Contestazioni a Milano contro Salvini e i sovranisti europei

Contestazioni a Milano contro Salvini e i sovranisti europei

Cortei, striscioni appesi fuori dai balconi, cori e fischi. Nel capoluogo lombardo, oltra a quella della Lega, è andata in scena anche un'altra manifestazione: quella contro il ministro dell'Interno.

18 Maggio 2019 15.07

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Nel giorno in cui la Lega ha portato in piazza Duomo a Milano il suo popolo, gli oppositori di Salvini non sono stati a guardare. Ed ecco che a pochi isolati di distanza da dove andava in scena l'adunata leghista si è tenuto il controcorteo Gran galà del futuro terminato in piazza Cairoli. L'evento è stato organizzato da numerose associazioni «per dire "no" al ritorno dei nazionalismi e di ogni forma di fascismo in Europa e nel mondo».

MILANO PROTESTA CONTRO SALVINI E I SOVRANISTI

Ma non è questa l'unica protesta organizzata contro il raduno leghista, visto che già da giorni sono comparsi diversi striscioni anti Salvini per le "balconiadi" promosse dai Sentinelli di Milano che hanno chiesto di «scatenare la creatività, ma con quella leggerezza che non la darà vinta a chi vorrebbe sfruttare ogni cosa a suo vantaggio». Tra questi ne è stato notato uno che recitava: «49 milioni di balconi. Vigili del Fuoco professionisti del soccorso non della propaganda. Salvini togli anche questi». Lo striscione, appeso su un palazzo sotto la bandiera italiana e quella europea, è stato firmato dalla Cgil Vigili del Fuoco di Milano. Si tratta di una chiara risposta dopo le polemiche nate a causa della rimozione, da parte dei pompieri, di uno striscione a Brembate in cui era scritto «Salvini non sei il benvenuto».

LO STRISCIONE RESTIAMO UMANI IN PIAZZA DUOMO

Durante il comizio dei leader sovranisti in piazza Duomo a Milano è stato anche srotolato uno striscione di circa cinque metri per uno con la scritta 'Restiamo umani' in italiano e in inglese. Dal balcone da cui è stato srotolato è comparso un uomo vestito da Zorro – chiaro riferimento a quanto scritto nel libro sul leader leghista – con una spada di plastica in mano. Lo striscione è stato in seguito rimosso. Proprio come quello sventolato da due donne fuori dalla fermata della metropolitana in zona Duomo. Le due contestatrici hanno mostrato per qualche minuto il lenzuolo, poi due agenti della Digos le hanno allontanate dopo essersi fatte consegnare l'asta di legno con cui sorreggevano il lenzuolo dove c'era scritto: «Milano città aperta».

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