Saleh: «Non estenderò il mio mandato»

Redazione
02/02/2011

  Il presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, contestato in queste ultime settimane da ingenti manifestazioni di piazza, ha annunciato...

Saleh: «Non estenderò il mio mandato»

 

Il presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, contestato in queste ultime settimane da ingenti manifestazioni di piazza, ha annunciato il 2 febbraio di voler congelare una modifica costituzionale che gli avrebbe consentito di estendere il suo mandato presidenziale oltre la scadenza naturale del 2013. Saleh ha inoltre promesso che non cederà il potere al figlio.
ONDA LUNGA EGIZIANA. L’onda lunga delle proteste in Tunisia e Egitto ha dunque iniziato a sortire effetti a catena. Poche ore prima dell’annuncio del presidente yemenita, il re di Giordania Abdallah II aveva nominato un nuovo primo ministro, Marouf Bakhit al posto di Samir Rifai, per calmare la popolazione (leggi l’articolo sulla nomina di Bakhit in Giordania). Una risposta strategica al timore del sovrano giordano di un contagio delle contestazioni popolari anche nel suo Paese, che hanno cambiato la storia in Egitto, Tunisia e infine Yemen (leggi l’approfondimento sui dittatori a rischio).
ELEZIONI RINVIATE. Il presidente yemenita ha anche annunciato il rinvio delle elezioni legislative, previste per il 27 aprile, ma che l’opposizione contestava in assenza di una riforma politica. «Sono contrario a un mandato a vita e contro la trasmissione ereditaria del potere», ha dichiarato Saleh in un discorso davanti al parlamento di Sanaa, che era stato convocato il 1 febbraio in seduta straordinaria. I deputati avrebbero dovuto esaminare il primo marzo la riforma costituzionale che gli avrebbe permesso di estendere il proprio mandato presidenziale.  
COLLERA YEMENITA. L’opposizione ha convocato per il 3 febbraio una ‘Giornata della collera’, sul modello adottato nelle proteste in Egitto, con una grande manifestazione per chiedere la fine del dominio di Saleh, al potere da 32 anni. Lo stesso Saleh ha chiesto all’opposizione di rinunciare alle proteste. «Presento queste concessioni nell’interesse del Paese, che viene prima degli interessi personali. Chiedo dunque di congelare tutte le proteste, le manifestazioni e i sit in annunciati».