La riunione di Caserta tra le polemiche su rifiuti e roghi tossici

La riunione di Caserta tra le polemiche su rifiuti e roghi tossici

19 Novembre 2018 10.33
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Dietro il tentativo di mostrare unità col motto «mai più Terre dei fuochi» si celano ancora tensioni e polemiche nel governo tra Movimento 5 stelle e Lega sulla costruzione degli inceneritori. Attorno alle 17.30 è stato firmato in prefettura a Caserta il Protocollo d'intesa e il premier Giuseppe Conte sta tenendo una conferenza stampa assieme al vice Luigi Di Maio. «La Terra dei Fuochi ci piacerebbe chiamarla Terra dei Cuori. Firmiamo un protocollo per contrastare il fenomeno delle discariche abusive, gli incendi dolosi e i traffici sui rifiuti». «Finalmente coinvolgiamo medici di base per monitorare indici tumorali», ha spiegato Di Maio, «abbiamo davanti un lavoro grosso, il più grosso per il governo. In quasi ogni regione esiste una Terra dei fuochi, se la debelliamo qui possiamo debellarla ovunque. Stiamo ridando il diritto di respirare ai cittadini di questa terra e a questa terra».

SALVINI ASSENTE (GIUSTIFICATO)

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha deciso invece di disertare il vertice. «Ma nessuna polemica e nessun mistero», si è affrettato a spiegare il Viminale secondo cui il ministro è rientrato per un «impegno non rimandabile»: sarà «l'unico rappresentante del governo» a partecipare «alla cena di gala al Quirinale, con tanto di smoking» in onore dell'emiro del Qatar. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a vertice in corso aveva lasciato la prefettura annunciando una conferenza stampa alternativa, ma poi è rientrato nell'ufficio che rappresenta il governo sul territorio.

In diretta da Caserta insieme agli altri membri del Governo per raccontarvi i dettagli del protocollo d'intesa per la Terra dei fuochi che abbiamo appena sottoscritto

Geplaatst door Giuseppe Conte op Maandag 19 november 2018

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UNA NOTA CONGIUNTA: «IL GOVERNO LAVORA A SOLUZIONE CONDIVISA»

Le tensioni nella maggioranza si sono scaldate sul tema degli inceneritori anche se in nel primo pomeriggio una nota del premier Giuseppe Conte ha cercato di ricomporre le spaccature. «Il governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche», recita il testo sottoscritto anche da Di Maio e Salvini. «L'obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio. Il contratto di governo sul tema generale dei rifiuti esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere "verde" il nostro sistema economico». Il governo si impegna a «lavorare a difendere la cultura del "riciclo" e rendere i rifiuti "prodotti", puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata», si legge ancora. «Il governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al ministro dell'Ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile».

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PER DI MAIO GLI INCENERITORI SONO «ROBA VINTAGE»

In precedenza Di Maio aveva parlato così delle fibrillazioni tra i gialloverdi sui rifiuti in Campania: «Credo che come sempre alla fine tutte le diversità di vedute nel governo si superano. Quando ci vediamo e ci mettiamo al tavolo alla fine si va sempre va avanti. Ma oggi parlare di inceneritori è come parlare della cabina telefonica col telefono a gettoni. Qualcuno può essere anche ancora affascinato dal vintage, ma sempre vintage rimane». Poi hai spiegato che «il piano Terra dei fuochi è il primo atto di una battaglia senza quartiere da vincere».

SALVINI: «LA LOMBARDIA E IL PAESE NON TORNANO INDIETRO»

Salvini però dal canto suo ha risposto ai pentastellati che hanno espresso la necessità, in prospettiva, di chiudere i termovalorizzatori anche al Nord: «La Lombardia non torna indietro, anzi l'obiettivo è che anche altre regioni vadano avanti. Non voglio un Paese che torni indietro».

IL M5S: «LO STOP È NEL CONTRATTO DI GOVERNO»

Il blog delle Stelle però ha pubblicato un post dal titolo "Il mondo è veneto, non bresciano", a firma di Gianni Girotto, presidente della commissione Industria del Senato, rilanciando un passaggio del contratto di governo: «In tema di rifiuti il documento è chiaro. Parla di "modello Treviso" che ora guida il Veneto più virtuoso, non di "modello Brescia" (i 13 inceneritori lombardi con il più grande forno d'Europa, quello di A2A) che frena anche le tantissime eccellenze lombarde. Parla di chiudere inceneritori e discariche. Non di realizzarne»

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