Salvini e Di Maio litigano anche sul rapporto con Mattarella

Salvini e Di Maio litigano anche sul rapporto con Mattarella

Il ministro dell'Interno replica al capo grillino che lo ha accusato di creare una crisi istituzionale sul decreto sicurezza. «Io non ho mai chiesto l'impeachment». 

22 Maggio 2019 06.28

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Non si allenta la tensione intorno al dl sicurezza bis, soprattutto alla luce dei dubbi del Colle. Intorno all'ora di pranzo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul tavolo a tre giorni dalle elezioni Ue ci sono diversi temi dell'agenda politica tra cui il decreto sicurezza rinviato nell'ultimo Cdm e proprio su quest'ultimo punto sembrano esserci le tensioni maggiori.

SALVINI CONVINTO DELL'APPROVAZIONE

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato di aspettarsi l'approvazione in consiglio dei ministri del decreto sicurezza bis. «È quello che mi aspetto, dato che ho fatto le correzioni richieste. Ho fatto notte per arrivare a un testo che venisse incontro a quanto mi veniva segnalato. Non mi lamento: è il mio lavoro. Ma se il Consiglio non ci fosse, vorrei quanto meno sapere il perché», ha dichiarato al quotidiano di via Solferino l'inquilino del Viminale. Ma sullo sfondo del cdm prosegue la ormai costante battaglia in vista del voto per le Europee con l'alleato di governo, una battaglia che è arrivata a coinvolgere non solo ministeri come quello della Difesa, ma direttamente i massimi vertici dello Stato fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L'asse tra Conte e Mattarella che fa paura a M5s e Lega

Non a caso proprio sul decreto sicurezza bis, il leader del M5s Luigi Di Maio ha detto di temere che «qualcuno voglia scatenare una guerra con un’altra istituzione», facendo replicare duro a Salvini: «Ma figuriamoci… Io ho sempre avuto il massimo rispetto di tutte le istituzioni. Non ho certamente mai chiesto l’impeachment del presidente della Repubblica. Io ho fatto i compiti, i 18 articoli del decreto inclusa la norma transitoria sono stati corretti e ci sono le risorse. Sono finanziati da 30 milioni di euro integralmente coperti da fondi del ministero dell’Interno». Una doppia stoccata visto che proprio il 21 maggio il ministro delle Finanze Giovanni Tria aveva spiegato che per dare il semaforo verde al decreto famiglia voluto dal capo grillino mancava un requisito fondamentale: le coperture finanziarie. E sempre sul garbo istituzionale, il Corriere ha chiesto a Salvini se non fosse rimasto deluso dal fatto che tolto il presidente della Camera Roberto Fico, dai 5 Stelle non sia arrivata la solidarietà per la pallottola speditagli come minaccia. «Mi ha subito mandato un messaggio il presidente Conte. Molto carino e molto gentile. Io l’ho preso come una manifestazione a nome di tutto il governo», ha concluso.

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