Salvini al Viminale non ha cambiato nulla per la polizia di Stato

Volanti senza benzina. Questure fatiscenti. Agenti costretti a comprare da sé l'uniforme. E tagli per 2 milioni di euro. I sindacati di categoria contro il ministro: «La sicurezza non si fa coi post su Facebook, ma con risorse reali».

06 Agosto 2019 07.01
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L’idea di indossare la divisa, sentirsi tutt’uno con gli uomini delle forze dell’ordine, al ministro dell’Interno Matteo Salvini piace molto. Il problema è che, spente le telecamere, terminata la diretta Facebook, le condizioni in cui versa la polizia di Stato tornano quelle di sempre: volanti senza benzina, questure fatiscenti e persino agenti costretti a comprare da sé l’uniforme.

POLIZIA IN BRACHE DI TELA

Ha fatto parecchio discutere la lettera con cui il sindacato di Polizia LeS (Libertà e Sicurezza) ha comunicato alla stampa che «la Segreteria provinciale di Palermo ha acquistato i pantaloni della divisa operativa estiva per donarli ai poliziotti […] costretti a prestare servizio con quelli ormai logori o addirittura invernali». «La nostra iniziativa», ha spiegato il Segretario provinciale Pasquale Guaglianone, «è scaturita dalla necessità di salvaguardare il decoro della divisa. Unico rimpianto è non aver potuto accontentare tutti». Quindi Guaglianone si è appellato direttamente a Salvini: «Siamo orgogliosi che il ministro indossi la nostra uniforme, ma lo saremmo ancor di più se permettesse anche a noi di indossarla». Il comunicato, diffuso anche attraverso i canali social del sindacato, è giunto persino al Papeete Beach di Milano Marittima, eletto sede estiva del Viminale dal ministro dell’Interno. Infatti, via Twitter Salvini ha prontamente promesso più risorse alle Forze dell’Ordine «per acquistare nuove uniformi».

GRADI CHE SI SCIOLGONO AL SOLE

L’importante è che le nuove uniformi promesse dal ministro siano migliori dei nuovi gradi arrivati nei guardaroba della polizia di Stato. Sempre LeS infatti denuncia che i distintivi di qualifica introdotti a metà luglio per pensionare i vecchi «non hanno nemmeno superato il primo turno di servizio». Appena appuntati sulle divise si sono «sciolti come neve al sole», dicono dal sindacato. «Sembra una barzelletta, invece non c’è nulla da ridere», ha dichiarato amareggiato il coordinatore nazionale per la stampa di LeS Elvio Vulcano, che ironicamente suggerisce di utilizzarli solo in «locali climatizzati». Ma la scarsa resistenza dei nuovi gradi in realtà è un argomento serio. Lo stesso Vulcano ha spiegato a quali imbarazzanti problematiche espone gli agenti: «Nel caso di servizi esterni, quando ci si trova con colleghi che non conosciamo, potremmo non essere in grado di sapere chi è il più alto in grado». Il costo di questo fallimentare maquillage estetico dei distintivi? Cinque milioni di euro. Una spesa che LeS non condivide considerato il «momento di ristrettezze economiche» a causa delle quali «il personale non ha nemmeno le divise alle quali poterli attaccare».

È dignitoso un contratto scaduto da oltre 200 giorni e risorse che garantiscono ‘aumenti’ mensili inferiori al costo di un abbonamento Netflix?

Sindacato di polizia Silp Cgil

Non è la prima volta che nei guardaroba della polizia di Stato arrivano materiali di scarsa qualità. Non c’è stato infatti governo che, negli ultimi anni, non abbia operato robusti tagli al settore e così, come ricordano da LeS si sono viste «scarpe nuove che appena indossate si scollavano, o che arrivavano con numeri di taglia spaiati all’interno della stessa scatola». Ma la casistica è ricca, come «Le gonne “a tubino” per le agenti che presentavano misure non corrispondenti a quelle italiane e non parliamo poi», ricordano dal sindacato, «dei tessuti e dei colori delle uniformi, che uniformi non sono a causa delle differenze tra un capo e l’altro». Nel 2007 aveva suscitato parecchia ilarità l’arrivo in Italia di divise confezionate in Polonia con evidenti errori grammaticali. Infatti, sul tessuto era stata cucita la scritta «PoliZzia», con la doppia “zeta”. Questo tipo di incresciosi incidenti, insomma, per gli uomini e le donne della polizia, non sono certo una novità.

TAGLIATI 2 MILIONI DELL’ULTIMA LEGGE DI BILANCIO

Ora, considerata anche l’elezione dell’ex segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) Gianni Tonelli tra i deputati della Lega, più di un poliziotto aveva sperato in maggiore considerazione da parte dell’esecutivo. Invece, mentre Salvini promette nuovi fondi (2,5 milioni nel 2019 e ben 4,5 milioni nel 2020), gli agenti devono fare i conti con la realtà, ovvero con il taglio di 2 milioni che il governo gialloverde ha presentato a commissariati e questure con l’ultima Legge di Bilancio. Soldi che «servivano per vestire i nuovi agenti in uscita dai corsi di formazione», aveva commentato a fine gennaio Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil. Che aveva anche aggiunto: «Ai ben forniti guardaroba di felpe e polo della polizia sfoggiati spesso da chi non appartiene alla nostra amministrazione, corrisponde oggi una mancanza di risorse per le divise dei nuovi agenti. La sicurezza non si fa con i post su Facebook, ma con risorse reali».

IL NODO DEL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO

Naturale dunque domandarsi se quelle del ministro Salvini siano promesse concrete o destinate a durare il tempo di un tweet. Proprio il sindacato di polizia Silp Cgil ha iniziato a tenere conto dei giorni trascorsi senza che dal governo si abbia avuto notizia del rinnovo del contratto di lavoro. «Dalla scadenza», lamenta Tissone, «non è stato mai convocato alcun tavolo per discutere». Da qui la decisione di installare, sul sito del sindacato, un contatore a caratteri cubitali che scandisce i giorni trascorsi dal mancato adempimento dell’esecutivo. «È dignitoso», ha domandato retoricamente Tissone, «un contratto scaduto da oltre 200 giorni e risorse che garantiscono ‘aumenti’ mensili inferiori al costo di un abbonamento Netflix?»

La mia amministrazione in questo momento ha poco meno di 99 mila uomini rispetto ai 117 mila necessari

Franco Gabrielli

Lo stesso capo della polizia, Franco Gabrielli, lo scorso 31 luglio ha chiesto aiuto al governo: «La mia amministrazione in questo momento ha poco meno di 99 mila uomini rispetto ai 117 mila necessari. Tra uomini che vanno in pensione e mancato turn over siamo nel pieno di una tempesta perfetta». Proprio questi motivi nella stessa settimana avevano portato gli agenti del Silp Cgil a scendere in piazza per la 12esima volta in cinque anni. «I fatti dicono», spiega sempre il segretario generale Tissone, «che i rinforzi di personale annunciati anche in questi giorni nelle Questure e negli Uffici di Polizia sono relativi alla mobilità ordinaria e a vecchi bandi, non a nuovi concorsi che sono appena stati emanati». A Livorno per esempio lamentano non solo la diminuzione degli agenti, ma anche l’aumento d’età di quelli ancora in servizio con una età media di 47 anni. «Con i concorsi banditi dai governi precedenti» – ha detto il segretario provinciale Silp Cgil Luca Filippi – «solo assunzioni simboliche: dei sei agenti che arriveranno a Livorno, soltanto due sono agenti in prova usciti dalla scuola, gli altri sono solo trasferimenti, non nuove assunzioni».

COMMISSARIATI E QUESTURE SENZA AGENTI

E il sindacato si è impegnato a tenere conto anche della diminuzione di organico sul territorio con l’iniziativa #Diamoinumeri che quotidianamente registra le carenze lamentate nelle singole questure. Si va dalla “A” di Asti, dove i 156 poliziotti in servizio nel 2010 sono diventati 125 nel 2018, alla “V” di Verbano Cusio Ossola, che ha visto ridurre il reparto della Stradale da 16 unità nel 2015 a 6. In un abecedario di carenze tutto italiano. A Savona, per esempio, nonostante l’incremento del 5,4% degli incidenti, e del 136% di quelli con esito mortale (il doppio della provincia di Genova), dei 122 agenti della Stradale ne sono rimasti in servizio solo 75. Lo scorso 26 luglio, Salvini commentava così via Facebook l’aggressione subita dalla polizia il giorno prima a Barriera Milanese (Torino): «Ennesima aggressione alle Forze dell’Ordine ad opera di un gruppo di immigrati che voleva impedire l’identificazione di uno spacciatore! E c’è chi a sinistra, contro gli “sbirri”, vorrebbe impedire l’uso delle pistole elettriche… Io vado avanti! #tolleranzazero». Il ministro dell’Interno dimenticava però di dire che, a causa dei tagli, a mancare è proprio il personale che possa impugnare quelle pistole. «A Torino», denunciano i sindacati, «mancano più di 400 agenti».

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