Peppino Caldarola

Dopo lo striscione rimosso a Bergamo o lascia il questore o il capo della polizia

Dopo lo striscione rimosso a Bergamo o lascia il questore o il capo della polizia

Gli interventi anti-costituzionali per compiacere Salvini sono arrivati al limite. E annullano l'assicurazione di Gabrielli di tenere i suoi uomini lontani dalla contesa politica: o mente o non conta nulla. 

14 Maggio 2019 07.42

Like me!

Non c’è scampo: o va via il questore di Bergamo o va via il capo della polizia. A Bergamo il questore ha scomodato i vigili del fuoco, che sono arrivati sul posto con scala mobile e super attrezzati, per far rimuovere uno striscione in cui era scritto solo che Matteo Salvini non era benvenuto in città.

Soldi pubblici e decisione fuori dalla Costituzione per compiacere un signore che fa il ministro di Polizia. In altre città si susseguono atti intimidatori contro chi manifesta contro Salvini pacificamente e lo stesso Salvini invita dai palchi le forze di polizia a intensificare l’attività repressiva. In poche ore è andata al diavolo l’intervista domenicale di Franco Gabrielli, capo attuale della Polizia, che aveva assicurato, come è suo dovere, che avrebbe tenuto i suoi uomini lontani dalla contesa politica e soprattutto fuori da logiche intimidatorie. Delle due l’una: o non conta una mazza o mente.

LEGGI ANCHE: Della Porta spiega perché dalla polizia arrivano segnali allarmanti

È del tutto evidente che Salvini ha perso la testa. L’uomo notoriamente non sa far nulla, tanto meno il ministro. Sa solo accendere fuochi nel Paese e non vuole che vengano spenti. Finora però il suo tentativo di appropriarsi del monopolio della sicurezza si era limitato al comportamento infantile di indossare le felpe delle forze dell’ordine. Una cretinata che non si fa neppure a 15 anni. Eppure non c’è stato un solo uomo dello Stato, uno di quelli che regge lo Stato qualunque sia il governo, che gli abbia fatto notare l’irrispettosità di questo comportamento.

Adesso siamo arrivati al punto che Salvini gira per le città italiane minacciando i cittadini che non lo amano e incita le forze dell’ordine a inseguirli e a intimidirli. Gli manca la fascia tricolore e, prima che finisca questa settimana elettorale, darà il via alla carica della Celere in qualche piazza di questo disgraziato Paese? La situazione è oltre ogni limite. Se ne è accorto anche Luigi Di Maio. Il problema è che Salvini non è fascista, è semplicemente un infante che è stato messo a giocare con uomini e cose che in generale sono proibite a chi ha il suo sviluppo psicologico perché può fare del male a se stesso e agli altri.

NON È MUSSOLINISMO, MA MITOMANIA ADOLESCENZIALE

Un uomo così non governerà mai da solo. Se la destra vincesse le elezioni andrebbe a palazzo Chigi qualche ora, poi dichiarerebbe guerra a tutti i Paesi vicini, solleverebbe rivolte in ogni città e bisognerebbe chiamare il 118 per riportare la normalità. La gente di destra, che io rispetto e i cui diritti difendo anche contro un pezzo della mia famiglia che vede fascismo dappertutto, dovrebbe capire che non è di fronte a una nuova forma di “mussolinismo”, è più banalmente e tragicamente di fronte a una nuova forma di mitomania adolescenziale. Troppa tivù, troppi videogiochi, troppa birra. La verità è che Salvini dovrebbe pettinare le bambole, mestiere che la sinistra dice di non aver voglia di fare più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *