Salvini sul futuro della Lega, magistratura e legge di bilancio

02 Settembre 2018 19.45
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Manovra, migranti e Lega. Sono stati i temi caldi dell'intervento del ministro dell'Interno Matteo Salvini dal palco del Berghem Fest di Alzano Lombardo. Il leader del Carroccio ha parlato degli ultimi sviluppi in arrivo dalla procura di Agrigento sul caso Diciotti che lo vede indagato, ma anche del futuro del suo partito.

«NON FACCIAMO POLITICA IN BASE A SOLDI E SENTENZE»

«Noi non facciamo politica in base ai soldi e alle sentenze di questo o di quel magistrato. Abbiamo un programma di governo e quello rispettiamo. A tasche piene o a tasche vuote, colpevoli o innocenti», ha detto il vicepremier a chi gli ha chiesto se lancerebbe un partito unico del centrodestra se il Tribunale del riesame di Genova dovesse accogliere la richiesta della procura di bloccare i fondi della Lega. «Dico con immenso affetto al Procuratore di Agrigento che se arriverà un'altra nave in un porto italiano farò esattamente quello che che ho fatto quest'estate, né più ne meno», ha ribadito Salvini, intervistato da Mario Giordano. «Sono arrivato a 45 anni per vivere un'estate incredibile. Mai avrei pensato nella vita di essere indagato per sequestro di persona», ha aggiunto.

«NUOVO PARTITO? IL NOME DELLA LEGA NON SI TOCCA»

Il ministro si è poi soffermato sulla grande questione del possibile scioglimento della Lega e la nascita di un nuovo partito. «No, il nome Lega non si tocca», ha tuonato durante la kermesse lombarda, «No. la Lega c'è e ci sarà, coi soldi o senza, con condanne o senza. Perché la Lega è il popolo e il popolo non lo ferma nessuno. Preferisco avere cervello pieno e le tasche vuote e non come il Pd che ha le tasche pieno e il cervello vuoto», ha aggiunto.

«SFIOREREMO APPENA IL TETTO DEL 3%»

Poi un passaggio sulla perpetua questione dello sforamento del tetto del 3%: «Il vincolo? lo sfioreremo dolcemente, come i leghisti sanno fare, senza superarlo». «Cercheremo di rispettare tutti i vincoli imposti dall'Europa, ma prima viene il benessere dei cittadini italiani, quindi che Dio ce la mandi buona», ha aggiunto. Salvini ha poi aggiunto che le possibilità di un ritorno alle urne nel 2019 sono «pochissime». «Se tutti mantengono gli impresi presi nei confronti degli italiani», ha aggiunto, «questo governo va avanti a lungo».

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