Basta con la retorica della bella politica

La priorità ora è salvare l'Italia e mettere al sicuro imprese e famiglie. Per farlo la via è una: rispedire Salvini all'opposizione creando contro di lui una barriera costituzionale che lo emargini e che dica alla destra che quest’uomo, quando perderà ne avrà distrutto le radici per decenni.

17 Agosto 2019 15.59
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È finito il grande sogno della “bella politica”. Dopo la fine della Prima Repubblica ogni protagonista apparso sulla scena ha annunciato il cambiamento. Invece la “bella politica” non c’è mai stata e, tranne alcuni momenti, il cambiamento si è rivelato in peggio. Era “bella politica” quella che prometteva l’Ulivo prima di frantumarsi in modo suicida con la fine dell’esperienza Prodi e la non nascita del modello D’Alema. Era già finita con Silvio Berlusconi che pur attorniato da professori liberali si è invischiato in una polemica retrò su un comunismo inesistente, ha badato ai propri interessi, non ha fatto una sola riforma decente come ormai dicono anche i suoi estimatori di allora.

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L’INCOMPETENZA DI M5S E LEGA

Anche Walter Veltroni e il nuovo Pd non sono riusciti lasciare il segno. Matteo Renzi lo ha lasciato ma la maggioranza degli italiani ne ha percepito la fatuità, persino la prigionia dai vecchi dogmi liberisti in declino in tutto il mondo. Il Movimento 5 stelle e la Lega di Matteo Salvini sono state la principale manifestazione di una politica bruttissima, fatta da incompetenti, vanagloriosi, irrispettosi delle istituzioni, e, nel caso di Salvini, su filo della chiamata alla guerra civile.

NESSUNO HA PROPOSTO UN PROGETTO VERO DI RIFORMA

Oggi ogni recriminazione è priva di senso. Non c’è un protagonista della vita pubblica, fra gli imprenditori, i banchieri, i politici, i giornalisti, gli artisti e soprattutto i magistrati che non porti la sua colpa. Mi fanno pena quelli che l’avevano detto prima. Nessuno l’aveva detto prima, ovvero nessuno l’aveva detto accompagnando queste parole profetiche a progetti percorribili di riforma anche morale.

PER SALVARE L’ITALIA OCCORRE MANDARE SALVINI ALL’OPPOSIZIONE

Al punto in cui sono giunte le cose il minimo e il massimo che si può fare coincidono. Il tema è salvare l’Italia dalla guerra civile, mettere in sicurezza le famiglie e le imprese, dare sollievo ai più poveri, essere un attore internazionale meno ridicolo di come siamo diventati con l’uomo dei moijto. Questo passaggio cruciale si può fare solo mandando Salvini all’opposizione, creando contro di lui una barriera costituzionale che lo emargini e che dica alla destra che quest’uomo, quando perderà – e perderà – ne avrà distrutto le radici per decenni. La destra di domani farà la stessa fine che sta facendo la sinistra di oggi.

IL PD SI LIBERI DAI PROTAGONISMI COATTI

È per questa ragione che servono forze democratiche di ogni tipo e fra queste serve un Pd che si liberi dai protagonismi un po’ coatti. Serve solo serietà. Di fronte al fallimento di Salvini e di Luigi Di Maio, se torneranno insieme, potrebbe avere successo solo una grande forza seria, tenace e dalla schiena dritta che nulla conceda al conformismo dominante. Lasciate perdere quelli che “allora il Pd”, quelli che la sinistra “vive nei salotti”, quelli che ora scoprono la critica al liberismo. La loro è la ribellione degli scheletri. Serve gente viva che ammetta di aver sbagliato ma che sappia mettersi al servizio di un progetto. Tutti i grandi sogni retorici dal ’92 in poi sono falliti. Pensiamo alla realtà concreta. Per questo da non iscritto al Pd, da suo frequente antipatizzante, considero in questo momento responsabilità principale non indebolire questa forza. Si può stare più a sinistra. C’è sempre qualcuno che ti scavalca a sinistra. Poi gli passa.

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