Salvini alla conquista del Molise: «Liberiamolo dal Pd»

Redazione
28/03/2018

«Così come il 4 marzo abbiamo mandato a casa il governo Renzi, il prossimo 22 aprile mandiamo a casa il...

Salvini alla conquista del Molise: «Liberiamolo dal Pd»

«Così come il 4 marzo abbiamo mandato a casa il governo Renzi, il prossimo 22 aprile mandiamo a casa il governo del Pd del Molise. Così la sinistra verrà dimenticata anche qui e di rosso resterà solo il colore del vino»: Matteo Salvini si è ritagliato qualche ora dalle trattative per il governo nazionale e le schermaglie con gli altri partiti per piombare in quella che potrebbe essere la prima regione del sud con la Lega al potere insieme al centrodestra. E per far capire quanto ci tenga, Salvini contesta l'assioma del 'Molise piccola regione'. L'occasione è ghiottissima, accarezza la folla e spiega che «il Molise sarà anche piccolo ma voi non rassegnatevi mai, perché in realtà le regioni piccole non esistono e non ci sono regioni che contano meno delle altre. La Lega magari promette poco ma mantiene», ha detto dal palco di un breve comizio, «e noi nel Nord governiamo bene, non come qui il Pd: noi gli ospedali li apriamo, mica li chiudiamo come ha fatto la giunta di sinistra. E in una giunta di centrodestra noi della Lega saremo i garanti di queste proposte».

ALLE POLITICHE 44% AL M5S. Il derby in Molise è la fotocopia delle diatribe nazionali di queste ore: il M5s alle politiche del 4 marzo ha preso il 44,8% dei voti, il centrodestra al completo poco meno de 30%, più staccato il Pd che per le regionali del 22 aprile ha ricucito i rapporti con la sinistra di Leu. Ed è per questo che oggi il candidato del centrosinistra, l'assessore uscente Carlo Veneziale, ha provato ad attaccare frontalmente sia i grillini che il centrodestra, additando quanto accade in questi giorni a Roma come segno di doppiezza politica dei grillini e del centrodestra «i molisani sono stanchi della politica improvvisata a mezzo blog. Sono stanchi della politica che promette e non mantiene. Sono stanchi dei videocrati, di Berlusconi, ma sono stanchi e arrabbiati anche con i comici, con Grillo, che prometteva il cambiamento e che invece ha fatto un accordo politico con Berlusconi, come abbiamo visto con la recente elezione dei presidenti delle Camere».

LA SANITÀ AL CENTRO. Ma è la sanità il tema forte di questa campagna elettorale e Veneziale in mattinata lo aveva ammesso: la sua giunta è stata contestata, ma se il centrosinistra vincerà «mai più tagli alla sanità, alla gestione ordinaria e invece più investimenti su salute, lavoro e viabilità», perché «i tagli ce li hanno imposti quelli del centrodestra con le loro politiche sciagurate». «Dobbiamo rilanciare la sanità pubblica di qualità», ha insistito, «i tagli li abbiamo subiti, non imposti, ma sui diritti costituzionali incomprimibili alla salute e alla mobilità non ci possono essere altri tagli: oggi abbiamo la possibilità di investire sulla sanità pubblica di qualità». Ma c'è un convitato di pietra, il M5s, che oggi ha incontrato gli imprenditori turistici molisani per spiegare come il turismo debba essere il nuovo motore del Molise.

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