L’aut aut del museo di Auschwitz al Salone del Libro di Torino

«Non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto», si legge in una lettera indirizzata al Comune. E rimasta senza risposta.

07 Maggio 2019 08.06
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Un altro aut aut. O noi o Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound.

A minacciare di disertare il Salone del Libro di Torino (in programma dal 9 al 13 maggio) questa volta è stato il museo di Auschwitz, attraverso una lettera di cui ha dato notizia il 7 maggio La Stampa e che è stata firmata da Halina Birenbaum, sopravvissuta al lager, dal direttore del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, Piotr M. A. Cywiński, e dal presidente e dall’ideatore del «Treno della memoria», Paolo Paticchio e il torinese Michele Curto.

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La lettera è indirizzata al Comune di Torino e recita: «Non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società». E ancora: «Non si tratta, come ha semplificato qualcuno, del rispetto di un contratto con una casa editrice, bensì del valore più alto delle istituzioni democratiche, della loro vigilanza, dei loro anticorpi, della Costituzione italiana, che supera qualunque contratto». Stando a quanto riferito da La Stampa, finora la lettera è rimasta senza risposta.

Il Salone deve essere lo spazio dove celebreremo la resistenza alle derive neofasciste. Ma può esserlo a una sola condizione: l'esclusione di Altaforte

La capogruppo del Movimento 5 stelle al Comune di Torino, Valentina Sganga, ha commentato: «Il Salone deve essere lo spazio dove celebreremo la tolleranza e la resistenza alle derive neofasciste e autoritarie, il momento pubblico dove dare battaglia con la forza delle parole e argomentazioni. Ma può esserlo a una sola condizione: l'esclusione di Altaforte e di Polacchi (responsabile della casa editrice, ndr)». Secondo Sganga, «qualsiasi via intermedia, qualsiasi compromesso sancirebbe per il Salone una perdita sul piano culturale che non possiamo accettare».

CHI VA AL SALONE DEL LIBRO E CHI LO DISERTA

Negli ultimi giorni, è montato il dibattito in merito all'opportunità o meno da parte degli autori di disertare il Salone del Libro in segno di protesta verso la presenza di Altaforte. Da una parte, i Wu Ming, Ginzburg e Zerocalcare che hanno annunciato la mancata partecipazione. Dall'altra, la scrittrice Michela Murgia che ha rilanciato: «Non lasciamo la fiera ai fascisti».

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