL RISCHIO DEL LAVORO NERO

Anche se si dovessero escludere dall’applicazione dei nuovi minimi il contratto per il lavoro domestico e quello dei lavoratori agricoli ci sarebbero comunque molti lavoratori (e tante aziende) interessati alla modifica con il rischio per molti settori come il commercio e il turismo del passaggio al sommerso di una parte dell’occupazione. Nei pubblici esercizi hanno livelli minimi di retribuzione inferiori a 9 euro l’ora i cuochi “capo partita”, i camerieri di ristorante, i barman, i pizzaioli e i gelatieri (sono al quarto livello con 8,77 euro) ma soprattutto personale di pulizia e fatica addetto alla sala o alla cucina (settimo livello, 7,28 euro) o le guardie giurate (quinto livello, 8,21 euro).

ANSA/CENTIMETRI

I CONTRATTI DI METALMECCANICI E SETTORE TURISTICO

Nel contratto dei metalmeccanici con Federmeccanica sono al di sotto dei 9 euro i dipendenti inquadrati al primo e secondo livello (tra questi ultimi anche saldatori e gruisti con i minimi a 8,36 euro) mentre nel contratto del commercio sono al di sotto del limite i dipendenti iscritti al quinto, sesto e settimo livello quindi dagli archivisti protocollisti, agli addetti al controllo delle vendite e ai magazzinieri (8,99 euro) fino alle persone che si occupano di pulizie (7,64). Per il contratto del turismo con Federalberghi hanno retribuzioni minime orarie inferiori a 9 euro le persone dal quarto al settimo livello. In pratica cuochi, barman e capo giardinieri incardinati al quarto livello e dipendenti di grandi e medi alberghi e villaggi turistici possono avere minimi a 8,97 euro mentre centralinisti, autisti e cameriere ai piani degli alberghi hanno minimi a 8,41 euro. All’ultimo livello è il personale di fatica con 7,48 euro di minimo orario. Nel lavoro domestico (accordo firmato al ministero del Lavoro il 16 gennaio 2019) i minimi sono per tutti i livelli inferiori a 9 euro con un minimo per le colf con meno di 12 anni di esperienza non conviventi a 4,62 euro l’ora. Per l’assistenza a persona non autosufficiente (livello D super) si pagano 8,21 euro l’ora.

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Commenti: 2

  1. Buongiorno e grazie per l’articolo.
    Segnalo per correttezza che le paghe orarie dei contratti nazionali citate non contengono altri elementi salariali. Ad esempio 13esima, ferie aggiuntive, permessi retribuiti, sono presenti in tutti i contratti nazionali ma non sono previsti dal salario minimo. Il rischio è confrontare mele e pere

  2. Il salario minimo è indispensabile! Ci sono ccnl siglati con sindacati nazionali. Scaduti da otto anni e non hanno nessuna intenzione di rinnovare.

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