Carlo Terzano

Il Salone del mobile e i numeri del design in Italia

Il Salone del mobile e i numeri del design in Italia

11 Aprile 2019 09.04
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Dal 9 al 14 aprile a Milano si tiene la 58esima edizione del Salone del mobile. Un appuntamento che ogni anno riesce ad attrarre nel capoluogo lombardo centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo, rappresentando la vetrina di quel made in Italy che, dicono gli esperti, se fosse un marchio registrato varrebbe quasi quanto Visa e Coca Cola.

Ecco allora i numeri su cui poggia non solo il Salone del mobile, ma anche l'intero settore del design, che non ha mai smesso di macinare miliardi, a dispetto delle crisi economiche. Anzi, secondo Confindustria, nel 2022, l'export del comparto varrà, da solo, 70 miliardi.

LA GALASSIA DEL SALONE DEL MOBILE

Nato a Milano nel 1961 per promuovere le esportazioni italiane dell’industria dell’arredo, il Salone si svolge ogni anno ad aprile, unitamente alle biennali Euroluce negli anni dispari, EuroCucina e Salone Internazionale del Bagno negli anni pari oltre agli annuali Salone Internazionale del Complemento d’Arredo e Workplace3.0. Si affiancano poi FTK (Technology For the Kitchen), S.Project e il SaloneSatellite, trampolino di lancio per i giovani designer.

I NUMERI DELLA FIERA

L'esposizione occupa quasi 210 mila metri quadrati all’interno del quartiere di Fiera Milano a Rho e ospita oltre 2.300 aziende. L'edizione 2018 ha saputo richiamare a Milano 430 mila visitatori (per la precisione, 434.509) provenienti da 188 Paesi, il 26% in più rispetto al 2017. Un numero che ha permesso agli organizzatori di festeggiare ancora più in pompa magna la novità del Manifesto del Salone del Mobile, patto d’intenti volto a canalizzare le forze per mantenere il ruolo di leadership della fiera e della città. Nove le parole chiave alla base del documento: emozione, impresa, qualità, progetto, sistema, giovani, comunicazione, cultura e Milano.

MILANO CAPITALE DEL DESIGN

La centralità meneghina viene riconosciuta anche dal rapporto Design Economy 2018 di Fondazione Symbola. «È qui», si legge, «che ha sede un quarto delle imprese e delle scuole di design come il fondo Galileo che ha acquisito da poco Marangoni, NABA e DOMUS, o la Raffles grande gruppo di Singapore con 26 college in tutta l’Asia, che nella città meneghina ha aperto la sua prima scuola europea. È sempre a Milano che troviamo la Triennale, modello e punto di riferimento – insieme alla Biennale di Venezia – per le oltre 250 Biennali e Triennali sparse nel mondo; l’Adi, promotrice, tra le varie attività, del prestigioso Premio Compasso d’Oro». Se il settore rappresenta il 5% del Pil nazionale (per Federlegno-Arredo il comparto ha incassato circa 41,5 miliardi nel solo 2017), Milano, come ha detto il sindaco Giuseppe Sala proprio alla presentazione del Salone del Mobile 2019, «rappresenta il 10% del Pil italiano e raccoglie il 30% degli investimenti stranieri».

LA GEOGRAFIA DEL DESIGN

In testa alla classifica delle province italiane votate al design troviamo appunto Milano (con una incidenza dell’11,6%), quindi Torino (6,6%) e Roma (5,6%). Seguono Bologna (2,7%), Firenze (2,6%), Napoli, Bergamo e Padova (tutte al 2,5%), Treviso, Vicenza, Modena e Brescia (tutte al 2,4%) e Como (2,3). Nelle top 20 delle province italiane per incidenza del valore aggiunto e dell’occupazione delle imprese del design sul totale nazionale Milano è prima sia per incidenza del valore aggiunto (il 20,6% della ricchezza prodotta dalle attività del design), che per incidenza di occupati (pari al 16,4%). Seconda posizione per Torino, con una incidenza del valore aggiunto del 7,6% e una incidenza dell'occupazione del 7,2%; terza per Roma, rispettivamente al 6,5% e al 6,3% nelle due graduatorie.

FOTOGRAFIA DEL DESIGN ITALIANO

Secondo il report Design Economy 2018, in Italia operano oltre 29 mila imprese di design che impiegano quasi 50 mila persone. L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi per numero di brevetti di design in ben 22 delle 32 categorie aggregate, tra cui cibo e alimenti; strumenti musicali, tessile; articoli da viaggio, arredamento; articoli per la casa e apparecchi di illuminazione.

L'ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Design di qualità, certamente, ma anche attenzione al tema della sostenibilità ambientale, come rivela la crescita degli investimenti in tecnologie green: sono infatti ben 355 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito nel periodo 2011-2016.

FORMAZIONE E UNIVERSITÀ

Ma oltre a essere green, il design è anche evergreen, come dimostra il numero in costante ascesa di giovani che decidono di studiare la materia all'università. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2016, i professionisti del design diplomati negli istituti di formazione riconosciuti dal ministero dell'Istruzione sono stati 7.094. Un dato in crescita del +9% rispetto al 2014, soprattutto – si sottolinea – in Lombardia, Piemonte e Lazio, che insieme formano più dei due terzi del totale dei nostri professionisti. Numeri che rassicurano circa il futuro del design italiano.

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