Peppino Caldarola

Salvini e Di Battista hanno meno attributi delle azzurre

Salvini e Di Battista hanno meno attributi delle azzurre

I due politici sono logorroici, vittimisti, incapaci di assumersi responsabilità. Le nostre splendide ragazze del calcio, al contrario, mettono in campo forza, dignità, coraggio. I leader di M5s e Lega imparino da loro.

26 Giugno 2019 09.55

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Ho visto la partita di calcio della Nazionale femminile che ha battuto la Cina ed è arrivata ai Quarti e, in serata, Carta Bianca di Bianca Berlinguer con Alessandro Di Battista e Matteo Salvini (c’era anche uno splendido Roberto Saviano, con tutta evidenza fuori classifica). E così ho capito tutto. Ho capito che l’Italia di oggi fa così pena perché la politica sta vivendo il colpo di coda finale del maschilismo più atroce. Ho capito che il mondo delle ragazze può darci un futuro e darci rispetto nel mondo.

Cerco di essere più preciso. Partiamo dalle ragazze. Atlete generose, tecnicamente ineccepibili, indomite, senza alcuna tentazione di violenza né di vittimismo hanno corso, hanno giocato, hanno fatto le funambole e hanno portato a casa uno splendido risultato nel rispetto di tutti, a cominciare da quello degli/delle avversari.

Di Battista e Salvini, alternativamente punto di riferimento di italiani in vena di scherzi autolesionistici

Ho visto invece Di Battista e Salvini dalla Berlinguer. Preciso subito che io non guardo i talk politici da molto tempo perché non sopporto le risse e non sopporto i conduttori e le conduttrici che non fanno parlare gli ospiti. Rispetto, per La7, la mitica Alessandra Sardone e Gaia Tortora, il mio amico Edgardo Gulotta, ma scappo quando la televisione inquadra Agorà o un’altra qualsiasi trasmissione di forsennate/i. Berlinguer compresa. Nella serata del 25 giugno però lei ha esibito due giovanotti che in questi mesi sono stati e sono sulla cresta dell’onda, l’uno e l’altro alternativamente punto di riferimento di italiani in vena di scherzi autolesionistici.

DI BATTISTA, UN INCAPACE CHE NON SA NULLA

Di Battista è inclassificabile. Non sa letteralmente niente di niente, andrebbe premiato per questo suo olimpico non sapere, e a Carta Bianca era anche nel ruolo del vile che dopo aver attaccato Luigi Di Maio e fatto il viso dell’arme contro Salvini mostrava di volersi riconciliare perché tiene famiglia e forse neppure Marco Travaglio ha più voglia di fargli girare il mondo a spese del proprio giornale.

Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

I cinque stelle sono stati la catastrofe della poltica. Dovunque hanno messo mano hanno distrutto – vogliamo parlare di Roma in queste ore puzzolenti e con topi trionfanti? -, hanno tradito sui dossier principali i loro elettori, hanno in testa di far spendere alla Stato denari senza porsi il problema di come creare ricchezza. Sono un pericolo pubblico. Ripeto: se devo gettare uno solo dalla Torre, fra Di Maio e Salvini getto il primo perché col secondo ce la vediamo noi.

SALVINI, TUTTO CHIACCHERE E ODIO

Salvini era in una delle sue serate top, quelle in cui vede solo gli amici davanti a una cassa di birre, ed era salivoso fino alla scialorrea, cioè quel fenomeno di sovrabbondanza di saliva che ti pende fra un labbro e l’altro quando parli così da costringere il cameramen a rinunciare all’inquadratura frontale per cercare di non mandare immagini della bocca. Dall Berlinguer il leader della Lega sembrava un leader del M5s per le tante chiacchiere in libertà che è riuscito a dire fino animarsi solo quando ha parlato, con un odio pauroso, di questi poveri disgraziati che girano attorno a Lampedusa.

SALVINI E DI BATTISTA SONO PRIVI DI ATTRIBUTI

Ecco l’Italia. Quella di oggi infestata dalla scialorrea, sgradevole, e incapace di progettare un futuro e soprattutto lamentosa perché Di Battista e Salvini hanno in comune di essere “tragediatori”. Le colpe sono sempre di altri, loro sono la smentita vivente dell’essere umano di genere maschile, cioè con gli attributi, che si assumono la responsabilità e guardano in faccia il mondo. Sono un lamento continuo. Sono, come scrivevo all’inizio, la degenerazione finale di una dittatura troppo prolungato nel tempo di maschi privi umanità.

SERVIREBBE UNA LEGA DELLE DONNE

Le ragazze azzurre sono forza, allegria, dignità, coraggio. E lo sono quando giocano al calcio e quando te le trovi nelle redazioni, nelle università o centri di ricerca, o anche fra quelle che devono ancora trovare un lavoro. Se i maschi fossero seri dovrebbero salutare a centrocampo e portare negli spogliatoi i loro rappresentanti con una cassa di birre. Scrivo questo sapendo che mi si replicherà che i maschi non sono tutti uguali, che quelli di sinistra sono diversi. Tutte palle.

Se la politica italiana non si libererà da questi maschi, l’Italia sarà salivosa, scilarroica, piena di odio, vittimista e dissipatrice

L’unica autocritica che suggerirei ai miei amici non è di pentirsi di essere stati comunisti ma di essere stati maschi prepotenti, lo scrivo da etero irriducibile. Ecco se la politica italiana non si libererà da questi maschi, l’Italia sarà salivosa, scilarroica, piena di odio, vittimista e dissipatrice. Ma una Lega delle donne non si può fare? Farei un tifo bestiale.

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Commenti: 1

  1. le responsabilità di chi vince 26 Giugno 2019 16:44

    Giustissimo. Ci vorrebbe una via di mezzo, una donna che sia donna soltanto, un uomo che si accontenti di esser uomo. La clinton per esempio era eccessivamente donna, mentre trump è anche un po’ femmina e il popolo lo ha preferito.
    Questo giornale, che è libero perchè libera e indipendente è la sua proprietà, ha grandi potenzialità che aumenteranno di valore ne son certo in questi tempi in cui si ritorna al feudalesimo, fate parlare di più il direttore madron che ha un’ ottima penna ha visione ha una intelligenza viva e pulsante. Madron! Fai sentire la tua voce cazzo
    complimenti in bocca al lupo

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