Salvini e la spaccatura col M5s che va oltre Siri

Il leghista: «Se si vota in Cdm sulle dimissioni, noi saremo contrari». E poi sui grillini ammette: «C'è una differenza di vedute sulla Tav, sull'autonomia, sull'immigrazione».

07 Maggio 2019 15.37
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La Lega va dritta per la sua strada sul caso Armando Siri. Il vicepremier e leader del Carroccio Matteo Salvini ha spiegato che in caso di voto nel Consiglio dei ministri dell'8 maggio 2019 sulle dimissioni del sottosegretario indagato «noi votiamo contro e poi si continua, si va avanti e per altri quattro anni perché c'è tanto ancora da fare».

Salvini ha parlato durante la registrazione di Matrix, su Canale 5. Ma il governo reggerà a tutti questi scossoni tra i gialloverdi? «Mi sembra evidente che con il Movimento 5 stelle ci sia una spaccatura e non solo su questo. C'è una differenza di vedute sulla Tav, sull'autonomia, sull'immigrazione», ha ammesso candidamente il ministro dell'Interno. Secondo cui però «alla gente che sta a casa non interessa questo dibattito, ma le cose da fare. Mi pagano per fare le cose».

L'APPELLO DI DI MAIO ALLA LEGA: «NON SI ARRIVI ALLA CONTA»

Luigi Di Maio in conferenza stampa alla Camera con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha risposto così: «Faccio un ultimo appello alla Lega, faccia dimettere Siri e non arrivi alla conta. Serve la reazione della politica». Un altra vicenda calda che riguarda Siri è quella dell'inchiesta di Report: per Di Maio «sarebbe anche ora di dare qualche spiegazioni sul mutuo fatto con la banca di San Marino, tutti gli italiani provano a farlo, ma nessuno lo fa senza dare garanzie. Il tema non è il mutuo in sé ma le garanzie». E poi, a proposito della spaccatura tra leghisti e cinque stelle: «Credo sia assurda una frattura di governo per un'inchiesta per corruzione: non saremo noi ad aprire alcuna crisi o parlare di poltrone. È un messaggio sbagliato al Paese spaccare il governo su un tema che dovrebbe unirci tutti: la lotta alla corruzione».

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