Cristina Rombolà

Salone del Mobile e FuoriSalone: dove mangiare e bere a Milano

Salone del Mobile e FuoriSalone: dove mangiare e bere a Milano

09 Aprile 2019 16.03
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Il Fuorisalone è alle porte, Milano diventa la capitale mondiale del design: sappiamo bene che bere, in certe situazioni, può aiutare a millantare competenze che non ricordavamo di avere, ma per non rischiare il coma etilico abbiamo costruito un kit gastronomico di sopravvivenza adatto a tutte le tasche. Obiettivo: come assorbire l'alcol ingurgitato durante la Milano Design Week. Se optate per pranzi e cene placé, il consiglio è quello di prenotare sempre e comunque.

RISTORANTI E LOCALI COOL

Se volete fare i fighi e non avete budget risicati, ecco le nostre proposte.

Aimo e Nadia bistRo (Sant'Ambrogio). Un luogo che sembra fatto su misura per la Milano Design Week: negli spazi di una delle galleriste più avanguardistiche del mondo, Rossana Orlandi, la cucina bistellata de Il Luogo di Aimo e Nadia viene adattata al bistRo senza perdere l'eleganza e il gusto.

Langosteria (Tortona). Ambiente glamour, pesce crudo e pregiate etichette fanno da contorno a questo bistro fine dining di via Savona che negli anni si è quadruplicato, mantenendo inalterata la qualità del pesce, rigorosamente di cattura e giornaliero.

La Latteria San Marco (Brera). Non è social, non ha nemmeno il sito, eppure la Latteria San Marco di Brera è un'istituzione meneghina. Oltre a una materia prima, già buona in partenza perché a filiera corta (proviene dall'azienda agricola di famiglia), a fare la differenza è la cottura nella padella d'argento, marchio di questo posto d'antan dal fascino intramontabile.

Carlo e Camilla in segheria (Romolo). In uno spazio post industriale, una segheria del 1929, tra tavoloni in legno e lampadari di cristallo, la cucina contemporanea firmata Luca Pedata e Carlo Cracco. Menù stagionali che interpretano la tradizione italiana in chiave moderna, nel rispetto degli ingredienti.

COME NUTRIRSI SENZA ROVINARSI

Mangiare bene senza doversi rovinare economicamente è impresa ardua a Milano, ma in alcuni posti ancora possibile: ecco qualche consiglio su locali dove potrete saziarvi spendendo non più di 30 euro.

Risolatte (Cairoli). A due passi dal Castello un posto in perfetto stile Anni 60, sia nell'arredamento, sia nell'atmosfera. La cucina è casalinga e propone alcuni classici della cucina meneghina e altre specialità regionali italiane, oltre a dolci fatti in casa, in primis il dimenticato risolatte da cui deriva il nome del locale.

La Cappelletta (Lambrate). In pieno Ventura District una trattoria storica con taglieri di salumi e formaggi con gnocco fritto e piatti semplici della tradizione italiana, come cacio e pepe e pappardelle al ragù di cinghiale.

Da Martino (Isola). Dal 1950 una trattoria che fu tavola calda, da sempre nelle mani della stessa famiglia di origini toscane. Il menù è stagionale e cambia ogni giorno in base alla disponibilità degli ingredienti. Molta attenzione alla carne: tra i classici la cotoletta all'orecchia di elefante e i saltimbocca.

RISTORANTI MENEGHINI DOC

Per chi non vuole tradire o vuole assaggiare la tradizione meneghina, ecco i nostri consigli.

Ratanà (Gioia). In via De Castilla, fermata della metro Gioia, un locale milanese che interpreta la cucina meneghina in chiave moderna. Culto della materia prima, rigorosamente a filiera corta e di micro produttori locali, stagionalità, etica e sostenibilità sono i valori principali del ristorante.

Rovello 18 (Brera). Alle spalle della metro Lanza e del Piccolo Teatro un piccolo gioello di cucina ben fatta. I piatti milanesi dominano la scena, vitello tonnato, risotto al salto e cotoletta in primis, ma non mancano proposte da altre regioni. Grande ricerca nella selezione delle materie prime e una carta dei vini tra le più interessanti di Milano (uno dei primi ristoranti a credere nel naturale).

Antica Osteria del Ronchettino (Barona). Al Ronchettino ci si deve venire apposta perché è leggermente fuori mano. Ma come spesso accade, la periferia nasconde tesori e questo locale merita senz'altra una sosta. Cucina tradizionale lombarda con piatti che rendono onore alla storia gastronomica meneghina.

LA MODA DEI BISTRÒ

La bistronomia è arrivata anche a Milano e negli utlimi anni è un continuo aprire di posti piccoli nelle dimensioni, ma con proposte interessanti e a prezzi non esagerati

Tipografia alimentare (Turro/Gorla). Sulle rive del naviglio Martesana, tra Turro e Gorla, Tipografia alimentare offre pranzi interessanti con piatti a base di ingredienti a filiera corta e iper ricercati, valorizzati da cotture gentili che li rispettano, esaltandone le proprietà organolettiche. Vini naturali e taglieri tra i più interessanti di Milano, con inedite chicche casearie e norcine, completano l'offerta.

Mater (Risorgimeto). Alle spalle di Porta Venezia, tra viale Piave e Dateo, recentemente è un fiorire continuo di nuove attività. Mater è una di queste nuove aperture. Venti posti e una cucina creativa che non compromette l'importanza della stagionalità e della materia prima. La carta dei vini è molto ricercata e presenta delle chicche poco inflazionate. Interessante il menù con le mani per l'aperitivo.

Forno Collettivo (Porta Venezia). La famiglia è la stessa di Champagne Socialist e Botanical Club, l'idea è di concentrarsi sul prodotto pane per farlo esprimere in tutte le sue sfaccettature. Vini naturali e piatti fusion realizzati con materie prime molto ricercate completano un'offerta variegata.

MANGIARE AL VOLO: STREET FOOD

Se il vostro budget non prevede l'idea di sedersi per mangiare, non temete, il cibo di strada sarà sempre lì, pronto a tendervi una mano, facendovi spendere sui 10 euro.

Clover (Loreto-NoLo). Vicino a una stazione di benzina di viale Brianza, tra Loreto e Ferrante Aporti, un chiosco dall'irresistibile fascino vintage con gustosi hamburger dettati a voce, ottime tartare e buoni cocktail.

Toast Varisco (Loreto-NoLo). In via Termopili, tra viale Monza e via Padova, una bar tabacchi storico che resiste alla gentrificazione, dove mangiare dei toast fatti a regola d'arte, accompagnati da vino, birra, taglieri e gustossisimmi taralli pugliesi un po' più cicciottelli di quelli standard.

Fud Bottega Sicula (Navigli). Una bottega sicula ideale per lo street food made in Trinacria: panini ripieni di prodotti siciliani, come salumi di suino nero dei Nebrodi, mortadella d'asino, provola delle Madonie Nebrodi e fritti a base di panelle, cipolle, patate arricchite di salumi e formaggi.

Bomba (Piazza XXV Aprile). Il cibo di strada di Niko Romito è una bombolone fritto ripieno di diverse farciture, quali spezzatino di manzo con spinacino, maiale e pollo fondente e lattughino, mozzarella di bufala pomodorino semisecco e basilico, solo per citarne alcuni.

Trapizzino (Wagner). Il tramezzino di pizza ha impegato tanti anni per approdare dalla sua terra natale, Roma, a Milano. Ma ormai è fatta, e chi lo molla più? Lo si può trovare ripieno di coda alla vaccinara, pollo, burro e alici.

Sbunda (Sarpi). Una recente apertura calabra a Milano: tutti i prodotti di questa paninoteca provengono dalla terra madre e l'offerta è a base di panini farciti di capocollo, 'nduja, pecorino del Poro, provola silana, soffritto di maiale, salumi di maiale nero, parmigiana. Non manca il morzello (frattaglie di vitello cotte nel sugo con peperoncino) presente anche nella versione ittica, con baccalà.

MILANO DA BERE: COCKTAIL D'AUTORE

Milano da bere si diceva negli Anni 80. E lo è tuttora, soprattutto in occasione del FuoriSalone. Oltre al Bar Basso che amiamo sempre molto, ecco i nostri consigli su dove gozzovigliare durante la Design Week.

Elita Bar (Navigli). Elita è un faro nella notte: un rifugio dove consumare, in un'atmosfera rilassante e soffusa, cocktail preparati a regola d'arte accompagnati da piatti ricercati e non banali.

Mag Cafè (Ticinese). Uno speakesy in stile Anni 30 dove si accede con tessera. L'atmosfera intima è perfetta per godersi l'arte di una mixologia che vuole sperimentare senza eccedere, con pochi fronzoli e obiettivi chiari.

Nottingam Forest (Porta Venezia). La storia della mixologia milanese: un bancone lungo e pochi tavoli e spesso una lunga attesa fuori. Ma ne vale la pena.

Bar Giamaica (Brera). Un locale che ha fatto la storia di Brera: intellettuale e vintage, dal fascino romantico e decadente, il Giamaica bar è il bar cult della vecchia Milano.

Lobby House (Loreto-NoLo). Una recente apertura nel quartiere Nolo (Nord di Loreto): un locale piccolo e intimo con pochi tavoli, che si ispira alla mixologia cosmopolita delle lobby degli hotel.

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