Le tensioni nel governo sul dl crescita e il salva Roma

Le tensioni nel governo sul dl crescita e il salva Roma

Prosegue il braccio di ferro nell'esecutivo intorno alla misura di appoggio alla Capitale contenuta nel dl crescita. Il M5s alza il tiro su sicurezza e caso Siri. Ma dall'odg scompare il dl Crescita. 

23 Aprile 2019 08.08

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Il Consiglio dei ministri del 23 aprile si preannuncia infuocato. A poche ore dall'inizio, pare però che dal corposo ordine del giorno sia scomparso il decreto crescita all'interno del quale c'è un passaggio che ha riacceso le tensioni tra i due azionisti di governo: il delicato "Salva Roma". Su cui da un lato il M5s spinge per varare una disposizione che aiuti l'amministrazione di Virginia Raggi a rifiatare, dall'altro c'è la Lega intenzionata a non fare concessioni.

Alle schermaglie pre-pasquali legate alla Capitale, martedì si sono aggiunti nuovi motivi di attrito. Salvini, dopo il terribile attentato in Sri Lanka, è tornato a cavalcare il tema sicurezza e l'allarme terrorismo. Il pretesto è stata una lite tra clochard alla stazione Termini di Roma avvenuta il 20 aprile. «Scrivo a tutti i prefetti e questori», ha annunciato immediatamente Salvini, «per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti». Aggiungendo: «I veri pericoli per la sicurezza vengono dal terrorismo islamico, non dai rossi o i neri che sono nostalgici».

IL M5S ALL'ATTACCO SUI MIGRANTI

Il M5s non è stato a guardare. I pentastellati sono tornati a battere sul caso Siri. Secondo fonti interne al partito di Luigi Di Maio, riferisce l'Adnkronos, la Lega aveva spinto per inserire il «punto sul biometano» nel contratto di governo. Paola Taverna è uscita allo scoperto: «Il vero problema non è Roma, ma un sottosegretario indagato», taglia corto la vicepresidente del Senato. Infine il Blog delle stelle ha posto pubblicamente quattro domande al sottosegretario leghista. Ma i grillini attaccano anche sul fronte più caro a Salvini: i migranti: «Dopo Torino, Roma. I tristi fatti di cronaca di questi giorni, con l'aggressione prima a due agenti della polizia da un soggetto che sarebbe dovuto essere già espulso, poi con l'accoltellamento di oggi dimostrano che il vero problema sono i quasi 600 mila irregolari che abbiamo in Italia», sottolinea il M5s. «E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla. Il problema ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo».

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«Regali a qualcuno non ne facciamo», ha ribadito durante il giornale Radio Rai Salvini parlando del Salva Roma.«Non ci può essere un intervento salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà e che hanno bisogno. O si aiutano tutti oppure non ci sono cittadini di serie A o di serie B, così come non ci sono sindaci di Serie A e di Serie B».

DI MAIO: «IL SALVA ROMA? A SALVINI LO SPIEGO IO»

A stretto giro la risposta di Di Maio: «Cosa penso del muro della Lega su Roma? Nulla, trovo grave che per fare campagna si colpisca la capitale lanciando slogan su un provvedimento a costo zero», ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. «È probabile che Salvini non abbia compreso la natura della misura, visto che punta a non far pagare più non solo ai romani gli interessi su un debito vecchio di 20 anni alle banche, ma anche a tutti gli italiani considerato che i 300 mln il governo Berlusconi li prese nel 2008 dalla fiscalità generale. Spiegherò io stesso tutto questo a Salvini e sono sicuro che troveremo una soluzione».

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IL BUCO NEI CONTI ROMANI? COLPA DI CHI C'ERA PRIMA

La controffensiva grillina è continuata sul Blog delle Stelle. Contestare la norma sul debito di Roma, si legge in un post, «significa far finta di non capire come stanno le cose, oppure – peggio – voler montare ad arte una polemica sulla pelle dei cittadini. Chi ha creato il buco mostruoso nei conti del Comune di Roma? Tutti quelli che hanno preceduto Virginia Raggi». Il post spiega, ribadendo le posizioni già espresse dal gruppo alla Camera e dal leader Di Maio, che «la misura non è affatto Salva Roma» e che «l'unico vero 'Salva-Roma' lo ha fatto nel 2008 il governo Lega-Berlusconi, con Alemanno sindaco. L'allora giovane deputato Matteo Salvini votò a favore».

IL M5S: CHIAMATELO TAGLIA BANCHE

Il Blog delle stelle ricostruisce quindi la genesi del buco nel bilancio capitolino, puntando il dito a «destra e sinistra, nessuno escluso». La misura, secondo i pentastellati, potrebbe essere ribattezzata «"Taglia Banche" perché taglia gli interessi bancari sui mutui per il debito pregresso. Se c'è qualcuno che ci rimette sono solo le banche. Chi ci guadagna sono invece tutti i contribuenti italiani».

BONGIORNO: «AIUTI ANCHE PER ALTRI COMUNI»

A dare manforte a Salvini era intervenuta anche la ministra della Pa Giulia Bongiorno che ad Agorà su RaiTre, aveva spiegato che «qualsiasi norma che vada ad aiutare un Comune va benissimo, io ho Roma particolarmente nel cuore, ma dobbiamo tenere in considerazione il fatto che esistono altri Comuni: l'idea è fare in modo che altri Comuni, che abbiano delle necessità, siano presi in considerazione». Riguardo al cdm Bongiorno ha aggiunto che «il dibattito di oggi deve portare a una sintesi tra le esigenze di Roma e quelle di altri Comuni», con «norme anche per altri». Alla domanda se la misura uscirà dal Cdm, ha replicato: «Vediamo».

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