Il nervosismo di Salvini che si aggrappa affannosamente a Vannacci

Paolo Madron
12/01/2024

I 400 COLPI. Le Regionali sono imminenti e il Capitano tenta un disperato scambio tra Zaia e Solinas. Poi vanno preparate le liste della Lega per Bruxelles, e la frenetica rincorsa a Fratelli d'Italia moltiplica l’ansia di prestazione. Anche perché - per ora sottotraccia - la segreteria di Matteo è sempre più contestata. Ma candidare figurine mediatiche acchiappa-voto come il generale difficilmente lo salverà.

Il nervosismo di Salvini che si aggrappa affannosamente a Vannacci

Matteo Salvini è nervoso. E certo non per la nuova udienza del processo Open Arms per cui è pronto a essere ascoltato il 12 gennaio a Palermo, e che lo vede imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Lo è perché si avvicinano due date politicamente cruciali: a fine febbraio le Regionali in Sardegna, a giugno il voto europeo che sarà il banco di prova della sua sempre più contestata – anche se ancora sottotraccia – segreteria.

La Lega, messa all’angolo da Fdi, va verso la capitolazione

Sulla Sardegna la sua strenua difesa dell’attuale governatore Christian Solinas va verso la capitolazione. Giorgia Meloni l’ha messa giù dura e il suo candidato Paolo Truzzu, l’attuale sindaco di Cagliari, già si muove e si atteggia sicuro di essere il futuro presidente. Per uscire dall’angolo il capo della Lega prima ha chiesto a Solinas di rinunciare spontaneamente a correre, allettandolo col fatto che non mancheranno occasioni per compensare il nobile gesto. Poi ha spinto i suoi a proporre l’abolizione del tetto ai due mandati che, se mantenuto, costringerebbe l’anno prossimo Luca Zaia, la punta di diamante degli amministratori leghisti, a mollare la guida del Veneto. Quindi la proposta indecente è quella di un “Solinas per Zaia”, scambio oggettivamente impari per la diversa caratura dei due protagonisti al cui confronto il politico di Conegliano è un gigante.

Il nervosismo di Salvini che si aggrappa affannosamente a Vannacci
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Salvini per salvare la sua leadership ha spostato il partito più a destra

Lo Zelig del Carroccio mira così a prendere due piccioni con una fava: giustificare agli occhi dei suoi che il sacrificio del sardo val bene una messa, togliere di mezzo il competitor interno più pericoloso, che di fronte a un risultato deludente alle Europee (dove, ricordiamolo, la Lega deve misurarsi con l’irraggiungibile 34 per cento del 2019 che ne fece di gran lunga il primo partito italiano) potrebbe insidiargli la leadership. Anche perché, nello scomposto tentativo di rubare consensi, Salvini ha spostato la Lega più a destra di Fratelli d’Italia, rinnegando la vocazione federalista per trasformarla in una reazionaria Vandea.

Il nervosismo di Salvini che si aggrappa affannosamente a Vannacci
Il generale Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Figurine mediatiche come il generale Vannacci basteranno a salvarlo?

Tutto questo, visto che le Regionali sono imminenti e ci sono da preparare le liste per Bruxelles, lo sta spingendo a una frenetica rincorsa che moltiplica in lui l’ansia di prestazione. La cui manifestazione più evidente è la spasmodica ricerca di figurine mediatiche sulla carta in grado di portargli voti. In questo senso l’acchiappo più importante dovrebbe essere quello di Roberto Vannacci, il generale che coi suoi libri (ne ha in preparazione un secondo) e le sue conferenze ha coagulato il consenso di quelli scandalizzati che il mondo vada all’incontrario e vogliono arginarne la deriva libertina. Salvini che si affida a Vannacci è come il naufrago che per non annegare si aggrappa al suo salvatore. Il rischio più che possibile – e, passando dai fatti alle opinioni, anche auspicabile – è che affoghino entrambi.