Come è andata la manifestazione sovranista di Milano

Come è andata la manifestazione sovranista di Milano

Salvini ha lanciato la volata per le Europee dal palco in piazza Duomo. Con lui membri di 11 partiti stranieri, tra cui l'Fpö scosso dal caso Strache. «Insieme per cambiare l'Europa».

18 Maggio 2019 19.03
Like me!

È stato un sabato 18 maggio infuocato per Milano. E non per merito delle temperature, decisamente freddine per la media stagionale. Quanto piuttosto per la manifestazione sovranista che si è consumata in piazza Duomo e organizzata dalla Lega di Matteo Salvini.

Leggi anche: Le cose da sapere sulla manifestazione sovranista di Milano

«Qui non ci sono fascisti. Gli estremisti stanno a Bruxelles, sono quelli che hanno governato 20 anni l'Europa in nome della precarietà e della povertà. Il 26 maggio possiamo cambiare l'Europa». Il messaggio dal palco di Milano di Salvini è forte e chiaro: alle Europee votate Lega e i suoi alleati sovranisti. Che in piazza duomo erano rappresentati da 11 capi di partiti esteri, Marine Le Pen su tutti. E proprio la guida del Rassemblement national ha arringato la folla parlando di pieno sostegno alla linea politica della Lega: «Viviamo un momento storico e voi potrete dire ai nipoti 'io c'ero'. Un momento che aspettavamo da tanto tempo e che finalmente si realizza sotto il cielo d'Italia. Il momento in cui uniti daremo a tutta Europa il segnale della resistenza, della speranza e della riconquista».

GLI ALTRI SOVRANISTI PRESENTI A MILANO

Prima di lei hanno parlato i capoccia della destra sovranista europea. George Meuthen di Alternative fur Deutschland (Afd) ha rievocato la «fortezza europea», termine che affonda le sue radici negli anni della Seconda guerra mondiale e che si riferiva alle aree dell'Europa continentale occupate dalla Germania nazista. L'olandese Geert Wilders ha ripetuto più volte lo slogan «basta immigrazione, basta Islam». Mentre lo slovacco Boris Kollar, leader del partito Sme Rodin, vede in Salvini «l'uomo capace di risolvere il problema degli immigrati e aiutare chi ne ha bisogno». Presente anche l'Fpö scosso dal caso Strache.

SALVINI ELENCA I NOMI DEI NEMICI DELL'EUROPA

Il 2019 per Salvini è e «sarà un momento storico per liberare il continente dall'occupazione abusiva organizzata a Bruxelles da molti anni. Chi ha tradito l'Europa, il sogno dei padri fondatori, di De Gaulle e De Gasperi? I Merkel, i Macron, i Soros, gli Juncker, che hanno costruito l'Europa della finanza e dell'immigrazione incontrollata». Per poi aggiungere di voler cacciare la sinistra dopo anni di governo insieme ai popolari.

I FISCHI AL PAPA E L'APPELLO AI SANTI E ALLA MADONNA

Ma nel corso del comizio ci sono stati anche fischi nei confronti di papa Francesco, poi condannati in un secondo momento, quando Salvini ha spiegato che «il governo sta azzerando i morti nel Mediterraneo, con orgoglio e spirito cristiano. Se la Lega sarà primo partito porteremo le nostre politiche in tutta Europa e non entrerà più nessuno». E proprio a Bergoglio il leader leghista ha voluto contrapporre i predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, con la loro difesa delle radici cristiane dell'Europa. Poi l'appello ai santi, lo sguardo alla Madonnina del Duomo e il riferimento al rosario.

ALCUNI CONTENUTI POLITICI

Ma non è solo sull'immigrazione che Matteo Salvini basa la sua campagna elettorale. Sì perché il ministro dell'Interno ha anche dichiarato di essere pronto a «dare la vita per l'Italia. Non mi fermo davanti a niente e nessuno». Una promessa suffragata dalla convinzione di «essere nel giusto». Ma c'è anche la consapevolezza di voler andare avanti «altri quattro anni con l'attuale governo insieme al Movimento 5 stelle. Poi la promessa: «L'abbassamento delle tasse è importante. Ne proporremo una al 15% per tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *