Salvi per un pelo

Bruno Giurato
22/12/2010

I trasgressivi scatti di Oliviero Toscani per i conciari in crisi.

Salvi per un pelo

C’è più di un elemento a sanzionare la rinascita del pelo. Dopo anni di cerette sempre più brasiliane (e compulsive) finalmente sembra che qualcosa stia cambiando. «The bush is back», direbbero gli americani: il cespuglio è tornato. A gennaio 2011 è in uscita Qualunquemente, il film di Antonio Albanese su Cetto La Qualunque, il politico calabro. Il motto di Cetto è: «Cchjù pilu pe’ tutti», più pelo per tutti. Metonimia che non si può dimenticare.
DODICI FOTO DI PUBI NON DEPILATI. E a gennaio sarà la volta del calendario del Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale, con 12 foto realizzate da Oliviero Toscani. Dodici inquadrature di pubi femminili. Non depilati.
Cosa c’entrino i pubi coi conciatori non è chiarissimo. Ma la mossa di Toscani, e dei conciatori, ha la forza mediatica per emergere dalla corrente brazillian wax che imperversa in spot, campagne pubblicitarie, rivistine e rivistone patinate e rischia di stabilire una tendenza, una moda. La rivincita del pelo, appunto.

Toscani: qui si mostra l’essenziale

Il pelo che riveste la parte anatomica femmnile (quella che il pittore Gustave Courbet nel titolo del suo quadro più celebre, definì L’origine del mondo) è l’essenziale, in questi scatti di Toscani. Infatti l’artista ha dichiarato: «Qui si mostra l’essenziale, e non quello che si vede nei soliti volgari calendari di pin up, che mostrano tutto meno che quello». Il pelo, secondo Toscani, è «un disvelamento al contrario».
Un rigoglioso pube femminile, per il profeta della trasgressione, non è un oggetto sessuale. Al contrario, è il nascondimento dell’oggetto sessuale. Il vello elemento di pudore, aura amorosa e non pornografica. Anche il filosofo Giorgio Agamben in uno dei suoi ultimi libri, Nuditá (2007), parla della tendenza contemporanea a esporre la carne femminile come forma di profanazione. Bene, in questo caso il pelo sarebbe niente meno che l’aura protettiva contro questo processo.
Potrebbe essere la rivincita del pelo, quindi. Il calendario sarà allegato al numero di gennaio del mensile Rolling Stone, secondo il motto pilu, drugs and rock ‘n roll.
UN INCONTRO SULLA FEMMINA. La versione da tavolo del calendario, stampata in 75 mila copie, andrà con la rivista, mentre le mille copie in formato 35 x 46 cm realizzate per essere regalate dai responsabili del Consorzio a clienti e amici sono già praticamente esaurite.
E il 13 gennaio 2011 a Firenze, durante Pitti Uomo, ci sarà un convegno sul tema intitolato: La forza della natura. Incontro sulla Femmina, con Carlo Antonelli, Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi, Davide Paolini e, naturalmente, Oliviero Toscani. Qui è appena il caso di notare che la parola «natura», nei dialetti di molte regioni del nord, designa appunto la parte femminile in oggetto, l’origine del mondo.

Gli imprenditori: una provocazione contro le produzioni a basso costo

È la rivincita del pelo anche per i conciatori toscani. Nel 2009 realizzarono un calendario sempre con Toscani, in cui si vedevano proprio loro, gli artigiani, ignudi e coperti solo da pelli conciate. Francamente quello del 2011 ci sembra un passo avanti.  Etico ed estetico.
«È una provocazione», ha spiegato Simone Remi, imprenditore e membro della commissione comunicazione dello stesso Consorzio, «ma sicuramente si tratta di una serie di scatti naturali e onesti. In netta contrapposizione con le pubblicità di alcuni marchi della moda italiana che usano finti artigiani che simulano la fabbricazione di borse a mano, mentre gli stessi articoli, in realtà, vengono prodotti in Cina a basso costo e senza nessun costo per il rispetto dell’ambiente o a Napoli al nero».
E allora il motto dell’industria conciaria italiana potrebbe diventare: un pelo ci salverà, che in effetti suona pure meglio di The bush is back. Ma potrebbero esserci reazioni corporative. Che cosa dirà del ritorno del pelo la categoria delle estetiste?