Autonomia e dl sicurezza bis: le sfide di governo tra Salvini e Di Maio

Nuove schermaglie tra Lega e M5s. Il leader del Carroccio difende gli emendamenti al pacchetto sicurezza e minaccia la crisi.

12 Luglio 2019 09.16
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Sono tante le faglie di tensione tra Lega e M5s. Quella più calda, però, sembra essere quella del dl sicurezza bis. Intervenendo a Radio Anch’io, su Radio1, il vicepremier Matteo Salvini ha lanciato il suo aut aut all’alleato di governo: «Ci sono emendamenti per le forze dell’ordine bloccati alla Camera per scelta di alcuni 5 Stelle» e questo potrebbe essere un motivo di crisi. «Su questo», ha aggiunto, « davvero vado fino in fondo». «Mettere in ballo la qualità di vita e di lavoro delle forze dell’ordine non lo permetto, o su quello si trova l’accordo o non transigo». Una posizione ribadita anche qualche ora più tardi: «O passa questo testo o è un problema grosso per il governo». «O ci sono questi emendamenti o non si va avanti», ha ribadito Salvini aggiungendo a chi gli ha chiesto se il decreto rischia di saltare: «È una questione di principio».

LA BATTAGLIA SUGLI EMENDAMENTI

Per il leader del Carroccio la questione sta tutta negli emendamenti bocciati nelle commissioni che riguardano le forze dell’ordine: «Alcuni parlamentari e alcuni presidenti dei 5Stelle hanno bloccato emendamenti sul decreto sicurezza bis. Non fanno un dispetto a me, ma a Vigili del Fuoco, e uomini delle Forze dell’ordine», ha poi ribadito in un tweet.

LA RISPOSTA M5S: «FORZE DI POLIZIA USATE PER MINACCIARE IL GOVERNO»

«Da quel che vediamo le forze di polizia oggi sono state usate per pura campagna elettorale e a pretesto per minacciare la caduta dell’esecutivo. Non fa onore a una istituzione che invece le forze di polizia dovrebbe difenderle sempre», hanno commentato fonti M5s. E ancora: «Ai cittadini non interessano le polemiche, piuttosto ricordiamo che noi vogliamo risolvere veramente il problema del business dei migranti, per questo abbiamo presentato un emendamento che confisca immediatamente le navi delle Ong. Perché se vuoi fermare gli sbarchi, lo fai veramente con i fatti. Qui sembra che l’unico problema sia quello di cercare sempre consensi elettorali, sparando contro tutto e tutti. E questo non è un atteggiamento responsabile», ha risposto via Facebook il Movimento. «Capiamo», si legge ancora nel post, «le esigenze meramente propagandistiche, capiamo il problema dei finanziamenti dei fondi oscuri, ma dalla Lega ci aspettiamo sincerità. Dovrebbero dire sempre la verità ai cittadini. Punto. Lavoriamo bene e con la massima trasparenza. Sempre».

FRACCARO: «SALVINI LAVORI A UNA RIMODULAZIONE»

In difesa del Movimento è arrivato anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro che ha commentato la vicenda con un tweet: «Basta attacchi alle Camere: gli emendamenti al decreto Sicurezza, firmati anche dal M5s, vengono vagliati come da prassi e alcuni sono già stati riammessi. Salvini lo sa, lavori alla riformulazione dei testi invece di fare la vittima. Noi siamo al fianco delle forze dell’ordine».

SALVINI CANTA VITTORIA

In giornata il presidente della Camera, Roberto Fico, ha risposto a ricorsi sugli emendamenti, con lettera inviata ai presidenti delle Commissioni competenti alla Camera, riammettendo quelli che riguardano la Polizia di stato e il ministero dell’Interno, ma escludendo quelli per la polizia locale e i Vigili del fuoco. E poi con il passare del tempo sono stati riammessi anche questi ultimi, tanto da far esultare Salvini sui social: «Vittoria su tutta la linea! Grazie all’insistenza della Lega, sono stati riammessi tutti gli emendamenti a favore di Polizia e Vigili del Fuoco al Decreto Sicurezza: buono pasto, ore di straordinario, vestiario e uniformi, manutenzione di caserme, nuove sedi», ha scritto infatti il ministro dell’Interno.

Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul suo profilo Instagram, 12 luglio 2019.

LA FRECCIATA DI FICO

«Voglio essere chiaro: lavoro come ho sempre fatto senza guardare in faccia a nessuno. Il Parlamento è libero da ogni pressione e svolge la sua attività in piena autonomia. Sono davvero contento che ancora una volta lo abbia dimostrato. La Camera è infatti intervenuta per ovviare alle amnesie del ministro dell’Interno che si era dimenticato di prefetti, polizia e vigili del fuoco quando ha scritto il decreto Sicurezza», ha scritto su Facebook il presidente Fico.

DI MAIO: «PRONTO A INCONTRARE LA POLIZIA»

Il vicepremier Luigi Di Maio ha poi fatto sapere di essere pronto all’incontro coi vertici della polizia: «Non si cerchino pretesti per far cadere il governo», ha detto il ministro dello Sviluppo economico e del lavoro, «sono pronto a incontrare le forze di polizia e le rappresentanze sindacali per spiegare loro la verità sugli emendamenti al dl sicurezza bis. Conta la verità, non la propaganda. Invierò un invito formale in queste ore».

LA GARA CON LA LEGA SULLE FORZE DELL’ORDINE

In una successiva diretta Facebook, Di Maio ha dichiarato: «Oggi in Parlamento ci sono stati un po’ di problemi su emendamenti che riguardavano la polizia di Stato e i vigili del fuoco, ma per fortuna sembra che sia risolto tutto, perché la prima cosa è tutelare e garantire la sicurezza di chi garantisce la nostra sicurezza. Il nostro obiettivo è sempre difendere chi ci protegge e questo è fondamentale per uno Stato di diritto: far sentire e al sicuro gli uomini delle forze dell’ordine che ci proteggono». In un altro messaggio il vicepremier ha rilanciato l’idea delle tutele sindacali per le forze dell’ordine rivolgendosi direttamente alla Lega: «Lo dico alla Lega: credo che sia arrivato il momento di accelerare su questa proposta» di legge che garantisce alle forze militari, carabinieri o Gdf, le tutele minime sindacali.

IL PRIMO VOTO A FAVORE DEI POTERI DEL VIMINALE

Le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera hanno espresso il primo voto sul decreto sicurezza bis, bocciando gli emendamenti del centrosinistra (Pd, Leu e +Europa) che proponevano di abrogare il primo articolo, quello che attribuisce al Ministero dell’Interno il potere di impedire il passaggio e l’ingresso nelle acque territoriali delle navi delle Ong. A favore dell’emendamento il centrosinistra, contro la maggioranza di Lega e M5s, nonché Forza Italia e Fdi.

VERSO L’ESAME IN AULA IL 22 LUGLIO

Il presidente della Commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia ha annunciato che chiederà al presidente della Camera di far slittare l’approdo del decreto sicurezza bis in Aula dal 15 al 22 luglio.

NUOVO AFFONDO SULL’AUTONOMIA: «M5S CAPISCA»

L’altro grande tema che inaspirsce il contronto tra leghisti e grillini è quello dell’Autonomia, che l’11 luglio ha subito un’altra battuta di arresto. «L’Autonomia fa bene soprattutto a regioni del sud diminuisce sprechi, premia merito, chiede trasparenza e aiuta a governare meglio, speriamo gli amici dei 5Stelle se ne accorgano presto», ha twittato ancora Salvini. «Siamo pronti da mesi su Autonomia, sono fiducioso e spero che gli amici M5s lo capiscano e accelerino. Se non dovessero capirlo? Sono ottimista per natura. Testo è lì, è scritto. Sono estremamente paziente e porto avanti ciò che serve al Paese».

Non capiamo perché Salvini continui a dire sciocchezze e falsità riguardo agli emendamenti sul decreto sicurezza bis….

Publiée par MoVimento 5 Stelle sur Vendredi 12 juillet 2019

IL CASO ATLANTIA NEL SALVATAGGIO DI ALITALIA

C’è però un altro fonte che potrebbe scaldarsi: quello di Atlantia, la holding della famiglia Benetton che potrebbe partecipare al salvataggio di Alitalia. Parlando a Radio anch’io, Salvini ha ribadito che «Atlantia è un partner industriale serio che fattura miliardi, coinvolto nel caso di Genova e chi sbaglia paga fino in fondo, ma avere degli aerei che portano in Italia imprenditori e turisti è fondamentale e non si può dire no a prescindere a nessuno, ci sono in ballo 11mila posti di lavoro, sul lavoro non si scherza», ma proprio in virtù del caso Genova la questione potrebbe non andare giù a Di Maio, che però sul tema non si è ancora espresso.

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