Salvini querela Saviano, le cose da sapere

Salvini querela Saviano, le cose da sapere

26 Luglio 2018 15.14
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Roberto Saviano è indagato dalla procura di Roma per diffamazione dopo la denuncia presentata il 19 luglio contro di lui dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il leader della Lega ha confermato che non intende ritirare la querela nei confronti dello scrittore: «Ma ci mancherebbe altro, mi sembra il minimo che sia indagato. Un conto è la critica, un altro darmi del mafioso. Spero ci sia un giudice che rapidamente riconosca che qualcuno ha sbagliato. Poi a me non interessano i soldi, se me ne venisse in tasca una lira la devolverei in beneficenza. Ma è giusto che qualcuno si prenda la responsabilità di quello che dice» (leggi anche: Carrarini e la partita tra Maroni e Salvini in Lombardia).

L'EPITETO DI «MINISTRO DELLA MALAVITA»

Nella sua denuncia Salvini fa riferimento a una serie di affermazioni di Saviano ritenute «lesive della sua reputazione e del ministero dell'Interno stesso». Nell'atto depositato in Questura a Roma, si citano alcuni giudizi espressi dallo scrittore con video e post su Facebook. In particolare quando, il 21 giugno, Saviano ha apostrofato Salvini con l'epiteto di «ministro della malavita», ricostruendo le circostanze della sue elezione in Calabria.

Il video "incriminato" è apparso su Facebook dopo che Salvini aveva pubblicamente annunciato di voler verificare se ci fossero ancora le condizioni per mantenere la scorta che protegge Saviano dal 2006, quando lo scrittore venne minacciato di morte da parte dei camorristi del clan dei Casalesi, da lui denunciati con un esposto e durante una manifestazione per la legalità a Casal di Principe. Minacce che sono proseguite anche dopo la pubblicazione del libro Gomorra, primo romanzo di Saviano uscito sempre nel 2006. «Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani», aveva detto il titolare del Viminale, mentre si trovava a Roma per visitare un immobile confiscato ai Casamonica.

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