Da Trump a Salvini, viviamo l’epoca dei finti maschi pavidi

Siamo di fronte, in occidente, al prevalere non del potere maschile, ma della sua forma degenerata, priva di cultura, senza idealità, persino senza orgoglio di genere.

28 Giugno 2019 09.47
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La storia del potere è una storia maschile. Se guardiamo le facce di Donald Trump e di Matteo Salvini o di altri leader maschi del sovranismo mondiale possiamo dire che queste rappresentano la degenerazione finale del potere maschile, il suo ultimo stadio, il punto di non ritorno.

Non so spiegare in modo scientifico questa affermazione che nasce da una lettura oggettiva di quel che abbiamo visto e vissuto in tempi recenti. La crisi dei primi del Novencento con l’avvento delle grandi dittature di massa ha confermato questo dato di genere. Dovunque si affermava il potere dittatoriale c’era un figura maschile, esasperata nei suoi tratti di genere.

Il comunismo è stato dominato dai maschi. La destra nazista e fascista anche

Il comunismo è stato dominato dai maschi. La destra nazista e fascista anche. Quest’ultima presentò anche una torsione particolare perché mentre era visibilmente maschile la leadership mussoliniana, è sempre stata sessualmente ambigua quella hitleriana. Gli anni della democrazia sono stati anni in cui il potere maschile è rimasto non scalfito tranne in alcune realtà di fronte all’emergere di grandi figure femminili, da Indira Gandhi a Golda Meir. Ma la prevalenza dei maschi è stata ininterrotta.

OGGI ASSISTIAMO ALLA DEGENERAZIONE DEL POTERE MASCHILE

Oggi, questa è la tesi che espongo con brutale franchezza, siamo di fronte, in occidente, al prevalere non del potere maschile ma della sua forma degenerata. Se così si può dire, siamo di fronte a un potere maschile che rivela in modo esemplare la propria fragilità e contempraneamente il proprio ricatto nel mondo. È un potere maschile privo di cultura, senza idealità, persino senza orgoglio di genere. Se solo pensiamo ad alcune figure che sembrano prevalenti sulla scena mondiale si resta allibiti.

Da sinistra, Vladimir Putin e Donald Trump.

Con Vladimir Putin prevale l’antico potere maschile perverso. Con Trump abbiamo al comando della prima potenza mondiale una figura maschile sessualmente incerta, malgrado le accuse che molte donne gli hanno rivolto di violenza sessuale (appunto!), capricciosa, senza vigore e puramente vendicativa verso chi non può difendersi. Nei film americani sul Ku klux klan abbondavano qeste figure di bianchi violenti, ubriachi, legati da vincoli amicali definiti dalla violenza, visibilmente sessualmente impotenti.

SALVINI È IL MASSIMO ESEMPIO DEL DECLINO MASCHILE

In Italia, dove le cose le facciamo in grande, abbiamo un partito che il gossip parlamentare racconta essere dominato da una lobby gay, talvolta opportunisticamente nascoste da finti amori etero, e abbiamo un altro partito che ha al suo vertice la più femminilizzata figura maschile. Penso a Salvini. Quando parlo di una femminilizzazione della figura maschile non intendo fare un complimento. Non siamo di fronte a un potere maschile che si avvale delle virtù del genere feminile. Siamo, invece, di fronte a una femminilizzazione caricaturale che rende la figura maschile prevalente capricciosa, stizzita, imprevedibile come nelle narrazioni del femminile di fine secolo.

Questo potere maschile degenerato ha perso ogni identità di genere e ne ha sussunto una indefinita

Trump e Salvini, per parlare solo di loro due, sono ineluttabilmente il simbolo della crisi del potere maschile e al tempo stesso la prova che questo potere maschile degenerato ha perso ogni identità di genere e ne ha sussunto una indefinita. Però violenta, isterica, cattiva con gli “ultimi” e indifferente al femminile. Hanno le stesse caratteristiche anche coloro che in televisione adulano queste leadership del declino maschile. Non faccio nomi, ma ciascuno di voi sa a chi mi riferisco.

SERVE UNA GRANDE RIVOLUZIONE FEMMINILE

È per queste ragioni, che potrei illustrare con molti altri argomenti che richiederebbero molto più spazio, che il contrasto del potere maschile degenerato può venire solo dalla crescita del potere femminile oggi allo stato nascente. Solo una grande rivoluzione femminile può portare in occidente una boccata di ossigeno, una vitalità nuova, una fuoriuscita dalle meschinità che il potere maschile degenerato sta creando. Questo vale anche per la sinistra, distrutta da tanti errori ma soprattuto dal fatto di essere stata guidata da maschi che hanno fatto prevalere l’ affermazione di sé, «io sono più forte di te», sull’interesse generale. Fuori anche loro. Tutti.

AL POTERE FINTI MASCHI PAVIDI

Il paradosso di questa epoca è che comandono finti-maschi che del genere maschile hanno preso tutti i difetti e nessuna qualità, che si esprimono nel comando con la brutalità del potere chiuso in se stesso, autosufficiente, privo di contatti con l’altro da sé. Eppure è un potere pavido che una giovane capitana coraggiosa mette in crisi. L’immagine di questa ragazza alla guida della nave confrontata con quella sudaticcia di un ministro protetto da poliziotti maschi che le inveisce contro dà il segno dei tempi miserabili: l’ultimo respiro di un potere maschile in agonia.

La capitana della Sea Watch Carola Rackete.

A me interessa poco sapere quanti ministri del M5s sono omosessuali, privi del coraggio di fare coming out. Ognuno getsisce la propria sessualità e la pubblicità di essa come gli pare. So però che i maschi che stanno prevalendo sono il cascame mondiale del maschilismo, il frutto degenere di un potere che non ha più argomenti, che non ha più cultura, che vuole solo, attraverso la paura, resistere. Potremmo dire, con brutale franchezza, che questo potere è nelle mani di incerte figure maschili, cioè, per capirci, di maschi di merda.

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Commenti: 2

  1. la nostra piccola giaele, la ragazza olandese che ha sbeffeggiato quel signore che fa il ministro viene dall’olanda che è uno dei paesi europei con la più antica e prestigiosa tradizione democratica al mondo.
    Andassero a quel paese ad imparare, peppino non perdere tempo appresso a questi drammetti senza morale. Iniziamo tutti quanti un’opera di radicale indifferenza verso il superfluo.

    La magnifica golda meir, si dice abbia detto
    non siate umili, non siete abbastanza per esserlo

  2. Interpretare i tempi in questi termini, con concetti ormai frusti e venuti a noia come il disprezzo di sé denota solo mancanza di originalità.

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