Gli aggiornamenti sulla nave Sea Watch del 27 giugno

Redazione

Gli aggiornamenti sulla nave Sea Watch del 27 giugno

L'imbarcazione dell'Ong tenta di entrare nel porto di Lampedusa, ma viene bloccata dalle autorità italiane. Si cerca un accordo diplomatico con Olanda e Germania e altri Stati dell'Unione.

27 Giugno 2019 07.58
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Potrebbe essere a un punto di svolta la situazione della Sea Watch 3. La nave dell’Ong tedesca battente bandiera olandese e con 42 migranti a bordo da 14 giorni il 26 giugno ha forzato l’alt delle autorità italiane e 24 ore dopo si trova ancora a circa un miglio dalla banchina di Lampedusa, senza un porto dove attraccare. Al momento, né Guardia costiera né Guardia di finanza hanno ricevuto indicazioni affinché la situazione possa sbloccarsi rapidamente.

Ma la comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, parlando con i giornalisti a bordo, non ha nascosto uno spiraglio di ottimismo. «Vedremo cosa succede, ma ci hanno promesso una soluzione rapida». «La situazione a bordo è peggiorata», ha aggiunto, «abbiamo gente che ha detto che si vuole buttare a mare, dobbiamo entrare in porto per prevenire i problemi. Abbiamo aspettato che il governo si prendesse le sue responsabilità, ma finora hanno guardato i documenti senza darci risposte».

ALLA RICERCA DI UN ACCORDO DIPLOMATICO CHE COINVOLGA OLANDA E GERMANIA

Matteo Salvini ha parlato di atto ostile e ha chiesto che venga emesso un ordine di arresto per la comandante Rackete. Sul molo sono schierati i Carabinieri e Palazzo Chigi sta verificando un’eventuale condotta omissiva dei Paesi Bassi, ma quello che si cerca è soprattutto un accordo diplomatico a livello europeo per la ridistribuzione dei profughi. E tuttavia il commissario alle migrazioni Dimitris Avramopoulos ha dichiarato da Bruxelles che un’intesa può venire solo dopo lo sbarco, non prima. Insomma, lo stallo più completo.

O LA VIA DIPLOMATICA O IL SEQUESTRO

Le soluzioni possibili, scartando ovviamente l’ipotesi che la Sea Watch si allontani da Lampedusa alla ricerca di un porto diverso, sono al momento due: quella prospettata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, vale a dire un accordo ‘diplomatico’ con l’Ue per la redistribuzione dei 42 migranti che coinvolga Olanda e Germania, o un provvedimento di sequestro della polizia giudiziaria o dell’autorità giudiziaria che, come già avvenuto proprio per la Sea Watch, ma anche per la nave di Mediterranea Saving Humans ‘Mare Ionio‘, consentirebbe di far arrivare l’imbarcazione in porto e far scendere i migranti. Al momento però, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, non è stata formalizzata alcuna denuncia né nei confronti della capitana, che rischia oltre all’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina anche la contestazione del reato di mancato rispetto dell’ordine di arrestare l’imbarcazione da parte di una nave da guerra come già successe per comandante e capo missione della Mare Ionio.

LA CRISI IN DIRETTA

17.06 – SEA WATCH: «PROBABILMENTE LA SITUAZIONE SI STA SBLOCCANDO»

«Probabilmente la situazione si sta sbloccando» Così Sea Watch in un tweet, dove viene postato anche un video della visita a bordo degli uomini della Guardia di finanza mentre parlano con la comandante Carola Rackete.

16.55 – L’OLANDA: «NON SIAMO OBBLIGATI AD ACCOGLIERE MIGRANTI»

«Come il governo olandese ha affermato da tempo, comprendiamo le preoccupazioni dell’Italia e riconosciamo i suoi sforzi nel frenare la migrazione incontrollata verso l’Ue. È anche noto che il governo condivide le preoccupazioni riguardo alle azioni della SeaWatch 3», ma mentre i Paesi Bassi si assumono la responsabilità sul fatto che la barca batte bandiera olandese, «ciò non significa che prenderemo anche i migranti». È quanto ha detto il ministro olandese delle Migrazioni, Ankie Broekers-Knol, in risposta alle dichiarazioni di Matteo Salvini.

16.30 – DELEGAZIONE DI PARLAMENTARI A BORDO CON LA GDF

Una delegazione di parlamentari è appena salita a bordo della Sea Watch per incontrare i volontari della ong ed avere un quadro più chiaro della situazione: ci sono Graziano Delrio, Matteo Orfini e Davide Faraone del Pd, Riccardo Magi dei Radicali e Nicola Fratoianni (Sinistra italiana). Sulla nave sono presenti anche uomini della Guardia di finanza per ulteriori controlli e verifiche.

15.49 – LA SEA WATCH HA PROVATO A ENTRARE MA È STATA BLOCCATA

La Sea Watch ha provato ad entrare nel porto di Lampedusa ma è stata bloccata dalle autorità italiane. «Questa mattina», ha informato la portavoce della ong, Giorgia Linardi, «la nave ha comunicato con le autorità informandole che erano trascorse ormai 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che la ha costretta all’ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non avendo ricevuto nessuna comunicazione o assistenza, ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori. La nave ora è ferma a un miglio dall’ingresso nel porto».

15.19 – LA SEA WATCH SI AVVICINA AL PORTO

La Sea Watch 3 si è mossa avvicinandosi ulteriormente al porto di Lampedusa. Ora, a quanto si può verificare, si trova a circa 500 metri da terra. Accanto alla nave ci sono una motovedetta della Guardia di finanza ed una della Guardia costiera.

14.00 – LA ONG PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA DI AGRIGENTO

La Sea Watch ha presentato un esposto alla procura di Agrigento affinchè si valutino «eventuali condotte di rilevanza penale» da parte delle «autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso» e per chiedere che venga valutata «l’adozione di tutte le misure necessarie» per consentire lo sbarco dei migranti «e porre fine alla situazione di gravissimo disagio» a cui sono sottoposti. L’esposto è stato presentato dagli avvocati Alessandro Gamberini e Leonardo Marino.

13.43 – CONTE: «COMPORTAMENTO DEL COMANDANTE INAUDITO»

«Il comportamento del comandante della Sea Watch è di una gravità inaudita». Ha detto il premier Giuseppe Conte da Osaka, rispondendo ad una domanda sulla decisione del comandante della nave di entrare nelle acque italiane nonostante i divieti. «A questo punto», ha precisato, «la responsabilità non è più della politica ma della magistratura italiana».

13.40 – COMMISSIONE UE: «COORDINIAMO GLI SFORZI DI SOLIDARIETÀ TRA I PAESI»

«Siamo stati invitati a coordinare gli sforzi di solidarietà fra gli stati membri ed è quello che stiamo facendo, parliamo con tutti gli Stati membri per cercare di trovare una soluzione e capire quali e quanti fra gli stati membri sono intenzionati ad accogliere i migranti». Così una portavoce della Commissione europea sulla situazione della Sea Watch. «Ma come ho detto ho già detto questa solidarietà e ricollocamento sono possibili solo dopo lo sbarco», ha aggiunto precisando che la Commissione «segue la situazione da vicino».

12.33 – AVRAMOPOLOUS: «SERVONO SOLUZIONI STRUTTURALI»

«Occorrono soluzioni strutturali, basate su responsabilità condivisa e solidarietà ed in stretta collaborazione con i nostri partner sull’altro lato del Mediterraneo», ha aggiunto il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos.

12.22 – « GLI STATI UE MOSTRINO SOLIDARIETÀ»

«Rivolgo un appello agli Stati membri a mostrare solidarietà. Continueremo a restare al fianco dell’Italia e a tutti gli Stati membri sotto pressione» ga dichiarato il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos all’ intervenendo sulla vicenda della Sea Watch, che ribadisce: «È solo attraverso un approccio europeo congiunto, mano nella mano» con i Paesi Terzi, «che saremo capaci di trovare soluzioni reali».

12.08 – UE: «SOLUZIONE POSSIBILE SOLO DOPO LO SBARCO»

«La Commissione Ue è coinvolta da vicino nel coordinarsi con gli Stati membri per trovare una soluzione per ricollocare i migranti della Sea Watch 3 una volta sbarcati», ha dichiarato il commissario Ue Dimitris Avramopoulos che evidenzia: «alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà» ma «la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Per questo spero che l’Italia, in questo caso, contribuisca ad una veloce soluzione per quanti sono a bordo»

11.54 – TONINELLI: «PER CHI VIOLA LA LEGGE PORTI CHIUSI»

Per chi viola la legge i porti sono chiusi e rimarranno sempre chiusi”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli interpellato sulla Sea Watch a margine di un evento di Fs. “Tutti i paesi devono rispettare la legge. In questo caso non hanno rispettato il coordinamento dell’operazione e hanno violato il diritto internazionale della navigazione”, ha aggiunto.

11.05 – «BUONGIORNO UE, NON POSSIAMO PIÙ ASPETTARE»

«Buongiorno Ue. Ieri, a causa di un’emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la Guardia di finanza sono stati a bordo. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare. La disperazione delle persone non è qualcosa con cui giocare». Lo scrive la ong tedesca Sea Watch in un tweet, mentre la nave è ferma da ieri appena fuori dal porto di Lampedusa col divieto di sbarcare.

10.35 – DONAZIONI A QUOTA 36.602 EURO

Hanno raggiunto quota 36.602 euro le donazioni alla Sea Watch che ha lanciato la campagna “Aiutaci a salvare vite”. Sono 1.101 finora i sostenitori della ong tedesca, quando mancano 74 giorni alla conclusione della campagna. L’obiettivo, spiega la ong, «è sostenere Sea Watch per aiutarci a essere dove c’è bisogno di soccorrere, per restare in mare e continuare a salvare vite ottemperando al diritto del mare”. Si possono donare da 5 euro (cibo e bevande per una persona soccorsa) a 25mila euro (rifornimento di un pieno di carburante per un mese). Sea-Watch, informa, “nasce dalla volontà di privati cittadini e persone della società civile, dal loro rifiuto di stare a guardare le morti e i naufragi delle tante persone che, in fuga dall’inferno libico, rischiano la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa, senza alcuna alternativa di ingresso legale». Dal 2015, anno di nascita dell’organizzazione, Sea Watch spiega di aver contribuito a salvare in mare oltre 37.000 persone.

9.48 – MOAVERO: «DIVIETO DI INGRESSO FIRMATO DA TRE MINISTRI»

«Nel caso specifico della nave Sea Watch, il ministro degli Interni, il ministro della Difesa, il ministro delle Infrastrutture hanno firmato un provvedimento che indicava un divieto di ingresso nelle acque territoriali. La decisione della nave è stata di entrare: la legge dovrà essere applicata, naturalmente da chi è competente ad applicarla», ha dettto durante un’audizione al Senato il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.

9.37 – SALVINI: «NAVE FUORILEGGE»

«La legge prevede che bisogna essere autorizzati per poter attraccare, non possiamo far arrivare in Italia chiunque, le regole di un Paese sono una cosa seria. Le persone sulla Sea Watch non sono naufraghi, ma uomini e donne che pagano 3.000 dollari per andar via dal proprio Paese. In Italia stanno arrivando, in aereo, migliaia di migranti certificate che scappano dalla guerra. Spero che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l’equipaggio arrestato io sono contento», ha dichiarato il ministro dell’Interno in diretta a ‘Barba&Capelli’, in onda su Radio CRC.

8.58 – FINLANDIA APERTA ALLA REDISTRIBUZIONE DEI PROFUGHI

La Finlandia sostiene la condivisione del peso per la gestione dei flussi migratori e ritiene che sia «una responsabilità comune» e che «Italia e Grecia non debbano essere lasciate sole». Così il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto sulla situazione della riforma dell’Asilo europeo. Parlando dei Paesi che si rifiutano di accogliere i richiedenti asilo Haavisto spiega: «Siamo aperti a studiare modi per distribuire il peso in modo equo tra gli Stati membri», «una delle opzioni è che i Paesi che non accolgono debbano pagare”. La Finlandia assumerà la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue dal primo luglio.

8.22 – SALVINI: «SEA WATCH FA BATTAGLIA SULLA PELLE DI 42 PERSONE»

«Sea Watch ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Ong aiutano trafficanti di esseri umani», ha scritto Salvini in un tweet. E in altri due sottolinea. «Non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga». E «non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l’Italia».

Mentre la Sea Watch è ancora ferma davanti alla costa di Lampedusa, all’alba di stamane sono approdati direttamente in porto altri dieci migranti, presumibilmente tunisini, con un barchino. A bordo della piccola barca anche una donna e un minorenne. I dieci sono arrivati al molo della madonnina, sotto gli uffici della capitaneria di porto, 27 giugno 2019. ANSA/ELIO DESIDERIO

7.20 – SBARCATO UN BARCHINO CON 10 MIGRANTI TUNISINI

zIntanto mentre la Sea Watch è ancora ferma davanti alla costa, all’alba del 27 giugno sono approdati direttamente in porto altri dieci migranti, presumibilmente tunisini, con un barchino. A bordo della piccola barca anche una donna e un minorenne. I dieci sono arrivati al molo della madonnina, sotto gli uffici della capitaneria di porto.

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