Peppino Caldarola

Il capo delle Forze armate è Salvini o Mattarella?

Il capo delle Forze armate è Salvini o Mattarella?

Il leader della Lega pretende, fra una pizza e una birra, di dare ordini anche ai militari. Ha commesso una violazione costituzionale che apre uno scontro istituzionale di eccezionale gravità.

17 Aprile 2019 07.44

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Eviterei di baloccarsi ancora con le definizioni e soprattutto su quella se Matteo Salvini sia o no un fascista. Ciascuno di noi ha già la propria risposta e l’insulto pubblico non aggiunge niente al dibattito politico.

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Lo scontro fra il ministro degli Interni e i vertici della Difesa appartiene a un'altra categoria di “lite”. È uno scontro istituzionale di eccezionale gravità che investe direttamente il capo dello Stato Sergio Mattarella che è anche il capo delle Forze Armate. Salvini pretende, fra una pizza e una birra, di dare ordini non solo alle forze di sicurezza ma anche allo Stato maggiore dell'esercito. È del tutto evidente che non può farlo. È del tutto evidente che la sua decisione di inviare la propria direttiva alle Forze Armate configura un reato ministeriale e, se reiterato, una violazione costituzionale.

SALVINI PIÙ CHE GOVERNARE VUOLE INCENDIARE L'ITALIA

Perché lo fa? Salvini se è fascista è uno strano fascista. Vuole il potere, vuole annichilire l’avversario ma non fa nulla, al contrario dei fascisti veri arrivati al governo, per placare la società che gli è avversa e anche gli apparati che gli sono ostili. Li provoca, li sfida, crea occasioni di rissa da cortile. Il capo della Lega con tutta evidenza non sa e non vuole governare. Un suo eventuale premierato si scontrerebbe con la necessità che qualunque premier ha di fronte a sé di mediare, di comporre, di cercare nuovi interlocutori. Il vicepremier forse dice, come ai tempi che gli piacciono, un «me ne frego» che sa tanto di impotenza (parlo qui solo di cose politiche), di impossibilità a desiderare una carica che non saprebbe come onorare.

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I SEGUACI DEL LEADER DELLA LEGA SONO DEGLI ILLUSI

Il quadro italiano è, quindi, composto da una classe dirigente in cui c’è un premier reale che si sta rivelando un furbo navigatore, un vicepremier che non ne azzecca una, e un altro vice-premier che si occupa di incendiare il Paese e di bastonare i pompieri che cercano di spegnere il fuoco. L’elettorato leghista e di destra segue il suo leader perché è convinto che sia iniziata la marcia su Roma e che finita questa fase arrembante, l’uomo tutto pizza e birra sarà capace di cacciare tutti i "negri", di deportare tutti i rom, di schedare gli omosessuali, di cercare addirittura di intralciare papa Francesco e quindi di dedicarsi, in una società completamente ripulita etnicamente (ma lo sa il ministro pizza e birra quante etnie vivono italianamente da secoli in Italia?), al governo dell’economia. Questi poveracci che accorrono in soccorso del vincitore faranno la stessa fine di quelli che sono andati in soccorso di Luigi Di Maio. Se la prenderanno in saccoccia, come si dice a Roma. Purtroppo sarà tardi. Il Paese sarà quasi morto. Per fortuna abbiamo Mario Draghi libero da impegni.

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