Il creatore del Salvini-Blocker spiega la sua «resistenza non violenta»

Carlo Terzano
22/06/2019

Michele Riva, programmatore 24enne, racconta come è nata l'idea dell'estensione che sostituisce le foto del vicepremier con gattini. Una tregua per chi è stanco dell'imperversare del ministro sul web.

Il creatore del Salvini-Blocker spiega la sua «resistenza non violenta»

Michele Riva è un programmatore di 24 anni. Non è un attivista politico, non vuol dire per chi vota e, soprattutto, non ha pregiudizi di sorta verso questo o quel politico. Semplicemente, si è accorto che la gente attorno a lui si è ormai stufata dell’onnipresenza online del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Così si è messo alla tastiera e ha fatto ciò che gli riesce meglio: sviluppare una estensione, Salvini-Blocker, che a ogni foto del vicepremier sovrappone teneri gattini. «Un modo per disintossicarsi dai messaggi politici e dalla sua fan-base che spesso avvelenano le nostre giornate», spiega a Lettera43.it.

Michele Riva, 24 anni, è un programmatore (da Twitter).

DOMANDA: Andiamo per ordine. Com’è nata l’idea del Salvini-Blocker?
RISPOSTA. In modo del tutto casuale, come spesso accade sul web. Qualche tempo fa fu organizzato sulla pagina Facebook del vicepremier un flashmob che prevedeva di postare, in risposta agli interventi di Salvini, foto di innocenti mici.

E?
Seguendo l’evolversi della situazione, notai che chi interveniva nella discussione pubblicando mici veniva immediatamente bloccato. Al tempo stesso chi scriveva messaggi d’odio era lasciato libero d’agire. Una situazione che trovai surreale.

Quindi hai deciso di rispondere con i mici…
Sì, un’immagine apparentemente debole, eppure, al tempo stesso, molto potente.

Cioè?
Non c’è niente di più innocente e indifeso di un gatto. Magari cucciolo. Sono immagini che veicolano messaggi in antitesi rispetto a quelli che vengono trasmessi su Internet dal vicepremier. O comunque da come vengono intesi dalla sua base elettorale, che nei commenti si scatena.

La ricerca per immagini digitando Salvini su Google Chrome.

Da tecnico come valutare l’onnipresenza di Salvini sul web?
A dir poco efficace. Anche perché le cifre investite nella comunicazione social sono notevoli. Ho lavorato anche nel ramo dell’editoria e ne so qualcosa. Ha messo in piedi uno staff agguerrito che gli permette di presidiare ogni argomento. Le gaffe stesse sono studiate.

In effetti, c’è ormai chi parla di “salvinate”.
Sì, vere e proprie gaffe quotidiane. Se asciughi gli interventi, scopri che non c’è contenuto, ma intanto tutti parlano di Salvini. Scivoloni che lo rendono più vicino all’uomo comune, così come i suoi discorsi da bar: sotto non c’è il nulla, ma piacciono.

Da qui l’idea di concedere a chi la pensa diversamente una “vacanza” dalla propaganda salviniana…
Considero Salvini una figura molto ingombrante sui social. Chi non lo apprezza e non condivide le sue idee lo trova ovunque e in ogni momento appena accede a Internet. Si rischia una crisi di nervi. In questo modo ci si può disintossicare.

Il confronto: senza e con installata l’estensione Open source Salvini Blocker.

Disintossicare, addirittura…
Sì, perché spesso non ci si arrabbia tanto per i suoi interventi quanto per i commenti di chi lo sostiene e il rischio è abbassarsi a quel livello inscenando litigi virtuali che ti avvelenano poi il resto della giornata. Così uno si stufa semplicemente di accedere alla Rete per timore di vederlo. In questo modo, al suo posto appaiono i gattini, che sono rilassanti e si naviga più tranquilli.

E come è stato accolta l’idea?
Mi ero preparato a ricevere tantissimi insulti. Invece, sorprendentemente, ho ricevuto molti messaggi di ringraziamento da parte di internauti che non ne potevano davvero più di vederlo ovunque.

Si può parlare di un nuovo movimento?
Per niente! La mia è una iniziativa goliardica, sia chiaro! Nulla di diffamatorio o offensivo. Non volevo nemmeno essere serio. Chiamiamola piuttosto una forma di resistenza non violenta e passiva per chi non ne può più dell’imperversare in ogni contesto e in qualunque discussione di Matteo Salvini.

Una foto postata anni fa sulla bacheca di Matteo Salvini in occasione del flash mob Gattini su Salvini.

Una forma di resistenza non violenta che potrebbe essere l’evoluzione virtuale degli striscioni sui balconi…
Vero, anche quegli episodi mi hanno sorpreso. Sono giovane, ma non ricordo precedenti simili.

E se arrivasse la Digos a intimare di rimuovere i gattini dal browser?
Se non la Digos, forse potrebbe arrivare un pompiere! [ride] Scherzi a parte, no. Se fossimo arrivati alla censura sui mici saremmo ormai a un punto di non ritorno. E poi non dimentichiamo che Internet è nato proprio per scambiarsi foto di gattini, no?