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Salvini si è scagliato contro la Commissione europea su Facebook

Salvini si è scagliato contro la Commissione europea su Facebook

Il vicepremier, nel corso di una diretta social, ha detto che l’esecutivo comunitario è «vecchio e delegittimato». E che «non può imporre sanzioni» all’Italia. Ma le cose non stanno così.

12 Giugno 2019 15.18

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Per Matteo Salvini la Commissione europea è «vecchia e delegittimata» e «non può imporre sanzioni» all’Italia. Il vicepremier, nel corso di una diretta Facebook fatta dopo il vertice a Palazzo Chigi sui conti pubblici, si è scagliato contro l’esecutivo comunitario. Bruxelles ritiene giustificata l’apertura di una procedura d’infrazione per debito eccessivo, mai applicata finora. E al governo gialloverde non resta molto tempo per trattare. Il 9 luglio, infatti, si riunirà l’Ecofin, che potrebbe dare il via libera politico definitivo alla messa in mora dei nostri conti pubblici, con tutto ciò che ne consegue.

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All’Europa chiediamo rispetto per un’Italia che vuole tornare a crescere, costruire e investire.Tagli, tasse, austerità e precarietà hanno impoverito il Paese e fatto esplodere il debito (+ 650 miliardi in dieci anni), noi vogliamo liberare risorse, soldi, energie e lavoro.GRAZIE a Voi, tutto è possibile.

Publiée par Matteo Salvini sur Mercredi 12 juin 2019

Salvini, tuttavia, non sembra disposto a fare degli sforzi per scongiurare la procedura, definita dal premier Giuseppe Conte «estremamente dannosa sia per le prospettive di crescita del nostro Paese, sia per quelle dell’intera Eurozona». Il leader della Lega continua a parlare come se fosse lui il presidente del Consiglio. E nel corso della diretta Facebook ha aggiunto: «Oggi ci siamo trovati dicendo che una Commissione uscente, vecchia, delegittimata dal voto di milioni di europei non può prendere decisioni o imporre sanzioni a governi e popoli». Popoli che «vogliono semplicemente fare quel che è giusto», cioè «tagliare le tasse a imprenditori, lavoratori e famiglie». A decidere sulla procedura, tuttavia, non è la Commissione, ma i governi di tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Tant’è che l’avvio effettivo dell’intero processo spetta all’Ecofin, non ai cosiddetti burocrati di Bruxelles.

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