Salmoni atlantici, migliaia di esemplari d’allevamento sono fuggiti nel Pacifico

Redazione
24/08/2017

Migliaia di salmoni atlantici, allevati negli Stati Uniti, hanno "approfittato" dell'eclissi solare del 21 agosto per fuggire nelle acque del...

Salmoni atlantici, migliaia di esemplari d’allevamento sono fuggiti nel Pacifico

Migliaia di salmoni atlantici, allevati negli Stati Uniti, hanno "approfittato" dell'eclissi solare del 21 agosto per fuggire nelle acque del Pacifico. A causa delle «maree eccezionali» provocate dall'evento astronomico, infatti, la rete che li conteneva si sarebbe rotta. E il Dipartimento di pesca e fauna selvatica dello Stato di Washington ha chiesto ai pescatori della zona di correre ai ripari, andando subito a catturare «quanti più salmoni possibile». Il timore è che possa verificarsi un disastro ambientale, a danno dei salmoni nativi.

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La storia è stata raccontata dal sito web del Guardian. Il quotidiano britannico ha scritto che migliaia di esemplari sono fuggiti dall'azienda Cooke Aquaculture di Cypress Island, nello Stato di Washington. E adesso si starebbero riversando nelle acque attorno alle Isole San Juan. La rete che si è rotta conteneva 305 mila salmoni dell'Atlantico, specie non autoctona e allevata soltanto per scopi commerciali. L'impatto potrebbe essere drammatico, dato che i salmoni dell'Atlantico, se riuscissero a sopravvivere, potrebbero portare malattie inedite, generare ibridi e danneggiare l'ecosistema.

IL PRESUNTO RUOLO DELL'ECLISSI. Al momento non è possibile stabilire con precisione quanti pesci siano realmente scappati dalla rete, ma l'azienda è sicura che la "colpa" sia dell'eclissi solare: «Le maree e le correnti eccezionalmente elevate che coincidono con l'eclissi solare di questa settimana hanno causato il cedimento strutturale». Non tutti, però, credono a questa versione dei fatti. E le associazioni ambientaliste citate dal Guardian accusano la Cooke Aquaculture: «La gravità del Sole e della Luna contribuisce a innalzare le maree, ma i livelli registrati non erano tali da causare questo tipo di problemi. Le strutture della Cooke, in ogni caso, avrebbero dovuto reggere simili sollecitazioni».

PESCATORI IN ALLARME. I pescatori della zona, usciti in mare negli ultimi giorni sperando di catturare salmoni Chinook, nelle loro reti hanno già trovato salmoni mai pescati prima, grandi fino a 80 centimetri e cosparsi di macchie nere: salmoni dell'Atlantico, per l'appunto. La comunità adesso ha paura: «È un disastro», ha dichiarato all'Associated Press Ellie Kinley, la cui famiglia pesca in quelle acque da generazioni, «non vogliamo che questi pesci risalgano i fiumi e prevalgano sul nostro salmone».

Il Dipartimento di pesca e fauna selvatica dello Stato di Washington sta lavorando a stretto contatto con la Cooke Aquaculture per rimediare all'incidente, mentre gli studiosi si dividono sugli scenari futuri. Per John Volpe, ecologista dell'Università di Victoria, in Canada, i salmoni atlantici sarebbero in grado di «sopravvivere, risalire i fiumi e riprodursi», dando vita a una prole «competitiva o persino più forte del salmone del Pacifico». Scettico invece Michael Rust, scienziato del Noaa (National oceanic and atmospheric administration): «Immaginate una mucca da latte che si perde nel Serengeti in Tanzania. Non dura molto a lungo…».

IL PRECEDENTE DELLA FINE DEGLI ANNI 90. Non è la prima volta, d'altra parte, che grandi quantità di salmoni atlantici finiscono nel Pacifico. Nel 2001 il Noaa ha accertato che alla fine degli Anni 90 circa 600 mila esemplari fuggirono nel nuovo oceano, senza particolari conseguenze. Ma secondo Volpe questa volta le cose potrebbero andare diversamente, perché i salmoni del Pacifico sono indeboliti dall'inquinamento e dal riscaldamento globale. E «l'ultima cosa di cui hanno bisogno è una nuova sfida per la sopravvivenza».

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