Lo scontro sul decreto sicurezza bis tra Salvini e Di Maio

Lo scontro sul decreto sicurezza bis tra Salvini e Di Maio

Limitati i poteri di Toninelli, sui porti decide il Viminale. E poi inasprite le pene e le procedure per i reati di favoreggiamento di immigrazione clandestina, senza coinvolgere Bonafede. 

11 Maggio 2019 14.31

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Nuove puntate dello scontro Salvini-Di Maio. La principale sul decreto sicurezza bis annunciato dal leader della Lega, ma un altro fronte si apre ora sul conflitto di interessi per cui il capo politico dei grillini ha rilanciato la sua proposta e denunciato i contatti tra l'alleato di governo e Silvio Berlusconi. l Sulla sicurezza, Salvini promette: «Decreto in consiglio dei ministri in settimana». E Di Maio intanto ha attaccato: «Sono molto deluso, non c'è nulla sui rimpatri. Il tema non sono gli arrivi che abbiamo fermato. Sui migranti Salvini non può sempre dare la colpa ad altri. Non vorrei che il decreto sicurezza bis fosse un ennesima iniziativa per coprire il caso Siri».

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Già il primo decreto sicurezza firmato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini era stato al centro di un braccio di ferro con gli alleati M5S ed era stato firmato dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, con allegate alcune raccomandazioni. Ora il dl bis annunciato dal titolare del Viminale rischia di scatenare tensioni difficilmente componibili nella maggioranza. Gli uffici dell'Interno hanno scritto il testo e Salvini si è detto pronto a portarlo in un uno dei prossimi Consigli dei ministri. Dai Cinquestelle è arrivato però già lo stop, mentre dal Quirinale è facile attendersi un esame molto attento del provvedimento. A motivare il decreto, si legge nella bozza, la «straordinaria necessità e urgenza di prevedere misure volte a contrastare prassi elusive dei dispositivi che governano l'individuazione dei siti di destinazione delle persone soccorse in mare». Questi i punti più controversi.

I PUNTI DI SCONTRO DEL DECRETO SICUREZZA BIS

PER CHI SOCCORRE FUORI DALLE ALLE REGOLE: MULTA DA ALMENO 3.500 EURO A MIGRANTE

L'articolo 1 punta a colpire le ong, introducendo multe salate per chi soccorre in mare. Per chi non si attiene alle norme – in particolare per chi non si conforma alle istruzioni dello Stato responsabile dell'area d'intervento – la sanzione va da 3.500 a 5.500 per ciascuno dei migranti trasportati. Nei casi più gravi è prevista la revoca della licenza. Pene che sarebbero la 'soluzione finale' per l'attività delle navi umanitarie nel Mediterraneo.

MODIFICATO IL CODICE DELLA NAVIGAZIONE: MENO POTERI A TONINELLI PIÚ A SALVINI

L'articolo 2 ridisegna le competenze sul mare sottraendole al collega M5S Danilo Toninelli. Modificando il Codice della navigazione, infatti, si stabilisce che «il ministero dell' Interno può limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili o unità di diporto o da pesca nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica». La competenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti verrebbe così limitata alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell'ambiente marino.

FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: SÌ A INTERCETTAZIONI PREVENTIVE

Discussioni causerà anche l'articolo 3 che 'invade' il campo del guardasigilli Alfonso Bonafede quando modifica il codice di procedura penale estendendo ai reati associativi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sia la competenza delle procure distrettuali sia la disciplina delle intercettazioni preventive, con l'obiettivo di contrastare a monte l'organizzazione di trasporti di migranti irregolari.

CARCERE PER CHI USA SCUDI, PROTEZIONI O LANCIA FUMOGENI IN CORTEO

Ma non sono solo le misure sull'immigrazione a lasciar presagire accese discussioni tra gli alleati di Governo. Ci sono anche gli articoli che inaspriscono le sanzioni contro chi aggredisce le forze dell'ordine, trasformando attuali contravvenzioni in delitti. Chiunque utilizza scudi o altri oggetti di «protezione passiva ovvero materiali imbrattanti o inquinanti» per opporsi ad un pubblico ufficiale nel corso di manifestazioni è punito con la reclusione da uno a tre anni. Per chi poi «lancia o utilizza illegittimamente» razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, fumogeni o usa bastoni, mazzi o oggetti contundenti è punito con la reclusione da 1 a 4 anni.

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