La crisi di governo ci ha mostrato un Salvini di cartapesta

Il leader della Lega va a giornata e va alla giornata. Dipende da quel che ha visto, da chi ha visto, da che cosa ha trangugiato. È un personaggio politico che non pensa al domani, neppure al suo.

14 Agosto 2019 09.39
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Può ancora accadere che alla fine vinca lui. Che i cinque stelle si pentano e accettino la proposta di andare al voto dopo l’approvazione della riduzione dei parlamentari e che il capo dello Stato accetti di sciogliere le Camere per eleggere un parlamento che una legge già prevede verrà ridimensionato.

Tutto può accadere in questa Italia ubriaca. Ma quel che queste ore stanno dimostrando smentisce l’idea dell’infallibilità di Matteo Salvini, al contrario di quel che da tempo suggeriscono i pentiti di Capalbio e dei Parioli.

SALVINI, LEADER FANFARONE CHE VIVE ALLA GIORNATA

Salvini va a giornata e va alla giornata. Dipende da quel che ha visto, da chi ha visto, da che cosa ha trangugiato. Soprattutto è un personaggio politico che non pensa al domani, neppure al suo. È per questo che l’operazione governo – si faccia o no – serve a metterlo a nudo, a dimostrare che è resistibile la sua avanzata, che non sarà mai lui a dare le carte se gli altri, tutti gli altri, avranno voglia di giocare la partita. Batterlo in questi giorni, dimostrando che le sue proposte sono irrealizzabili, serve a mostrare al suo mondo che è un leader fanfarone e serve a fargli perdere la testa.

Salvini non regge uno scontro prolungato fatto di finezze parlamentari, di gioco ampio e duro, di forze che si mettono in campo senza paura di perdere

Io confido molto sul dato soggettivo. Abbiamo avuto tanti personaggi politici che si sono persi per strada, anche in seguito a malanni provocati dallo stress, per incapacità di reggere lo scontro. Salvini regge lo scontro se è fatto di insulti comunicati a una plebe urlante in piazza o dalla televisione Non regge uno scontro prolungato fatto di finezze parlamentari, di gioco ampio e duro, di forze che si mettono in campo senza paura di perdere. Il suo ideale era il burroso Movimento 5 stelle che gli faceva fare tutto fino a farsi rubare alcune milioni di voti.

L’incontro tra Matteo Salvini e Matteo Renzi al Senato (foto Giuseppe Lami/Ansa).

LA SINISTRA ORA NON COMMETTA VECCHI ERRORI

La sinistra nella trappola di Salvini è caduta più volte quando ha teorizzato che il razzismo nascente rappresentava il carattere ormai naturale degli italiani del 2000, quando ha pensato che la destra non avesse che questa configurazione eversiva, che la sinistra avrebbe dovuto inseguire la destra, persino quella salviniana, per riprendere il propri voti, quando soprattutto ha regalato a Salvini le proprie liti e e ha demolito tutto ciò che hanno fatto i governi di centro-sinistra.Ora bisogna dimostrare che il re è nudo:

a) perché non è presente a se stesso;

b) perché gioca con carte truccate;

c) perché ha una paura fottuta di domani cioè di un alleato recalcitrante o di un magistrato invadente.

La propaganda contro di lui deve essere accentrata su due punti:

a) Salvini è un vecchio arnese della Prima repubblica;

b) le sue stagioni politiche, compreso questa, hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro, cioè Salvini fa male all’Italia.

IL M5S DEVE DIMOSTRARE DI NON ESSERE SUBALTERNO ALLA LEGA

Anche il Movimento 5 stelle ha fatto molti danni all’Italia. E con il M5s l’hanno fatto gli intellettuali che lo hanno inventato e sostenuto. Non è però questo il momento di fare prediche, è il momento di correggere la linea e di dare una nuova prospettiva. Se i pentastellati vorranno accreditarsi come forza di cambiamento devono dare il loro contributo alla sconfitta di Salvini, devono mostrargli che non sono al suo servizio. Per lui sarà una scoperta che lo farà impazzire. A destra, infine, ha un Silvio Berlusconi impoverito di voti ma che difende la propria parte e una Giorgia Meloni che ha fatto il pieno di rifugiati di destra ma che non vuol dare a Salvini il ruolo di Berlusconi e a se stessa il ruolo di Gianfranco Fini. Comunque vada Salvini deve passare un brutto quarto d’ora e se comunque vincerà, la paura della sconfitta e dell’assedio lo macererà lentamente. Abbaia, ma non combatte.

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Commenti: 1

  1. E’ molto difficile e mortificante per Peppino dire, apertis verbis, chi ha fermato momentaneamente Salvini e chi è il vero vincitore di questo primo game. Basterebbe che riascoltasse attentamente l’intervento di Salvini in Senato.

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